
La Corte costituzionale ha sospeso ieri l’efficacia del decreto 226 dell’Ufficio di sanità pubblica in vigore dal 9 luglio, in attesa di pronunciarsi sulla sua costituzionalità. Il decreto prevedeva l’obbligo di quarantena per tutti coloro che entrano in Slovacchia senza essere vaccinati contro COVID-19. La Corte, in attesa di ulteriori procedimenti, ha accolto le motivazioni espresse nella mozione di 31 deputati dell’opposizione – principalmente del partito Smer-SD e gli indipendenti della nuova formazione politica Hlas-SD – che accusano la normativa di discriminazione. In particolare, il nuovo regime di frontiera prevede un’eccezione temporanea alla quarantena, fino al 9 agosto, per le persone che hanno ricevuto solo una dose del vaccino, equiparandole a chi è completamente vaccinato e lasciando loro la libera circolazione. Secondo la Corte è una linea controversa per quanto riguarda la tutela della vita e della salute.
Allo stesso tempo, i giudici costituzionali hanno rinnovato validità ed efficacia del decreto 218 del 10 giugno, che distingue i paesi in base al cosiddetto ‘semaforo di viaggio’ che suddivide i paesi in verdi, rossi e neri. Il colore dei paesi è determinato dalla situazione epidemiologica in un determinato paese, e la mappa dei paesi viene approvata dal governo ogni settimana.
L’attuale regolamento rimane in vigore fino alla pubblicazione della decisione della Corte in Gazzetta ufficiale, una questione che può prendere forse uno o due giorni. Intanto nei controlli alle frontiere la polizia si assicura che tutti i maggiori di 12 anni siano registrati nel sistema eHranica.
Dopo di che, si ritornerà alla situazione di una settimana fa
Vale a dire che di nuovo l’ingresso nel paese sarà regolato a seconda del paese di provenienza. Per entrare in Slovacchia le persone dovranno presentare un test antigenico negativo non più vecchio di 24 ore o un tampone PCR ottenuto non oltre le 72 ore precedenti. Dovranno poi autoisolarsi per 14 giorni, salvo terminare la quarantena in anticipo con un test RT-PCR negativo al quinto giorno. All’arrivo da un paese “rosso” il secondo test si può fare dopo 8 giorni.
Rimane l’eccezione alla quarantena per chi nelle ultime due settimane è stato in un paese “verde” e gli è stata somministrata almeno la prima dose di un vaccino per COVID-19 da almeno 22 giorni.
Questo regime dovrebbe valere anche per coloro che, vaccinati, sono già entrati senza restrizioni nel paese a partire dal 9 luglio proveniendo da un paese rosso o nero. Tutti i paesi dell’UE dovrebbero essere “verdi”, tranne il Portogallo, colpito a larga scala da un aumento incontrollato dei contagi da variante delta, e la Gran Bretagna.
I parlamentari dell’opposizione si sono rivolti alla Corte costituzionale reclamando il fatto che i benefici per i vaccinati sono discriminatori. Inoltre, anche i pendolari che non possono essere vaccinati entro il 9 agosto dovrebbero andare in isolamento dopo aver attraversato il confine. I deputati intendono queste normative come una «restrizione incostituzionale dei loro diritti e libertà fondamentali», perché le libertà fondamentali includono la libertà di movimento e soggiorno e il diritto al lavoro. Secondo i deputati di Smer-SD, «la vaccinazione deve essere volontaria e se qualcuno sceglie di non essere vaccinato, non può essere discriminato direttamente o indirettamente».
Da lunedì un nuovo decreto
Il ministro della Salute Vladimír Lengvarský ha detto che sospettava che qualcosa del genere potesse accadere. Ha difeso la volontà di favorire le persone vaccinate, perché solo con il vaccino si potrà evitare di riempire gli ospedali con la variante delta del coronavirus, che già rappresenta il 17% di tutti i nuovi contagiati. Ma ha anche detto che il ministero insieme all’Ufficio di sanità pubblica stavano già lavorando a un nuovo decreto che dovrebbe correggere le carenze del precedente evidenziate dai giudici costituionali e che entrerà in vigore dal prossimo lunedì. Quindi, parrebbe che non si tornerà al ‘semaforo di viaggio’ tricolore in funzione fino a giovedì 8 luglio.
Secondo il nuovo decreto, le persone che hanno ricevuto la prima dose del vaccino potranno interrompere la quarantena con un test PCR negativo il giorno successivo all’arrivo. Una disposizione transitoria, della validità di 14 giorni, pensata per alleviare le complicazioni del rientro alle tante persone che si sono recate all’estero negli ultimi giorni con le vecchie condizioni, e che si troverebbero spiazzate dalla decisione della Corte costituzionale. Secondo la ministra della Giustizia Mária Kolíková questa norma dovrebbe risolvere i dubbi dei giudici riguardo al trattamento equalitario nei confronti sia delle persone completamente vaccinate che di quelle che hanno ricevuto solo una dose. Ma dopo questo periodo transitorio le condizioni per l’ingresso in Slovacchia saranno più rigide, e chi ha solo la prima dose sarà equiparato a chi non è vaccinato.
Una voce discordante all’interno del governo è quella del ministro dell’Economia e leader dei liberali (SaS) Richard Sulík, il quale dice che «Non possiamo permetterci di dettare alle persone come vivere, di limitarle in questo modo, perché hanno deciso di non farsi vaccinare». Secondo lui può essere ragionevole consentire ai vaccinati di andare in palestra in un certo numero, o avere dei benefici di una consistenza moderata. «Ma se diciamo che solo i vaccinati possono uscire di casa, allora questa è una pistola puntata alla tempia», ha detto.
(La Redazione)

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