Detti e proverbi – Ostať na ocot

Gentili lettori di BuongiornoSlovacchia,

vi diamo il benvenuto nella nostra rubrica. Oggi affrontiamo insieme un breve dialogo tra due ragazze. Riuscite a interpretare tutti i modi di dire?

  • Čo keby sme dnes večer skočili na disku?

  • Ja disku nemusím.

  • Viem, že diska nie je tvoj koníček, ale bude tam Róbert…

  • Róbert, Róbert, stále len Róbert! Chcela by som s niekým chodiť, ale práve s Róbertom? Má IQ húpacieho koníka!

  • Máš pravdu, Róbert nie je žiadny génius. Ale keď budeš stále len sedieť doma, ostaneš na ocot


Koníček

Koníček è un cavallo piccolo, un cavallino, insomma. Lo troviamo pure nelle canzoni popolari (Koníčku muj sivovraný, „Cavallino mio grigio e nero“, come quello della „Cavalla storna“ di Pascoli).

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Che c’entra il cavallo con la diska, la discoteca? Il quadrupede non c’entra niente. Koníček è semplicemente l’equivalente slovacco della parola “hobby”, ciò che ci piace fare nel tempo libero. Come mai e perché questa scelta linguistica? Forse perché in passato qualcuno si occupava di un cavallino nel suo tempo libero? Difficile a dirsi.


Skočiť (niekam)

Un modo di dire simile a quello italiano, “fare un salto (da qualche parte)”, in slovacco si crea con il solo verbo “saltare” nella sua forma perfettiva, skočiť. Il significato rimane quello di fare una breve visita in un posto. Se vogliamo esprimere il concetto di tornare velocemente, il “vado e torno”, possiamo dire idem-prídem, che equivale esattamente alla versione in italiano.

La situazione è diversa se è qualcun altro a dirci di uscire per sbrigare velocemente qualche commissione (per esempio fare un salto veloce al negozio) e di ritornare non appena fatto (mi raccomando!). In questo caso si utilizza un modo di dire un po’ buffo: jedna noha tu, druhá tam, “un piede qui e l’altro lì”. Insomma, come se fossimo un personaggio di una fiaba che ha dei poteri magici, e con la velocità della luce sbriga tutto in men che non si dica, come se fosse a distanza di un passo, appunto. È un’espressione usata (e abusata) soprattutto dalle mamme (e mogli) slovacche. Sapranno certo perché!


Chodiť s niekým

Immaginate una della scene più sentite e più romantiche che ci siano. Un ragazzo (slovacco) sta chiedendo alla sua amica (non madrelingua slovacca): «Chceš so mnou chodiť?» Il cuore del ragazzo va a mille, sta aspettando impaziente la risposta, non è certo una proposta di nozze, ma per lui al momento è la cosa più importante al mondo. Ha semplicemente chiesto alla fanciulla se volesse diventare la sua ragazza. La fanciulla, una straniera appunto, vede che il giovanotto sta quasi collassando, ma non ne capisce il motivo. Si domanda, intimorita: «Mi ha chiesto di frequentare con lui qualcosa, ma non ha detto cosa. Vorrà che io frequenti con lui la palestra? La biblioteca? Il teatro? Il club della birra? Le partite di hockey?» Non sapendo che pesci pigliare, la ragazza dopo un attimo di esitazione gli risponde a sua volta con una domanda: «A kam?» “E dove?”

Per evitare che vi tocchi quest’esperienza imbarazzante, basta sapere che chodiť spolu/ chodiť s niekým significa “fare coppia insieme, frequentarsi”.


Ja (niečo) nemusím!

Sembra molto chiara questa frase, la saprebbe tradurre chiunque, che dite? “Io non devo farlo/non ho l’obbligo di fare quella cosa!”

Invece no. Questo è un modo di dire e ha un senso nascosto. Qual è la lettura corretta? Eccola qui: “ciò davvero non mi piace/gradisce e me ne sto felicissimo senza, grazie”.


IQ húpací koník

E ci risiamo con gli equini. Anche koník, come koníček, significa cavallino. Ma húpací koník è un cavallino particolare: quello a dondolo. Si vede che una volta i dondoli erano tutti a forma di cavallino.

Paragonando il quoziente d’intelligenza di una persona a quello di un cavallino a dondolo, IQ húpací koník, abbiamo già detto tutto, non serve aggiungere altro. Se non che è un’espressione da usare esclusivamente nelle conversazioni informali.


Ostať na ocot

Perché una ragazza che se ne sta buona buona a casa, dovrebbe „rimanere a stagionare per diventare aceto“? Sarà perchè l’aceto si fa con tutto, come l’acquavite? Certo è che la frase ostať na ocot viene utilizzata soprattutto per indicare una ragazza che non si sposa, rimane zittella ovvero stará dievka. Ma il significato è più ampio, descrive anche una persona che a differenza dalle altre rimane sprovvista di qualcosa, oppure ignorata o non curata. Si può usare per esempio quando durante un ballo la ragazza rimane senza ballerino, ostala pri tanci na ocot.

Ragionando più profondamente sull’abbinamento della donna e dell’aceto, forse gli avi avranno capito che una donna, se non maritata o senza una famiglia, più tempo passa, più diventa acida, inacidisce. Come appunto succede con l’aceto. A volte però un invecchiamento curato potrebbe portare anche a una maturazione pregiata, come quella di un ottimo aceto balsamico. Un vero balsamo per lo stomaco e per l’anima.

(Michaela Šebőková Vannini – vedi il suo blog)

 

Foto pixabay, cumidanciki cc by

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