Tagli pensionistici a chi è stato compromesso con il regime comunista

Gli ex rappresentanti del potere e delle forze di sicurezza comuniste saranno privati ​​di alcuni benefit pensionistici dopo che oggi il Parlamento ha approvato con 79 voti una legge sulla revoca dei benefici immeritati ai rappresentanti del regime comunista. Si tratta di mettere fine a una ingiustizia sociale di lungo corso, che in Slovacchia ancora non è stata risolta, a differenza di altri stati post-comunisti, hanno scritto i proponenti del disegno di legge.

«Lo scopo di questa legge non è un atto di ritorsione contro certe persone, ma l’istituzione di un sens di giustizia sociale di base. Le pensioni degli ex vertici del potere comunista e del loro apparato nelle forze di sicurezza è ancora molto al di sopra della media, mentre il livello delle pensioni delle persone perseguitate dal potere comunista […] è generalmente inferiore alla media, anche molto basso», si legge nel documento.

La misura interesserà coloro che hanno partecipato alla gestione in istituzioni e organizzazioni del regime e alle repressioni nel periodo comunista, il cui scopo era «mantenere il regime totalitario comunista al potere ad ogni costo».

A partire dal 5 agosto 2021 a queste persone non verrà più calcolato il numero di anni in cui hanno lavorato per il regime. La legislazione per la revoca dei benefici vale anche per le vedove e i vedovi di tali pensionati.

I registri di queste persone sono tenuti dall’Istituto della Memoria della Nazione. La normativa prevede anche eccezioni in base alle quali le persone non perderebbero i loro benefici se trattasi di persone che hanno attivamente dato sostegno a coloro che si sono opposti al regime comunista, ma anche di persone che hanno fondamentalmente aiutato coloro che erano in pericolo da parte delle autorità pubbliche. Altra eccezione è quella per le persone il cui impiego era solo formale e che di fatto svolgevano un’altra attività, come gli atleti assegnati alle forze armate e di polizia.

Il Parlamento ha inoltre approvato un emendamento che concede un supplemento una tantum di 630 euro nel mese di settembre di quest’anno ai partecipanti alla lotta di liberazione nazionale – contributo che è destinato anche alle vedove e ai vedovi di queste persone. è premiare la partecipazione alla lotta di liberazione nazionale, nonché migliorare la situazione sociale dei partecipanti diretti alla resistenza. Nel 2020 si è celebrato il 75° anniversario della fine della seconda guerra mondiale. La misura vuole rappresentare un segno di apprezzamento per coloro che si sono spesi per la libertà mettendo a rischio la propria vita e quelle dei propri famigliari – che fossero membri dell’esercito regolare cecoslovacco, membri degli eserciti alleati o partigiani che parteciparono direttamente con un’arma alle operazioni militari di liberazione del paese.

(Red)

Foto NRSR

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