Il nuovo governo ha giurato, Heger premier e Matovič alle Finanze

Si apre l’era governativa post-Matovič. Dopo un anno di conflitti sotterranei venuti di recente al pettine tutti insieme tra il partito dominante OĽaNO e i liberali di Libertà e Solidarietà (SaS), e dopo un mese di crisi conclamata nella coalizione a quattro, alla fine è stato solo grazie alla fermezza del membro meno influente tra i quattro, il partito Za ľudí creato dall’ex presidente Kiska, che si è arrivati a una soluzione allo stallo.

Le dimissioni consegnate alla presidente Čaputová martedì, e il contemporaneo incarico dato al ministro delle Finanze Eduard Heger per formare un governo, hanno assicurato un veloce aggiustamento delll’esecutivo, che rimane strettamente sotto il controllo di OĽaNO.

Questa mattina la presidente Čaputová ha nominato la nuova compagine di governo con Heger primo ministro, un volto che piace agli alleati e che si è fatto notare in questo ultimo anno per la sua bassa conflittualità e la capacità di mediazione, oltre che per uno stile molto distante da quello del suo capo, Igor Matovič.

Rispetto al gabinetto che ha governato fino a pochi giorni fa, prima dell’uscita di ben sei ministri, i cambiamenti più evidenti sono la nomina di Matovič alle Finanze al posto di Heger (di cui prende anche la posizione di vicepremier), l’arrivo di un tecnico al ministero della Salute, il direttore dell’Ospedale militare centrale di Ružomberok Vladimír Lengvarský, militare con grado di generale e medico, candidato da OĽaNO, mentre non c’è ancora un ministro del Lavoro, dopo le dimissioni di Milan Krajniak (Sme Rodina) che ha voluto ritornare in Parlamento, la cui nomina rimane nelle mani del partito Sme Rodina, seconda formazione della maggioranza per numero di seggi. Per quanto riguarda gli altri ministeri fino a ieri vacanti, a parte Krajniak e Marek Krajčí, il primo ad andarsene su pressione degli alleati, chi si è dimesso in queste settimane ritornerà al suo posto.

Malgrado le richieste di Matovič di togliere un ministero a SaS, pretesa poi ritirata, la distribuzione dei ministeri non è cambiata rispetto a quella entrata al potere lo scorso anno: OĽaNO ha sette poltrone ministeriali, Sme Rodina tre, Libertà e Solidarietà (SaS) tre e Za ľudí due.

Dopo la nomina, la presidente Čaputová ha detto che l’esecutivo non dovrebbe considerare la presentazione del Manifesto del governo come una mera formalità, ma il documento del nuovo governo deve essere utilizzato per adattare l’azione politica alla situazione attuale nel paese, che ha passato un anno molto difficile a causa della pandemia di coronavirus.

Čaputová ha invitato il governo a rispondere ai gravi problemi sociali ed economici inserendo azioni specifiche nel suo Manifesto programmatico, vista anche la possibilità di includere nel documento nuove opportunità grazie al Piano di ripresa e resilienza. «I miliardi di euro che potrebbero arrivare dall’UE in Slovacchia nei prossimi anni possono aiutarci non solo a eliminare gli impatti della crisi, ma anche ad affrontare le cause della nostra vulnerabilità», ha detto la presidente, ricordando la necessità di aiutare anche gli operatori sanitari, una categoria trascurata ma che si è rivelata meritare maggiore attenzione.

Al tempo stesso è necessario che l’immagine del governo litigioso del passato sia al più presto sostituita da una nuova raffigurazione di cooperazione, rispetto e ordine, ha affermato il capo dello Stato, aggiungendo che l’opinione pubblica si aspetta soprattutto questo dal nuovo primo ministro Eduard Heger. Lo stesso capo dello Stato si aspetta che Heger cambierà lo stile di governo, con nuovi approcci e nuove energie per una maggiore efficacia «come un vero organo collettivo» autorevole del potere esecutivo.

La composizione del nuovo governo

Primo ministro – Eduard Heger (OĽaNO)

Interni – Roman Mikulec (OĽaNO)
Finanze e vicepremier – Igor Matovič (OĽaNO)
Difesa – Jaroslav Naď (OĽaNO)
Salute – Vladimír Lengvarský (OĽaNO)
Cultura – Natália Milanová (OĽaNO)
Agricoltura e Sviluppo rurale – Ján Mičovský (OĽaNO)
Ambiente – Ján Budaj (OĽaNO)
Vicepremier Legislazione e pianificazione – Štefan Holý (Sme rodina)
Trasporti e Costruzioni – Andrej Doležal (Sme rodina)
Lavoro, Affari sociali e Famiglia – da nominare (Sme rodina)
Economia e vicepremier – Richard Sulík (SaS)
Istruzione, Ricerca e Sport – Branislav Gröhling (SaS)
Affari esteri ed Europei – Ivan Korčok (SaS)
Investimenti, Digitalizzazione, Sviluppo regionale e vicepremier – Veronika Remišová (Za ľudí)
Giustizia – Mária Kolíková (Za ľudí)

Dopo il passaggio al palazzo presidenziale, Eduard Heger ha ringraziato per la fiducia cittadini e capo dello Stato, dichiarando che ritiene che il suo esecutivo sarà stabile, coerente e basato sulla fiducia reciproca, oltre che determinato a trasformare la Slovacchia in un paese in cui tutti saranno felici di vivere. «Questo viaggio è iniziato un anno fa e da allora abbiamo imparato molto, anche dai nostri errori», ha detto il neopremier, ricordando che continuerà il processo di pulizia del paese [dalla corruzione], un obiettivo per il quale gli elettori «ci hanno dato un forte mandato». Heger ha anche rivolto parole di ringraziamento al suo predecessore Matovič e al suo partito OĽaNO, oltre agli altri parlamentari della coalizione che hanno sostenuto il nuovo governo con le loro firme.

Richard Sulík (Libertà e solidarietà / SaS), il più grande critico dell’ex primo ministro ora rientrato a guidare l’Economia, ha dichiarato che si aspetta che con Heger il governo sarà gestito in maniera più ponderata, più razionale e pragmatica rispetto al suo predecessore. Secondo lui l’esecutivo dovrebbe funzionano meglio e con meno conflitti interni.

Come previsto dalla Costituzione slovacca, il nuovo esecutivo dovrà presentare il suo programma al Parlamento entro 30 giorni, sottoponendolo a un voto di fiducia con maggioranza semplice (76 deputati su 150).

I commenti dell’opposizione

L’ex premier e presidente del partito Smer-SD Robert Fico ha commentato la nomina del governo dicendo che non vede alcun miglioramento, perché la coalizione di maggioranza è destinata ancora a caos e conflitto, dopo essere stato «responsabile dell’immensa crescita del numero di vittime della pandemia nel paese», dove probabilmente per la fine delle feste pasquali si raggiungerà la soglia di 10mila morti. Pur congratulandosi con Heger per la nomina, ma non risparmiando critiche al suo lavoro alle Finanze, incluso il Piano di ripresa e lo stato delle finanze pubbliche, Fico ha allo stesso tempo disapprovato l’operato della presidente che non ha adottato un approccio più categorico nei confronti della crisi della coalizione. Lunedì Fico aveva invitato Čaputová a rifiutare la nomina di Matovič alle Finanze, in caso contrario aveva promesso che avrebbe scritto una lettera ai ministri delle Finanze degli Stati membri dell’UE per informarli di come Matovič ha plagiato la sua tesi universitaria. Fico dice che Matovič non può essere ministro per «gravi motivi etici, morali e legali», e accettandone la nomina la presidente avrebbe permesso la continuazione del caos e dell’instabilità nel paese, nonché il suo imbarazzo internazionale. Fico ha anche citato la presunta evasione fiscale in passato della società editoriale di Matovič.

«L’ex premier e il ministro delle Finanze si sono solo scambiati i rispettivi ruoli, e il risultato è che abbiamo un secondo governo di Igor Matovič», ha affermato Peter Pellegrini, leader di Hlas-SD, oggi primo nei sondaggi, con tono critico. Pellegrini ha sottolineato che il primo governo ha fallito la lotta alla pandemia e anche negli aiuti all’economia, ma questo non ha portato «nessuna autoriflessione» vera all’interno della coalizione, e «sia Matovič che Richard Sulík sono rimasti al governo».

(Red)

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