
La Slovacchia dirà addio all’industria del carbone tra alcuni anni. È già deciso che i sussidi del governo per il sostegno dell’occupazione nel settore finiranno nel 2023, un fatto che porterà inevitabilmente a un cambio paradigmatico. La rivoluzione verde toccherà in particolare la regione mineraria dell’Alto Nitra, che si prepara alla riconversione del settore con investimenti in attività più verdi e la riqualificazione dei lavoratori per occupare le migliaia di persone che perderanno il lavoro quando le aziende del comparto chiuderanno per sempre.
Ma già adesso l’estrazione del carbone non è più così conveniente come in passato. La società mineraria Hornonitrianske bane Prievidza (HBP), il maggior datore di lavoro della zona con più di 2.700 dipendenti, la metà dei quali minatori che lavorano sottoterra, ha registrato lo scorso anno una perdita di 25,2 milioni di euro, con una diminuzione del giro d’affari del 9% a meno di 85 milioni di euro. L’azienda aveva registrato nell’ultimo decennio utili tra mezzo milione e poco meno di 3 milioni di euro all’anno, ma nello stesso periodo il volume di materiale estratto è sceso da oltre 2 a 1 milione di tonnellate.
(Red)

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