
Con l’aumentare dei casi giornalieri e il relativo peggioramento della situazione epidemiologica sono riapparsi in Slovacchia i distretti color “rosso scuro”, cosa che non accadeva dalla primavera. In questi territori, per ora solo 4 ma che presumibilmente cresceranno, sono previsti obblighi specifici e limitazioni delle libertà. Una delle misure riguarda il coprifuoco notturno dalle 21:00 alle 5:00, cioè il divieto di movimento nelle ore notturne senza motivazioni serie.
Secondo l’Unione delle città slovacche (ÚMS), i comuni non hanno né competenza nell’ordinare tale norma né potere di controllarne il rispetto. L’associazione di comuni , che ha commissionato un’analisi giuridica sul provvedimento, afferma che i comuni possono adottare regolamenti vincolanti generali soltanto se il governo decide di dichiarare lo stato di emergenza (che è stato revocato in maggio dopo oltre un anno di applicazione), che viene ritenuto un “presupposto necessario”. Questioni come la libertà di movimento dei cittadini, o limitare gli orari di apertura degli esercizi devono rimanere di unica competenza dello Stato, e le amministrazioni locali possono limitarsi a farle rispettare.
Di fatto, le autorità sanitarie e il ministero della Salute, con lo scopo virtuoso di proteggere la salute delle persone hanno deciso misure a livello locale delegando alle autorità comunali la loro implementazione. Il capo di ÚMS Richard Rybníček, sindaco di Trenčín, ritiene però le misure “irrealistiche e inapplicabili”, e consiglia i comuni di non prendere tali decisioni, invitando al contempo il governo a trovare soluzioni diverse per risolvere la questione.
(La Redazione)
Foto Fb policiaslovakia

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