
I rappresentanti del partito Za ľudí si sono visto in un incontro informale domenica a Piešťany. Si è discusso del futuro sviluppo del partito, oggi quarta gamba del governo di coalizione guidato da Eduard Heger (OĽaNO). Alla riunione hanno partecipato la presidente del partito Veronika Remišová, il vicepresidente Juraj Šeliga, la presidente del gruppo parlamentare Jana Žitňanská, la ministra della Giustizia Mária Kolíková e altri membri della formazione. In questa occasione Remišová ha tentato di spegnere i litigi, che invece si sono se possibile ancora più acuiti.
Il partito vive da tempo una spaccatura, che si è accentuata soprattutto dopo la crisi di governo all’inizio della primavera. I membri del partito insoddisfatti si sono riuniti intorno alla ministra Kolíková formando una corrente interna che chiede la convocazione di un congresso in cui eleggere la nuova direzione del partito. Questa fazione ieri ha espresso le proprie condizioni al resto del partito, in modi e forme non negoziabili. Kolíková & Co. stanno agendo per boicottare l’attuale capogruppo Jana Žitňanská, e criticano Remišová per la sua riluttanza a convocare il congresso. Tra le due ministre i rapporti sono andati sempre più degenerando, a partire dal fatto che gli accoliti di Kolíková accusano la vice premier di non avere sufficientemente difeso la collega, finita nel mirino di parte della coalizione, nella crisi di governo di marzo.
Non è passato nemmeno un anno da quando, nell’agosto 2020, nel secondo congresso era stata eletta Remišová come erede del fondatore, l’ex presidente Andrej Kiska. Già allora nacquero mugugni, e l’altro candidato Miroslav Kollár poco tempo dopo ha lasciato il gruppo parlamentare del partito, rimanendo in Parlamento come deputato indipendente. Nei mesi successivi è poi stato seguito da altri colleghi.
Il partito Za ľudí è nato come formazione personale dell’ex presidente della Repubblica nel giugno 2019, pochi giorni dopo aver passato il testimone a Zuzana Čaputová. Kiska è stato il primo presidente in Slovacchia a non essere stato in preceedenza un politico di professione, e questa è stata anche la prima volta che un ex presidente si è candidato al Parlamento. Il partito si è presentato alle elezioni del febbraio 2020 ottenendo il 5,77% dei voti, un risultato modesto per chi puntava almeno al 10% e durante la sua presidenza aveva un alto grado di consenso. Dopo le elezioni Kiska è scomparso, ufficialmente per ragioni di salute, demandando a Remišová tutta la parte di negoziato per la creazione di un governo con i rappresentanti dei partiti OĽaNO, Sme Rodina e SaS. Questo suo ruolo de facto le è poi stato riconosciuto con l’elezione al congresso. Ma da allora il partito non è affatto cresciuto in consenso, anzi ha perso qualche punto percentuale nei sondaggi. Nell’ultima indagine di giugno dell’agenzia Focus il partito risulterebbe al 3,4%, contro il 3,5% del mese precedente.
(La Redazione)
Foto Fb zaludisk

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