
La reazione era attesa, ed è avvenuta. Oggi Mosca ha espulso tre diplomatici slovacchi che lavorano presso l’ambasciata slovacca dopo che la scorsa settimana il governo slovacco aveva deciso di dare seguito alla solidarietà con la Repubblica Ceca rimandando a casa tre membri dell’ambasciata russa a Bratislava che erano ritenuti coinvolti in attività di spionaggio in Slovacchia.
Il ministro della Difesa slovacco Naď aveva dichiarato che l’azione del governo si era basata «su una valutazione approfondita delle attività svolte da queste persone nel nostro territorio», e che la mossa, presa non a cuor leggero, era solo l’atto conclusivo di «un’indagine approfondita dei nostri servizi di intelligence e di quelli alleati» e fatta nell’interesse della «protezione e sicurezza dei nostri cittadini».
L’ambasciatore slovacco a Mosca, Ľubomír Rehák, «è stato informato che quale misura reciproca [per la decisione del governo di Bratislava] tre membri del personale dell’ambasciata slovacca a Mosca sono stati dichiarati personae non gratae», secondo quanto scritto oggi dall’agenzia di stampa russa TASS. Ai tre diplomatici è stato imposto di lasciare il territorio della Federazione Russa entro sette giorni. Contemporaneamente agli slovacchi, Mosca ha espulso anche due diplomatici dell’ambasciata di Lituania, uno della Lettonia e uno dell’Estonia dopo che nei giorni scorsi anche i tre Stati baltici avevano preso simili misure nei confronti della Russia. Il ministero degli Esteri russo ha definito quella slovacca nei confronti di Praga una “falsa solidarietà”, che «danneggerà i legami amichevoli tra i due paesi».
La Repubblica Ceca ha espulso alcuni giorni fa 18 diplomatici russi sostenendo che agenti segreti della Russia erano coinvolti in un’esplosione in un deposito di munizioni ceco nel 2014 che provocò due vittime. Mosca ha reagito espellendo 20 membri del personale dell’ambasciata ceca in Russia. Da anni si dice che Praga sia uno dei maggiori centri di attività dei servizi russi in Europa. Già nel 2016 l’ambasciata della Federazione Russa a Praga disponeva di un personale molto numeroso, ben 120 persone, di cui si riteneva che un terzo si occupassero di operazioni di spionaggio.
Il ministro degli Esteri slovacco Ivan Korčok ha dichiarato oggi durante una conferenza stampa che la decisione russa è una ritorsione simmetrica della Russia. L’espulsione di tre membri d’ambasciata avrà delle ripercussioni sull’attività della sede diplomatico ha ammesso il ministro, ma «credo che ce la faremo, come già nell’agosto del 2020» quando la Slovacchia espulse tre diplomatici russi e i russi fecero lo stesso. Korčok, che era accompagnato dal suo omologo ceco Jakub Kulhánek, ha osservato che continuerà ad interessarsi della crisi tra Russia e Repubblica Ceca e che secondo lui la Slovacchia si trova nel giusto con la decisione presa di esprimere solidarietà ai cechi. Una decisione che era basata «su rapporti dei servizi di intelligence slovacchi».
Nel suo ultimo rapporto annuale il Servizio di intelligence slovacco (SIS) metteva in guardia sulle attività sempre più aggressive all’interno del paese degli agenti russi e di quelli cinesi. Ma mentre i cinesi si concentravano soprattutto nel carpire informazioni sui sistemi di telecomunicazione, i russi – principalmente personale dell’Ambasciata operante in Slovacchia sotto copertura diplomatica – hanno partecipato con regolarità a eventi specialistici su temi specifici quali energia e difesa. In queste occasioni, dice il SIS, tali agenti hanno tentato di contattare funzionari slovacchi con accesso a dati riservati sensibili dell’UE e della NATO, e membri degli staff dei più alti rappresentanti dello Stato.
(Red)
Foto EvgeniT

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