Incontri con Marina Hostacna Grossi: Intervista con Wanda Adamik Hryc

Il 20 luglio 2021 è stato proiettato al cinema EDEN Film Center Roma il film Čiara / THE LINE del regista Peter Bebjak, prodotto da Wanda Adamik Hryc, presidente dell’Accademia del Cinema e della Televisione slovacca. La proiezione speciale del film è stata organizzata dall’Ambasciata della Repubblica Slovacca in Italia e dall’Istituto Slovacco a Roma.

In questa occasione la dott.ssa Adamik Hryc mi ha rilasciao un’intervista che vi invito a leggere.

Dal 2018 lei ricopre la carica di presidente dell’Accademia del Cinema e della Televisione slovacca. Secondo lei, a che livello si trova il cinema slovacco contemporaneo rispetto a quello straniero?

«Personalmente, il cinema slovacco mi rende felice. Siamo presenti in quasi tutti i festival mondiali, sono cresciuti con noi un discreto numero di registi notevoli e che realizzano film d’arte estremamente interessanti con i quali raccolgono successi a Berlino, Toronto, Cannes ed altri festival in tutto il mondo.

Tuttavia, sono lieta anche perché in Slovacchia sta finalmente iniziando ad emergere il cinema di genere, il che significa che stiamo iniziando a fare thriller, commedie romantiche e a produrre film destinati allo spettatore mainstream, cosa che non capitava da molti anni. Sicuramente il problema era causato dall’inesistenza dei fondi per il cinema, cioè dall’assenza di finanziamento.

In passato il finanziamento di ogni film richiedeva anni. I registi di queste opere, che avevano bisogno di testimonianze personali, di solito cercavano loro stessi i soldi per i film e diventavano così produttori. Quindi erano “art-house” movies.

Nel 2010 è stato finalmente istituito in Slovacchia il Fondo per l’Audiovisivo [Audiovizuálny fond] e da allora la situazione per il cinema indipendente è notevolmente migliorata. Sono emerse una serie di classiche case di produzione indipendenti che si sono assunte l’onere del finanziamento oltre che della distribuzione del film, lasciando ad autori e registi il solo fine di creare».

Dal 2020 il mondo vive sotto la pressione del Covid-19 e delle relative quarantene. Che impatto ha avuto e ha la pandemia sulla produzione e distribuzione di film in Slovacchia?

«Catastrofico. Avevamo i cinema chiusi per diversi mesi, il che significava che non era affatto possibile distribuire film. Abbiamo anche fermato la produzione per un po’, ma quella situazione fortunatamente è durata poco, solo nella prima ondata, quando in Italia è letteralmente crollato tutto. Nei primi tre mesi anche noi siamo stati presi dal panico, perché nessuno sapeva cosa stesse succedendo. L’estate ci ha portato più libertà e abbiamo iniziato a girare nuove opere, ma non a distribuire.

Attualmente siamo in una situazione paradossale: abbiamo girato i film, solo che non sono ancora nelle sale. Proprio durante questa estate facciamo i primi tentativi di distribuzione.

Tra le ondate di pandemia, l’estate scorsa ho girato un film che si chiama ZNÁMI NEZNÁMI, che è un adattamento del film italiano “Perfetti Sconosciuti” del regista Paolo Genovese. La première del film sarà tra pochi giorni, il 4 agosto. Ci auguriamo che questa estate sia per noi soddisfacente, e crediamo che tutto andrà per il meglio. Certo, abbiamo paura della terza ondata della pandemia, perché le persone non si vogliono vaccinare, nonostante ciò speriamo che il film possa essere visto da abbastanza spettatori prima che scoppi “tutto” di nuovo.

Abbiamo deciso di rischiare e far uscire il film adesso, perché pensiamo che quando la pandemia finirà e il mondo tornerà alla normalità dovremo affrontare il problema opposto. L’offerta di film nei cinema sarà enorme, perché tutte le prime slovacche e ceche che sono state posticipate, insieme all’offerta di film da Hollywood, si scontreranno nelle sale contemporaneamente. Sarà un paradiso per lo spettatore, ma i produttori probabilmente piangeranno…».

In che modo la pandemia ha colpito gli artisti slovacchi?

«La produzione cinematografica è stata interrotta solo per i primi tre mesi, poi si è rimessa in moto. L’Accademia del Cinema e della Televisione slovacca ha collaborato fin dall’inizio e con l’Associazione dei produttori indipendenti e ha concordato una serie di regole per ridurre al minimo il rischio di infezione, che dovevano essere rispettate ovunque.

Abbiamo fissato regole di sicurezza e igiene molto rigide… i truccatori devono avere un set individuale di pennelli per il trucco per ogni attore, i membri dello staff si sottopongono regolarmente al test Covid-19, è obbligatorio indossare mascherine ovunque e per tutti, tranne che per gli attori».

Alla fine dell’estate 2020 l’Accademia del Cinema e della Televisione slovacca ha lanciato la prima edizione del festival “Kino pod hviezdami” [Cinema sotto le stelle] che si è svolto a Bratislava dal 22 al 30 agosto. Qual’era il suo obiettivo e quando si svolgerà la sua seconda edizione?

«L’evento è stato creato in risposta alla prima ondata della pandemia, quando siamo stati tutti chiusi in casa per tre mesi e siamo stati totalmente culturalmente “malnutriti”. Quindi, in Accademia ci siamo detti che era tempo di restituire alle persone la gioia… la gioia del cinema. Dato che non era del tutto sicuro andare al cinema in quel momento, abbiamo deciso di portare il cinema all’aperto.

Sulla Piazza di Milan Rastislav Štefánik, di fronte al nuovo Teatro Nazionale Slovacco, nell’area del centro commerciale Eurovea, abbiamo costruito un enorme schermo LED dove in qualità full HD abbiamo proiettato gratuitamente film slovacchi per nove giorni… giorno dopo giorno. Ogni serata era strapiena di gente. I visitatori hanno potuto godersi una piacevolissima proiezione all’aperto, seduti al tavolino o sul divano e a guardare un film con un bicchiere di vino in mano.

Sulla base del successo dello scorso anno, abbiamo deciso non solo di ripetere la manifestazione, ma anche di ampliarla. Nella seconda edizione il festival durerà otto giorni, quattro giorni a Bratislava e quattro giorni a Košice. A Bratislava lo sposteremo nella piazza principale, proprio nel centro della città e a Košice si svolgerà nei locali splendidamente rinnovati del Kulturpark. Si inizia il 3 agosto».

Su di lei si sa che è una personalità molto dinamica, ma la giornata ha sempre 24 ore…, svolge il ruolo di presidente dell’Accademia del cinema e della televisione slovacca… è una produttrice impegnatissima e si dedica anche all’Associazione umanitaria NEBOJTE SA [NON ABBIATE PAURA], di cui è fondatrice, e che ha per obiettivo iniziare a parlare liberalmente dei problemi del cancro dei testicoli maschili. Inoltre, Lei è moglie ed anche madre. Come riesce a combinare tutte queste responsabilità?

«(Risate) Ha dimenticato che sono Console onorario della Repubblica delle Seychelles in Slovacchia e una parte del mio tempo lo dedico ai 25 studenti delle Seychelles che studiano in Slovacchia e questi ogni tanto hanno un problema da risolvere (sorriso). Tutto questo lo riesco a gestire probabilmente grazie ai miei figli. Sono loro che mi riempiono di energia… Da quando li ho, ho una regola: cerco di non lavorare nel fine settimana… Il mio fine settimana inizia dal venerdì pomeriggio in forma attiva, e mi concentro esclusivamente sulla mia famiglia. Facciamo viaggi con i bambini… viaggiamo molto. Un fine settimana di questo genere mi ricarica sempre le batterie e mi riposo di più che stando a letto…, ma il mio sogno è iniziare il weekend giovedì sera. Finora, tuttavia, è un sogno irrealizzato (risate) … Ho anche un marito perfetto che è un partner e un padre estremamente sensibile e amorevole. Lui è una persona che sa, che tutte le cose possono funzionare solo se partecipiamo tutti e due. Ma… devo ammettere che non potrei fare tutto questo senza la mia fantastica assistente Petra. Lei è la mia mano destra e, a volte, anche la mia mano sinistra (risate)… e, a volte il mio collo.

Sì, tutto può essere combinato se sei fortunato ad avere le persone giuste intorno a te. E io questa fortuna finora l’ho avuta».

Lei è una produttrice che molto spesso lavora in coproduzioni. Come procede una produzione di questo genere, come si deve gestire?

«Beh, è ​​impegnativo…, se più paesi sono nella coproduzione il processo viene più complicato. In tale situazione si devono combinare diverse lingue, costumi culturali, legislazione, interessi personali e professionali, si devono incontrare e soddisfare diverse idee e aspettative. Tutto questo deve essere unificato affinché l’intero nucleo non soffra.

La Slovacchia è un mercato piccolo e la coproduzione è l’unica possibilità per realizzare film più grandi. Il nostro partner tradizionale è la Repubblica Ceca. Molto spesso lavoro con l’Ucraina… ho già fatto tre progetti con questo paese e ben volentieri ne accetto altri. Sto provando a cercare argomenti che in ​​termini di contenuto siano significativi sia per il partner di coproduzione che per il suo pubblico. Mi piacerebbe molto fare un film in coproduzione con l’Italia, voglio però trovare una storia che interessi i telespettatori italiani, che li riguardi e che la capiscano. Viviamo in un’Europa comune, amiamo viaggiare, ci visitiamo a vicenda e ci conosciamo… siamo molto affini e abbiamo tante storie in comune, quindi penso che le coproduzioni tra nostri paesi aumenteranno».

Per creare un film è necessario un capitale significativo. Come lo ottiene?

«Pilastro fondamentale del finanziamento della cinematografia indipendente in Slovacchia è il Fondo per l’Audiovisivo, operativo dal 2010. Funziona sulla base di uno schema di sussidio selettivo, in cui la commissione di esperti valuta i progetti presentati più volte all’anno e decide sui sussidi. Solo pochi anni fa in Slovacchia è stato approvato un programma di sussidio di sostegno molto importante, il cosiddetto Cash rebate. Si tratta di uno strumento a supporto dell’industria cinematografica che da molti anni opera ovunque nel mondo e infine anche in Slovacchia. Attraverso questo schema, lo stato concede incentivi agli investimenti per progetti cinematografici sotto forma di un rimborso aggiuntivo del 33% dei costi investiti nello stesso progetto.

E… immagini, oltre alla classica sponsorizzazione, ci sono anche alcuni coraggiosi dell’ambiente privato che stanno iniziando a investire nel cinema slovacco. (Sorriso) Nel mio nuovo film ZNÁMI NEZNÁMI [remake ceco-slovacco del film italiano Perfetti Sconosciuti] ne abbiamo uno così. (Sorriso), ma nonostante questo, abbiamo dovuto chiedere anche un prestito bancario per rifinanziare le riprese. Oltre al lavoro creativo, il lavoro di produzione comporta principalmente la raccolta di denaro, cioè trovare le diverse strade di finanziamento».

I suoi film hanno vinto molti premi nazionali ed internazionali. Ce ne sono alcuni che apprezza di più? Se è così, perché?

«Apprezzo molto il premio cinematografico “Slnko v sieti” [Il sole nella catinella]. Nell’anno 2017 il film “Čiara” [THE LINE] ha vinto in totale sei premi su tredici nomination tra cui anche il premio “Cena za najlepší film” [Best Film Award] (sorriso). Sono sempre lusingata quando una persona del mio team riceve il premio, ma il premio per il miglior film è la ciliegina sulla torta anche per il produttore».

Qual è il suo rapporto con l’Italia e il cinema italiano?

«Dato che ho appena fatto un film basato su una sceneggiatura italiana, penso che sia buono… (risata). È vero che dal cinema italiano nel nostro paese sono più conosciuti i film fino agli anni sessanta girati dai vari Visconti, Fellini, De Sica, eccetera. Questi, insomma, furono la fioritura del cinema italiano. Io sono cresciuta nel periodo in cui da noi “viaggiava” Fantozzi, un periodo leggermente diverso (sorriso).

“PERFETTI SCONOSCIUTI” del regista Paolo Genovese è stato un film italiano che dopo molto tempo mi ha completamente conquistata. Così, quando la mia amica, la mia co-produttrice Petra Polnišová, è venuta a trovarmi con l’idea di girare questo remake, mi sono detta che lo dovevo fare. Sono molto contenta che siamo riuscite a produrlo, e soprattutto in così breve tempo.

Nel maggio 2020 abbiamo deciso di girarlo e subito ci siamo rivolti a Medusa Film per acquistare i diritti della sceneggiatura e ad agosto abbiamo iniziato con le riprese. “Grazie” alla pandemia, siamo stati anche fortunati ad avere un cast fantastico, perché gli attori a cui ci siamo rivolti erano liberi, cosa non possibile in circostanze normali, perché gli attori bravi sono prenotati con tre anni di anticipo. La prima del film è stata programmata per il mese di novembre 2020, ma a causa della pandemia l’abbiamo dovuta spostare e alla fine l’anteprima del film sarà il 4 agosto 2021».

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Sta preparando qualcosa di nuovo?

«Sicuramente. In questo lavoro è così, è il caso che tu abbia 6-7 progetti preparati, alla fine, forse ne usciranno 2-3. Tra i miei progetti ho in preparazione una miniserie TV, un film in coproduzione con la Repubblica Ceca… un altro film che farò, lo voglio fare con una coproduzione ceca, magari anche finlandese. La cosa è varia».

C’è qualcosa che vorrebbe dire al pubblico italiano e slovacco?

«Mi dispiace che il marketing e la distribuzione dei film europei non funzionino bene. La penetrazione tra i nostri mercati cinematografici è minima ed è un vero peccato. I film europei in genere viaggiano molto poco, sembra che i film italiani siano rimasti solo in Italia e siano destinati solo al pubblico italiano, così come i film slovacchi non arrivano qui, in Italia. Questo mi dispiace. Sono convinta che i nostri gusti si assomiglino e che ci piacciano cose simili. Le classifiche della popolarità dei film americani nei nostri paesi non fanno che testimoniare questo.

Mi piacerebbe molto che ci ispirassimo al periodo della seconda metà del XX secolo, quando conoscevamo il cinema italiano, francese e il cinema europeo stava attraversando un’epoca d’oro. Abbiamo conosciuto registi e filmmaker, andavamo al cinema a vedere film europei. Sarebbe bello se in qualche modo potessimo far rivivere la distribuzione di film europei».

Gentile signora Wanda Adamík Hrycová, grazie mille per l’intervista. Le auguro tanto successo nel lavoro e nella vita personale. Incrocio le dita per il suo nuovo film ZNÁMI NEZNÁMI e che raccolga un grande trionfo!

(Marina Hostacna Grossi)

(L’intervista è stata autorizzata da Wanda Adamik Hryc)


La Prima del film ZNÁMI NEZNÁMI [Perfetti sconosciuti] è stata il 4 agosto 2021. Oltre alla produttrice del film, Wanda Adamik Hryc, e alla regista del film, Zuzana Marianková, sono stati presenti anche molti protagonisti. La sorpresa della serata di gala è stata la presenza della Presidente della Repubblica Slovacca Zuzana Čaputová, che non solo ha sostenuto la cinematografia slovacca, ma ha anche onorato della sua presenza questo straordinario evento. Il film ZNÁMI NEZNÁMI è uno dei film più visti di quest’anno.

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WANDA ADAMÍK HRYCOVÁ E LA SUA WANDAL PRODUCTION

La società Wandal Production, s.r.o. è stata fondata nel 2007. Wanda Adamik Hrycová, proprietaria della compagnia, ha più di 20 anni di esperienza nella produzione televisiva, cinematografica e teatrale, ha prodotto 14 musical teatrali di fama mondiale (Hello, Dolly, The Birdcage, HAIR, Hamlet, Cleopatra, ecc.), i principali programmi televisivi (Pop Idol, The Voice, Strictly Come Dancing), fiction televisiva e programmi di intrattenimento televisivo.

Wandal Production si concentra principalmente sulla produzione di lungometraggi e televisione. Come coproduttori di minoranza, partecipano anche a progetti internazionali molto interessanti.

Wanda si è laureata all’Accademia delle arti dello spettacolo – VŠMU nel 2001, specializzandosi in produzione televisiva e cinematografica. Negli anni 2001-2006 ha lavorato come direttrice generale del teatro “Nová scéna”, il più grande teatro musicale in Slovacchia. Nel 2008, come produttore privato, ha prodotto il musical “Producers” con il marchio Wandal Production. Lo spettacolo è stato visto da quasi 25.000 spettatori.

Dal 2010 al 2012 ha lavorato come direttore generale della società di produzione MediaPro Entertainment Slovakia, che ha prodotto tutti i contenuti locali per TV Markíza. Ha lasciato la televisione per dare alla luce i suoi tre figli e durante il congedo di maternità ha prodotto due film – il dramma della seconda guerra mondiale COLETTE, reg.: Milan Cieslar e il thriller criminale THE LINE/ “Čiara” (SK/UA, dir. Peter Bebjak).

“Čiara”/ THE LINE è stato presentato in anteprima nella competizione principale del Festival internazionale del cinema di Karlovy Vary – KVIFF 2017, dove regista Bebjak ha vinto il premio per la migliore regia. Il film ha vinto numerosi premi in festival in tutto il mondo e in Slovacchia ha vinto 6 premi cinematografici “Slnko v sieti” [Il sole nella catinella] dell’Accademia del cinema e della televisione slovacca ed è diventato anche il film slovacco di maggior successo nella storia del paese con oltre 330.000 spettatori con l’incasso più di 1,7 milioni di euro.

Nel 2018 Wanda è stata eletta presidente dell’Accademia cinematografica e televisiva slovacca e si è laureata al programma EAVE. Nel 2021 ha lanciato sul mercato televisivo la storica serie televisiva SLOVANIA, realizzata in una coproduzione slovacco-ucraina per TV JOJ. Nell’estate del 2020, è riuscita a realizzare il film ZNÁMI NEZNÁMI che è un adattamento del famoso originale “Perfetti Sconosciuti” e nei cinema slovacco è uscito nel settembre 2021 ed è diventato uno dei film più visti. (Fonte wandal.sk/wandalproduction)

PROGETTI IN SVILUPPO
HRDOBA – film documentario
S ĽADOM V SRDCI – dramma storico
TRI BREHY DUNAJA – miniserie

PROGETTI COMPLETATI
SLOVANIA – serie storiche (la prima nel 2021)
ZNÁMI NEZNÁMI – commedia dolcemente amara (la prima nel 2021)
PREDTUCHY – dramma (la prima nel 2021)
MÔJ NEZNÁMY VOJAK– documento (2018)
ČIARA– crimi thriller (2017)
COLETTE) – dramma (2013

(Marina Hostacna Grossi)

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