
L’estensione della moratoria sui sondaggi elettorali a 50 giorni prima delle elezioni è stata di recente dichiarata non conforme alla Costituzione della Repubblica Slovacca, né alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Un giudizio arrivato questa estate dalla Corte costituzionale, cui si era rivolta la presidente della Repubblica Zuzana Čaputová. La legge era già stata sospesa dalla Corte a fine 2019, poco dopo la sua approvazione in Parlamento su volontà dell’allora governo Smer-SNS-Most. Da allora si applica la moratoria originaria di 14 giorni, che è stata osservata anche durante le ultime elezioni del febbraio 2020.
Dopo alcuni mesi di proposte e discussioni, l’attuale governo quadripartito (OĽaNO-Sme Rodina-SaS-Za ľudí) ha portato in consiglio dei ministri e approvato oggi una sua bozza di riduzione del periodo di divieto della pubblicazione di sondaggi. La legge, che limitava molto il lavoro dei media nel riportare “l’umore” degli elettori prima del voto, ha dunque limitato la moratoria ad appena 48 ore prima dell’apertura dei seggi. Regola inoltre altri aspetti delle elezioni, come la retribuzione dei membri delle commissioni elettorali, l’obbligo per tutte le commissioni di seggio di inviare i risultati dello spoglio in forma elettronica, e l’obbligo per tutti i comuni di fornire al seggio un collegamento internet. Inoltre, le commissioni elettorali dovranno avere un minimo di sette membri nelle due maggiori città slovacche – Bratislava e Košice. Si stabilisce poi che l’opera di controllo sulla trasparenza dello svolgimento della campagna elettorale venga trasferita dagli organi del ministero degli Interni agli uffici distrettuali, per aumentare l’efficenza e limitare i costi.
L’emendamento approvato prevede per i partiti politici un massimo di spesa di 1,5 milioni di euro per la campagna elettorale delle amministrazioni regionali e comunali, che si svolgeranno in un giorno, e l’obbligo per le banche di fornire un cosiddetto “conto trasparente”, visitabile pubblicamente online, a tutti i candidati che ne faranno richiesta.
L’emendamento, che deve ancora passare l’esame parlamentare, è previsto entrare in vigore dall’inizio del 2022, e la sua prima applicazione sarà durante la campagna elettorale per le regionali e le comunali dell’autunno 2022.
(La Redazione)

Rispondi