
A causa della carenza mondiale di semiconduttori lo stabilimento del gruppo Volkswagen a Bratislava ha deciso per questa settimana la sospensione della produzione di SUV di lusso. Lo ha annunciato ieri la società tedesca, che in Slovacchia produce diversi SUV a marchio Porsche (Cayenne), Audi (Q7 e Q5) e Volkswagen (Touareg) e aveva riaperto i battenti il 13 agosto dopo due settimane di ferie. L’azienda prevede che anche nel terzo trimestre di quest’anno la situazione relativa all’approvvigionamento di microchip continerà a creare tensioni, prima di cominciare a migliorare verso la fine del 2021.
Ma secondo una analisi della Banca centrale slovacca (NBS) le interruzioni nella fornitura di semiconduttori, che toccano tutte le case automobilistiche comprese quelle slovacche, non finirà presto. NBS prevede un miglioramento tra un anno, quando la situazione potrebbe tornare alla normalità nella seconda metà del 2022.
In questo momento in Slovacchia stanno soffrendo del problema gli stabilimenti di Stellantis (ex PSA a Trnava) e Volkswagen (a Bratislava), nonché lo stabilimento ceco Škoda Auto. Secondo l’analisi, la produzione di veicoli nell’area dell’euro è diminuita di oltre il 30% nella prima metà dell’anno, poiché molti produttori hanno dovuto interrompere la produzione, e questo malgrado la forte ripresa della domanda di autoveicoli dopo l’anno nero della pandemia che anche in Slovacchia ha fatto registrare record negativi di produzione.
Di recente la società taiwanese Foxconn, il più grande produttore al mondo di elettronica, ha annunciato a breve l’avvio della produzione di microchip per l’industria automobilistica nel suo stabilimento slovacco, dove oggi sforna televisori. Un progetto che segue in Europa un trend lanciato dalla Bosch che ha inaugurato a giugno una enorme fabbrica di semiconduttori per l’automotive in Germania.
La pandemia di coronavirus ha provocato un incremento esponenziale di prodotti elettronici per la comunicazione, come computer, tablet e telefonini, favorita dalla crescita inaspettata e repentina dello smart working. Questo elemento ha provocato una improvvisa insufficienza della produzione di semiconduttori per settori dell’industria come quello automobilistico e quello elettrotecnico.
(Red)
Foto blickpixel

Rispondi