
Da oggi la Slovacchia ha iniziato a vaccinare con lo Sputnik V. Per il momento le somministrazioni sono partite nelle regioni di Bratislava e Žilina. Da domani si aggiunge la regione di Nitra, e poi seguiranno giovedì Trenčín e Banská Bystrica e nel fine settimana Trnava, Prešov e Košice. Lo Sputnik non è ancora stato autorizzato dall’EMA, ma in Slovacchia viene utilizzato come medicinale non registrato con il permesso per l’uso terapeutico del ministro della Salute.
Nella regione della capitale le inoculazioni, per un migliaio di dosi, si fanno solo presso il “Policlinico per le malattie straniere” di Americké námestie, dove oggi erano prenotati 60 pazienti. Alcuni di essi hanno detto ai giornalisti che hanno aspettato proprio questo vaccino, perché non si sarebbero voluti vaccinare con nessun altro siero tra quelli disponibili. Alcuni hanno anche lamentato gli errori dell’autorità per i medicinali ŠÚKL, i ritardi nell’uso dello Sputnik e la sua politicizzazione che ha portato a una crisi di governo. Il vaccino secondo molti dei pazienti si sarebbe già potuto somministrare due o tre mesi fa.
In Slovacchia il vaccino Sputnik V è stato destinato alle persone di età compresa tra 18 e 60 anni.
Tuttavia, vaccinarsi con lo Sputnik potrebbe comportare delle difficoltà per viaggiare. Essendo un vaccino non registrato, alcuni paesi potrebbero rifiutare il riconoscimento del certificato di vaccinazione con il siero russo, sia in questa fase di certificati “nazionali” che dopo, quando entrerà in vigore il Certificato verde europeo. Ad esempio, l’Austria ha già detto chiaramente che non riconoscerà la vaccinazione degli stranieri con lo Sputnik. La Slovacchia invece dovrebbe riconoscere anche i certificati vaccinali ungheresi che con i vaccini che Budapest sta adoperando, sia lo Sputnik che i vaccini cinesi.
Nel frattempo la prima dose di un vaccino per il COVID-19 è stata somministrata a 1,82 milioni di persone, e le persone completamente immunizzate, che arriveranno tra pochi giorni al milione, oggi sono 952 mila.
(Red)
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