
Due mesi fa Martin Hojsík e Michal Šimečka del partito non parlamentare Progresívne Slovensko (PS), che sono stati eletti al Parlamento europeo, hanno avviato una petizione per la depenalizzazione della marijuana in Slovacchia, chiedendo che venga consentita per scopi medici. I due politici affermano che molte persone vengono criminalizzate ( e condannate) a causa della vigente legislazione per l’uso della sostanza, ma molto meglio della repressione sono la prevenzione e l’autorizzazione al suo utilizzo almeno per finalità sanitarie. Diverse sono le patologie i cui malati potrebbero averne enormi benefici, tra cui cancro, epilessia, malattie mentali, sclerosi multipla e malattie della pelle.
La scorsa settimana a Bratislava si è tenuta una manifestazione pubblica, cui hanno partecipato un centinaio di persone, dal titolo “Libertà per Robo“, in segno di solidarietà nei confronti di un giovane che rischia dai 20 ai 25 anni di galera per avere coltivato piante di marijuana e preparare unguenti per i suoi genitori malati di cancro.

La protesta contro l’attuale legislazione vuole mettere in luce le contraddizioni di una politica contro le droghe inutilmente punitiva riguardo all’uso delle droghe leggere, in vista della presentazione questo autunno di tre proposte di legge che, dicono gli organizzatori dell’evento, hanno l’aspetto di riforme ambiziose ma in realtà sono solo variazioni cosmetiche “non sistematiche e mal concepite” che si limitano ad aggiustare il livello delle sanzioni ma che non cambieranno davvero le cose.
Secondo la petizione lanciata da PS e Renew Europe, che si trova all’indirizzo web www.dekriminalizacia.eu e al 20 agosto aveva raggiunto le 20mila firme, già «diversi paesi nel mondo hanno legalizzato l’uso della cannabis», tra i quali il Canada e tra pochi mesi il Lussemburgo, e sono «decine i paesi che l’hanno legalizzata per scopi medici». Nella petizione si chiede uno stop alla repressione con pene detentive irragionalmente alte solo per essersi fatti una canna, una assistenza capillare sul territorio dei servizi sociali e psicologici per prevenire e fermare il consumo di droghe, la possibilità di coltivare cinque piantine di marijuana per uso personale per eliminare il mercato nero e gli spacciatori, e l’autorizzazione dell’utilizzo degli estratti di cannabis per scopi medici.
Del resto, avvertono i due politici, anche l’ONU, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), il Parlamento europeo e molti Stati nazionali stanno passando dalla punizione degli utilizzatori alla depenalizzazione, alla riduzione del danno, all’assistenza psicologica e sociale, alla prevenzione, al sostegno all’istruzione e al lavoro. E a consentire l’uso medico della marijuana».
Michal Šimečka ritiene che «sappiamo tutti che non è giusto che una persona riceva una condanna più alta per pochi joint rispetto a un assassino, un mafioso o un giudice corrotto». «Ci dicono che la depenalizzazione della marijuana non ha alcuna possibilità di vittoria perché la gente o i membri del Parlamento sono troppo conservatori, o perché il governo deve concentrarsi su problemi più grandi, come la lotta alla corruzione. Ma questi sono falsi pretesti: non importa se siamo liberali o conservatori, di sinistra o destra, giovani o vecchi, dovremmo tutti avere lo stesso senso della giustizia. E finché l’ingiustizia – un’ingiustizia ovvia e draconiana – viene perpetrata in una parte della nostra società, ci riguarda tutti. È un nostro problema comune, e dobbiamo fare tutto il possibile per eliminarlo insieme».
Come spiega Martin Hojsík, «Circa il 10% della popolazione slovacca ha esperienza con la marijuana. Pensate davvero che tutti dovrebbero andare in prigione? E pensate che un fratello, cugino o suocera sia un drogato solo perché ha fumato una sigaretta un paio di volte sul balcone?». E poi, non è vero che le droghe leggere sono un invito a passare alle droghe più pesanti, questa è «una tesi da tempo confutata. Le vere ragioni dell’abuso di droga sono la povertà, il basso livello di istruzione, la disoccupazione e ragioni socio-economiche», ha detto Hojsík.
(La Redazione)
Foto 3dman_eu CC0

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