
Una delegazione di eurodeputati della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) del Parlamento europeo ha concluso questa settimana una missione di due giorni in Slovacchia per valutare lo stato di diritto nel paese. I sette membri della delegazione, sotto la guida dell’eurodeputata olandese Sophie in ‘t Veld (Renew Europe) hanno incontrato le famiglie del giornalista assassinato Ján Kuciak e della fidanzata Martina Kušnírová e discusso con diversi alti funzionari statali, rappresentanti della società civile e giornalisti.
Nell’ambito della visita, i deputati europei hanno parlato con il primo ministro Eduard Heger, il ministro degli Interni Roman Mikulec, il ministro della Giustizia Mária Kolíková e membri del Parlamento. Si è anche svolto un incontro con i giudici della Corte suprema, i vertici delle forze di polizia, dell’Agenzia Nazionale Anticrimine NAKA e dell’Unità di polizia finanziaria.
Il Parlamento europeo ha inviato diverse delegazioni in Slovacchia dopo gli omicidi di Ján Kuciak e Martina Kušnírová, la prima delle quali, con membri delle commissioni per le libertà civili (LIBE) e per il controllo dei bilanci (CONT) arrivò in Slovacchia nel marzo 2018. I deputati della commissione LIBE sono ritornati in Slovacchia nel settembre 2018 e la commissione CONT nel dicembre 2018.
De @Europarl_NL monitorgroep voor democratie, rechtsstaat en grondrechten rondde gisteren een bezoek aan Slowakije af. Dit is het derde bezoek van deze aard sinds de moord op journalist Jan Kuciák in 2018 de alarmbellen deed rinkelen over de situatie in Slowakije. 1/3 pic.twitter.com/iQXjYLXKA0
— Sophie in 't Veld (@SophieintVeld) September 23, 2021
Nella conferenza stampa finale della missione, l’eurodeputata Sophie in ‘t Veld ha dichiarato di avere avuto una impressione “cautamente positiva” dalla visita, avendo verificato dei significativi progressi compiuti nel paese negli ultimi anni per quanto riguarda lo stato di diritto. Ha anche elogiato l’indagine sull’omicidio di Kuciak e Kušnírová, sottolineando tuttavia che il caso non è ancora chiuso, e ha detto che la missione è iniziata con l’incontro con le famiglie dei ragazzi assassinati, cosa opportuna perché che è da quel fatto che “è cominciato tutto”.
La delegazione del PE ha dichiarato che il nuovo presidente delle forze di polizia Štefan Hamran, gli investigatori e le procure hanno il pieno sostegno del gruppo di monitoraggio per la democrazia, lo stato di diritto e i diritti fondamentali istituito all’interno della commissione LIBE.
Sophie in ‘t Veldová ha ammesso che «Abbiamo sentito cose molto inquietanti. Abbiamo sentito parlare di incitamento all’odio, intimidazione di giornalisti e persone che combattono la corruzione, nonché resistenza alle riforme… o riforme che potrebbero avere conseguenze indesiderate». Ma ha anche concesso hanno anche visto «che ci sono molte brave persone in Slovacchia che stanno lavorando duramente per renderla uno stato moderno con un governo e un’amministrazione pubblica puliti e capaci».
La visita è stata accompagnata da reazioni dure da parte dell’opposizione, che nel 2018 era al governo. L’eurodeputata Smer-SD Monika Beňová, che in passato è stata membro di LIBE, ha criticato la delegazione accusandola di scorrettezza e parzialità per non aver incluso un incontro con alcuna figura dell’opposizione, tra cui il leader di Smer-SD ed ex primo ministro Fico. Parole alle quali Veld ha risposto spiegando che il gruppo ha incontrato le persone in Slovacchia sulla base della loro attuale funzione e posizione, e non in base all’appartenenza politica.
Dal canto loro, gli ex primi ministri Fico e Pellegrini (subentrato al primo dopo l’omicidio Kuciak), oggi a capo rispettivamente di Smer-SD e del nuovo partito Hlas-SD, non hanno risparmiato battute velenose all’indirizzo della missione europea, anche sfiorando il cattivo gusto. Fico ha invitato in’t Veld a «farsi una canna a casa [sua] e di non avvelenare l’aria in Slovacchia, perché è venuta solo per dare fastidio», mentre Pellegrini ha raccomandato all’intera delegazione appena sbarcata a Bratisalva di «fare le valigie e tornare a Bruxelles», perché è «inammissibile che un gruppo straniero di questo tipo in Slovacchia si incontri solo con chi vuole, e poi dica le sue opinioni su tale base», e inoltre che ignori del tutto il caos che circorda l’attuale situazione nelle forze di sicurezza.
(Red)
Foto ŽupaBA VUCBA cc by

Rispondi