
Quasi otto miliardi di euro è la cifra che il governo slovacco ha già speso per far fronte alla pandemia di coronavirus. Lo ha detto il primo ministro Eduard Heger, chiosando che si tratta di «una somma da capogiro per i nostri standard», in un discorso in occasione dei primi cento giorni del suo governo. Heger si è detto lieto che con questa spesa sia stato possibile evitare licenziamenti di massa e il collasso del sistema sanitario, ma anche frenare l’aumento significativo delle vittime e preparare le condizioni per la vaccinazione di massa.
«Quando guardo alla nostra lotta comune contro la pandemia, vedo una Slovacchia che non è in ginocchio, ma al contrario sta combattendo», ha detto, osservando che la crisi è stata gestita molto meglio di quella finanziaria del 2009. Heger crede che il tempestivo intervento del governo nell’aprile 2020 ha significato per l’economia slovacca limitare significativamente le perdite a valori inferiori alla media dell’UE. «Abbiamo impedito un aumento significativo della disoccupazione, e quindi abbiamo ottenuto i migliori risultati nei consumi delle famiglie nell’intera area dell’euro».
Heger ha espresso il suo dolore per ogni persona morta a causa della pandemia, sottolineando che l’unica arma efficace per combatterla è la vaccinazione, che salva vite, mitiga le conseguenze della malattia e protegge la società e la sua economia. «Se riusciamo a vaccinare la maggior parte della popolazione, indebolendo così in modo significativo la terza ondata della pandemia, quest’anno l’economia tornerà ai livelli pre-crisi», ha affermato il premier.
Nel suo discorso il premier ha ricordato di non avere avuto i classici 100 giorni di respiro per avviare il proprio programma, ma di avere preso il timone in un momento delicato e di aver dovuto subito mettersi al lavoro per proseguire quanto fatto nell’anno precedente con Igor Matovič primo ministro. Heger ha detto che il programma di questo governo è per «una Slovacchia giusta, moderna ed economicamente forte, nella quale saremo tutti felici di vivere». Tra le priorità fissate nei primi cento giorni, Heger ha citato «rappresentare la Slovacchia con dignità all’estero, l’orgoglio per il nostro ricco patrimonio storico», e il fatto che «l’UE è il nostro spazio vitale, ed è fantastico che sia così», ha detto.

Il primo ministro ha anche citato il Piano di ripresa e resilienza nazionale, valutato positivamente dalla Commissione Europea. «Del nostro Piano di ripresa beneficeranno in particolare le persone comuni. Avranno una migliore assistenza sanitaria, istruzione, trasporti pubblici, alloggi migliori e un ambiente più sano. Dopo anni di inattività, non sarà facile trasformare questi piani in realtà», ha detto. Facendo riferimento alla «lotta contro l’idra della corruzione», al tempo in cui «i rappresentanti politici eletti si arricchivano senza limiti a spese della gente comune» ha detto che si è trattato di pratiche «oltraggiose e ingiuste» che devono finire, e ha sottolineato che dalle elezioni dell’anno scorso ad oggi «è in corso una delle partite più importanti dalla Rivoluzione di velluto».
(Red)
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