Danica Ondrej è una artista slovacca di Bratislava che si è formata in Italia all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano [Pittura (2003-2007); Comunicazione e Organizzazione per l’Arte Contemporanea 2 livello (2008-2011)].

In Italia trascorre 18 intensi anni, ricchi di studio e successo artistico. Una volta diventata madre, Danica ha deciso di tornare in Slovacchia per dare a suo figlio i fondamenti scolastici del suo paese di origine.
Francesca Barbi Marinetti e Karima Ruzzi definiscono il lavoro di Danica in questo modo: «Il lavoro dell’artista Danica Ondrej si compone di una coesistenza di caratteristiche: il talento, il forte spirito di osservazione, l’apprendimento di numerose tecniche espressive che vanno al di là di quelle pittoriche, la curiosità, ma soprattutto l’affannosa ricerca di risposte che lo portano a porsi come un’analista della società in grado di rappresentare le emozioni della mente collettiva e individuale. La forte sensazione di caos, la perdita di armonia, le continue distrazioni hanno portato la società ad un senso di smarrimento rispetto alla dritta via. Al contempo però di strade ne ha aperte di nuove soprattutto per quanto riguarda la parità di genere. La donna contemporanea si trova oggi ad avere maggiori libertà rispetto alle proprie madri.
La sua origine mista, l’infanzia e la giovinezza vissuta in un paese dal forte cambiamento sociale come la Cecoslovacchia, la successiva formazione artistica e personale a Milano, in Italia, le ha permesso di maturare in sé tecniche e stili differenti, che ben racchiudono e riflettono le sue esperienze rendendo il suo linguaggio chiaro e riconoscibile».
Di Danica Ondrej abbiamo già scritto più volte, ma oggi vi presento un’intervista con questa artista realizzata a Roma il 15 luglio 2021.

Cara Danica, quel che ci siamo promesse, lo abbiamo mantenuto. Ci troviamo a Roma, in una trattoria pittoresca in Trastevere che è una zona caratteristica per la romanità più autentica, ricca delle bellezze dei sui borghi, vivacità ed arte esposta che attira continuamente non solo i turisti ma anche i romani. Siamo qua all’aria aperta, insieme con Karim Ruzzi, a respirare questa atmosfera unica del quartiere storico romano, la sera prima della tua partecipazione al Festival d’arte Contemporanea SyArt a Sorrento, dove ti esibisci con „SILENT WOMEN“ in collaborazione e con il patrocinio dell’Istituto Slovacco a Roma.
Karima Ruzzi, che è la curatrice della tua mostra a Sorrento, mi ha informato che «le opere della serie SILENT WOMEN sono una risposta, un rispecchiamento poetico ed artistico nei confronti della chiusura della società e dell’alienazione che da essa emerge. Un sentimento che nasce dalla tua esperienza di madre, protettiva verso il proprio figlio, nonché di artista che continua ad impegnarsi nel lavoro creativo per dare un senso alle giornate».
Raccontaci come è nata la tua opera “SILENT WOMEN” e che cosa rappresenta.
«Ho iniziato quest’opera qualche anno fa. Si tratta di un ciclo di opere fotografiche o proiettate del ciclo SILENT WOMEN che sono una continuazione dell’installazione Rivelazioni sottese del 2019, creata da un mio bisogno coinvolgere il visitatore a una riflessione sulla società contemporanea».

www.danicaondrej.com/silent-woman
«Quando ancora vivevo a Milano sentivo la mancanza della mia patria, della cultura slovacca, anzi in quei tempi ancora cecoslovacca. Dopo qualche anno che stavo a Milano ho iniziato a circondarmi di artisti cecoslovacchi. Così, a Torino ho debuttato con la mia mostra “Silenzio delle parole”, una mostra dedicata a Egon Bondy (pseudonimo di Zbyněk Fišer) e a tutti gli autori che non potevano “uscirne fuori”. Egon Bondy era anche un filosofo, nel suo lavoro ha approfondino un po’ le vite di alcuni artisti che mi piacevano. Sempre in Italia ho fatto un’altra mostra intitolata “Silence of words”, questa volta a Milano.
Dopo la nascita di mio figlio Danko mi sono trovata in difficoltà come artista, come donna… per la mancanza di tempo, mi mancava un po’ di libertà per creare e per esporre le mie opere. Soprattutto, mi mancava il materiale per creare.
Ma in questa mia nuova, bellissima, veste di madre trascorrevo tutto il tempo con mio figlio e lo dedicavo alla casa. Qui ho scoperto tantissime pregiate tovaglie che mi avevano regalato mia madre e mia suocera, che mi hanno ispirato alla creazione insieme ad altri materiali: tende, stracci, stoffe sulle quali mettevo i miei colori. Così è nata l’installazione Rivelazioni sottese e l’opera SILENT WOMEN esposta a Sorrento».
Parlaci un po’ di “Rivelazioni sottese”…
«Nel periodo in cui vivevo solo con mio figlio 24 ore su 24 ho iniziato ad ascoltare le storie di altre donne, come quella di mia mamma, della mamma del mio compagno, interessandomi di come loro hanno vissuto le loro maternità, le loro vite. Mia mamma è stata una madre sigle, perché mio padre è emigrato in America… davvero lei ha vissuto tanti momenti molto brutti. C’e un’altra storia di una mia cara amica che subiva violenze, addirittura torture, da suo marito e poi ci sono le storie scritte dalla mia amica scrittrice Ursula Kovalyk. Tutte queste storie tramandate di donna in donna hanno aumentato la mia sensibilità verso le donne e mi hanno ispirato a dipingere sulle tele e le stoffe di cui ho già parlato. Influenzata anche dalle loro storie ho iniziato a dipingere su questi materiali. ho avuto l’onore di esporre all’Istituto Slovacco a Roma i quadri e l’Experimental Short film Rivelazioni sottese. Il film – video è dedicato alla vita della donna, dall’età di una bambina all’età di una donna anziana. Nel video, il ruolo della donna anziana ha rappresentato mia madre, praticamente ho dedicato il video a lei. Mi sono resa conto che tutte le donne che hanno visto il film si sono commosse… questo per me è stato un segnale che sono sulla strada giusta».
Ho partecipato all’inaugurazione della tua mostra personale “Rivelazioni sottese” del 23 gennaio 2020 con la quale hai aperto la stagione culturale 2020 dell’Istituto Slovacco a Roma. Tutti noi presenti abbiamo passato una bellissima serata (ne abbiamo scritto qui). Però, un mese dopo, è scoppiato il problema Covid-19. Come hai passato il lockdown duro?
«Il periodo di febbraio 2020 lo ricordo molto bene, perché di nuovo mi trovavo qui a Roma, dove abbiamo aperto la mia mostra alla Galleria di Francesca Barbi Marinetti in collaborazione di Karima Ruzzi. L’inaugurazione della mostra è stata molto bella, erano presenti anche rappresentanti dell’Istituto Slovacco, ma l’atmosfera era diversa perché già si sapeva che esiste un “problema”. Il giorno dopo è uscito il decreto con le ordinanze di chiusura. Subito sono rientrata con mio figlio in Slovacchia. Una volta rientrati a casa si siamo trovati ad affrontare diversi problemi: la chiusura delle scuole, come riempire il tempo libero di mio foglio, continuare creare e insieme cercare un altro atelier perché l’edificio dove avevo lo studio veniva demolito».

Nel maggio 2021 hai creato OPEN ATELIER – DANICA DANKO (OTVORENÝ ATELIÉR DANICA DANKO), che è stato finanziato da Slovenký fond umenia che si presenta così: CIÒ CHE INIZIALMENTE SEMBRAVA UN OSTACOLO É DIVENTATA LA FONTE DI ISPIRAZIONE. Raccontaci di cosa si tratta.
«Questo progetto è nato proprio nel periodo del lockdown, quando siamo rimasti tutti chiusi [in casa]. Io e Danko siamo stati sempre nello studio, ma dopo un po’ ho capito che a un bambino di 6 anni non posso dare solo un pezzo di carta per disegnare, così lui può giocare cinque ore e io posso lavorare (sorriso). È naturale che inventavamo giochi per far scorrere il tempo nel modo più piacevole. Una volta ho deciso di tirare fuori una tenda e ho provato a fargli fare un disegno molto grande. Ho notato che Danko è capace di disegnare bene su questa tela, e così abbiamo iniziato a lavorare insieme, ma per arrivare all’idea di Open Atelier ci è voluto un anno… ci è voluto tempo per insegnargli a mischiare i colori, conoscere i materiali… Ha fatto disegni veramente molto belli, e ho deciso di lavorare insieme con lui a livello professionale. Infatti, per questo lavoro siamo stati finanziati dal Fondo Slovacco per l’Arte (Slovenský fond umenia). Il nostro lavoro congiunto è attualmente ancora in corso».
www.danicaondrej.com/open-atelier-2021-it
Come è nata la tua passione per l’arte, e chi è stato il tuo maestro?
«Per qualche anno ho lavorato con il maestro Nino Mustica. È lui che mi ha trasmesso il concetto di arte. Prima a Milano lavoravo in una stanzetta, e non avevo mai visto prima un atelier vero… grande… pieno di tanti colori, dove ci sono assistenti che aiutano nel processo creativo e allo stesso momento tutto è a portata di mano dei visitatori. Nell’accademia avevamo una artista bulgara, maestra Maria, che ci insegnava l’arte figurativa ed era bravissima. Nonostante non andassimo tanto d’accordo, ho compreso la sua bravura, la sua grande professionalità… era di una scuola classica e a me ha ispirato nell’essere più severa verso me stessa».

Quando hai capito di avere talento per la pittura?
«Questo non lo so ancora. Non sono sicura se ho talento… questo non lo so. Mia madre, che non sa dipingere né cantare, ancora da piccolina mi ha iscritto alla scuola d’arte, che mi piaceva tanto e dove trovavo pace disegnando. Nessuno mi ha detto: “sei brava”. Sono parole che in Slovacchia non si dicono… hmm… noi siamo così, forse anche invidiosi (sorriso) c’era sempre un altro più bravo… però devo dire che quanto avevo sette anni il mio primo disegno è finito in un libro di poesie».
Nel settembre 2020 hai iniziato la carriera di pedagogo presso l’Istituto superiore di design Bohumil Baca a Bratislava. Come ti trovi in questa nuova veste?
«Devo dire che mi trovo molto bene, questo lavoro mi piace molto. Insegno arte figurativa, tecnica di grafica e informatica per design presso la scuola privata Škola dizajnu-Súkromná škola umeleckého priemyslu Bohumila Baču. Mi sento fortunata, perché in questa brutta situazione di Covid noi artisti, purtroppo, siamo stati messi un po’ da parte… Sono veramente molto grata di avere questa opportunità, come quella del finanziamento ricevuto per il mio progetto con Danko».
Domani sera [il 16 luglio – ndr] nella splendida location di Villa Fiorentino inizia la quinta edizione del Festival d’arte SyArt Sorrento Festival che chiuderà il 5 settembre. Come ti senti alla vigilia dell’inaugurazione della tua mostra?
«Prima di tutto devo ringraziare Karima Ruzzi che mi ha passato il concorso e l’Istituto Slovacco per il loro patrocinio che per me è un grande onore. La scelta di cosa esporre non è stata facile. Nell’ultimo periodo ho lavorato sul progetto con Danko. Mentre lavoravamo scattavo foto che mi piacevano molto perché rispecchiavano il nostro periodo di lockdown vissuto nell’atelier. Così ho deciso di spedire al concorso queste foto. La notizia che sono stata scelta a partecipare al festival con l’opera SILENT WOMEN mi ha fatto tanto piacere, perciò ne sono entusiasta».
Che programmi hai per il futuro? Non pensi di tornare a vivere in Italia?
«Continuo a lavorare nella scuola d’arte e design e al progetto con mio figlio Danko. Mi farebbe piacere poter continuare con i progetti che ho con le mie carissime amiche femministe intellettuali di Bratislava, ed anche qua in Italia».
Perfetto Danica, che cosa dire alla fine… Grazie per l’intervista e in bocca al lupo!



Mostre personali di Danica Ondrej:
2021 – “SILENT WOMEN” – Festival d’Arte contemporanea SyArt in Italia (Sorrento)
2020 – 2021 Open Atelier Danica a Danko – Slovacchia (Bratislava)
2020 – “RIVELAZIONI SOTTESE” Ambasciata della Repubblica Slovacca a Roma a cura di Francesca Marinetti. Mostra inizia 23 genaio e durera Fino 15 aprile
2019 – “Fragmented Female” SPAZIO FARO 11 july – 10 agosto, Italia (Roma)
2019 – “Nude for sale” POP-UP GALLERY 15 march – 5 giuno, Slovacchia (Bratislava)
2018 – “Fragments” – 25 ottobre Slovacchia (Topolcany)
2018 – 2017 Open Atelier Slovacchia (Bratislava)
2013 – “FEMME”
2013 – “Oltre la linea” POW Gallery Italia (Torino)
2012 – ”Silence of the words” STUDIO RAFFAELLO GIOLLI Italia (Milano)
2012 – “Silenzio delle parole” POW GALLERY Italia (Torino)
2012 – “Silence of the words” Gallery “Michalska Dvor” Slovacchia (Bratislava
(Marina Hostacna Grossi)

Rispondi