5 curiosità sulla Slovacchia decisamente da non perdere

Se siete sempre più convinti che oltre lo scenario politico slovacco non vi può più sorprendere niente, beh, vi sbagliate.

Tutti conoscono la Slovacchia come uno dei paesi dell’Unione europea con gli Alti Tatra dominanti il suo panorama, ma questo non è tutto neanche lontanamente.

Certo, viaggiare in questi tempi difficili e capricciosi  non è una gran idea, ma se lo si fa con il pensiero e il dito puntato sulla mappa, tutto è permesso. Allora mettetevi comodi e prendete appunti… sognare e pianificare non vi costerà nulla.

 


1. La bella sul Danubio

Questa, magari, la sapevate già…
Ma è sempre bene ricordarlo: Bratislava è l’unica capitale al mondo che confina con due stati indipendenti, l’Austria e l’Ungheria, per di più connessi via Danubio.
Vienna dista a circa 60 chilometri, mentre per Budapest ce ne vogliono circa duecento.

Bratislava e Vienna sono anche le capitali più vicine d’Europa.

La posizione strategica di questa giovane ma affascinante città a misura d’uomo vi permetterà di organizzare una tripletta di capitali in un solo viaggio.

Petržalka è il nome del quartiere più popoloso della capitale, della Slovacchia ma anche di tutta l’Europa Centrale.

E se l’idea di mangiare direttamente in un UFO vi sembra alquanto bizzarra sappiate che Bratislava sarà probabilmente l’unica città a concedervi questa possibilità.
Il ristorante situato sul Ponte di SNP / “Most Slovenského národného povstania” a forma di astronave, tra l’altro, vi offrirà una vista panoramica mozzafiato fino a 100 chilometri di distanza che sicuramente apprezzerete.

Bratislava ha cinque ponti che attraversano il Danubio, più il ponte ciclopedonale che collega l’Austria e la Slovacchia a Devínska Nová Ves, terminato nel 2012.
Nel 2020 ha subito “un collaudo” del tutto inconsueto, quando un TIR l’ha attraversato partendo dal lato austriaco verso quello slovacco e nuovamente l’ha ripercorso in retromarcia perché fermato dalle barriere installate. Ha superato brillantemente la prova ma l’insolente conducente adesso rischia 10 anni di galera.

Il ponte si sarebbe dovuto chiamare Ponte Chuck Norris, stando ai risultati di un sondaggio indetto dal sindaco di Bratislava. Ma questa denominazione non andava giù alla controparte austriaca, perciò si è optato per un più rappresentativo Ponte ciclopedonale della libertà / “Cyklomost slobody” , in tedesco Fahrradbrücke der Freiheit che ha placato gli animi di entrambi i paesi.

Le due importanti vie commerciali, la Via dell’ambra / “Jantárová cesta” e la Danubiana / “Podunajská cesta” una volta si intrecciavano dove oggi si incrociano le vie Panská e Ventúrska, sotto al castello e insieme hanno definito la nascita della città.
Se siete dotati di particolare e fervida fantasia, passeggiando vi potrebbe capitare di scorgere in lontananza mercanti e carovane dal carico prezioso…

Pensate che Bratislava deve il suo nome odierno a un concorso pubblico indetto nel 1919 per scegliere un nome slovacco in alternativa a Prešporok, derivato dal nome tedesco Pressburg, ma i suoi abitanti amano chiamarla semplicemente “Blava“.

Tantissimi altri nomi vengono citati nei manoscritti antichi e numerosi documenti storici.
Cominciando dallo storico tedesco Aventinus che menziona il nome Wratisslaburgium secondo un certo Vratislav, principe della Grande Moravia che ricostruì il castello nell’805, continuando poi con il primo nome storicamente documentato con assoluta certezza, Brezalauspurc / Brezaluspurch del 907, citato negli Annali di Salisburgo / Annales iuvavenses / “Soľnohradské letopisy“. Nel 1025 si parla di Brezezburg / Preslavvaspurc(h) e nel corso del tempo di tante altre varianti, per arrivare poi finalmente a Preslava, quindi Presburgo / Prešporok.
Un processo analogo è toccato alla versione ungherese, da Posony a Pozsony che si utilizza ancora oggi, derivato dal latino Posonium. In greco si chiamava Istropolis.

Sempre a Bratislava, nel 1825, è stata fondata la Johann Evangelist Hubert, la prima fabbrica spumantistica al mondo dislocata dalla Francia che tuttora produce le gradevoli bollicine. Ci hanno brindato già gli imperatori asburgici in quanto simbolo di lusso e di potere, oltre che di gioia.
Il militare francese Hubert rimase in Slovacchia dopo le guerre napoleoniche a causa del suo amore per una fanciulla del posto di nome Paulína. Ha sfruttato sapientemente la sua conoscenza nella produzione dello champagne, e a noi non resta che ringraziarlo… Cin cin…!

L’attrazione più importante della città è senz’altro il “tavolo rovesciato“, l’imponente Castello di Bratislava che con le sue quattro torri angolari si è procurato un soprannome del tutto appropriato.
Si narra in un’antica leggenda che una mattina i nobili inquilini del castello si sono svegliati… ma questo ve lo racconterò un’altra volta.

 


2. La muraglia cinese slovacca

Dalla sua più famosa e straordinaria cugina, La Grande Muraglia Cinese, ha preso in prestito soltanto il nome.
Da sempre avvolta nel mistero e nella magia, La muraglia cinese slovacca continua ad affascinare le generazioni con il suo carattere rude e sassoso e non ha nulla da invidiare a nessuno.

Si estende per circa una sessantina di chilometri partendo dal monte Sitno fino al fiume Ipeľ con un’altezza variabile tra i tre e gli otto metri, ma la sua larghezza può raggiungerne anche sedici.

Ma chi avrebbe mai potuto aver bisogno di un muro dalle dimensioni così gigantesche?
Ovviamente i giganti! Oppure il diavolo in persona – si fa per dire – come vuole farci credere una delle tante leggende slovacche.

La muraglia cinese slovacca/ “Slovenský čínsky múr” viene menzionata per la prima volta nel XIII secolo con il nome “Fossa giganteum“, La muraglia dei giganti/ “Val obrov” ma viene chiamata anche più sfarzosamente La via dei Romani/ “Rimanská cesta” o La muraglia lunga/ “Dlhý múr” o ancora La muraglia arsa/ “Spečený val”, per via delle parti della muraglia interamente bruciate.
Tantissimi nomi per una costruzione unica di cui non sappiamo né il periodo né i motivi della sua realizzazione.

La maggioranza degli slovacchi non ha la minima idea della sua esistenza ma neanche gli scienziati ne sanno un granché.
Insomma, sappiamo soltanto che non ne sappiamo niente.

 


3. L’altare di legno più alto al mondo

Situato nella Basilica di San Giacomo nell’antica città medievale di Levoča insieme ad altri diciassette altari più piccoli, lascerà senza fiato molti credenti così come i semplici visitatori.

Questa preziosa opera degna di nota è stata creata dal maestro Paolo di Levoča nel 1517. Di questo abilissimo maestro non sappiamo il cognome e anche la sua data di nascita o di morte vengono stimati in modo approssimativo. Sfortunatamente, quasi tutti i documenti che lo riguardavano sono stati distrutti durante un incendio.

È molto probabile che la sua carriera abbia avuto inizio a Cracovia a 10-15 anni di età per proseguire poi come apprendista in una delle più importanti botteghe vicino a Norimberga. Nelle sue opere si nota l’influenza di maestri come Vít Stoss o Tilman Riemenschneider.

In Slovacchia arrivò intorno all’anno 1500. Iniziò a lavorare come apprendista nella bottega del maestro Vavrinec e più tardi ne diventò il titolare.
Si sposò con Margita, la figlia del ricchissimo sindaco di Levoča.

Si vocifera che sia stato tumulato sotto il pavimento della Basilica di San Giacomo, ma non l’ha mai confermato nessuno.

L’altare è scolpito in legno di tiglio, ha una larghezza di 6 metri e un’altezza di tutto rispetto…18,62 metri!
Il maestro Paolo doveva essere un matematico e geometra davvero in gamba. Pensate che l’altare si reggeva in posizione verticale soltanto grazie a uno stretto piedistallo di pietra quando soltanto un’ala dell’altare arriva a pesare circa 4000 chilogrammi. Oggi, per questioni di sicurezza, l’altare è sorretto dai supporti in ferro.

La Madonna di quest’altare era raffigurata sulle banconote slovacche da 100 corone prima dell’introduzione dell’euro.

Ci sono voluti ben dieci lunghissimi anni per completarlo, tra l’altro, senza aver utilizzato neanche un chiodo.

 


4. Il paradiso delle grotte

Fino ad oggi sono state esplorate più di 7000 grotte in Slovacchia. Un numero da capogiro, soprattutto se dovessimo considerare il numero degli abitanti.
Questo piccolo paese nel cuore d’Europa si attesta così il paese col maggior numero di grotte pro capite. Un primato niente male, vero?

Moltissime hanno la lunghezza di pochi metri, spesso sono difficilmente accessibili.
Senza permessi particolari ne potrete visitare una quarantina circa, invece in compagnia di guide esperte entrerete nelle misteriose profondità delle diciotto grotte più conosciute.

Quella più bella, più grande e più visitata è La grotta della libertà di Demänovská/ “Demänovská jaskyňa slobody” (foto sopra) che è considerata anche una delle grotte più belle del Vecchio Continente. Scoperta nel 1921, si estende per 8400 metri di cui 1600 visitabili. È straordinariamente ricca di concrezioni dai colori incredibili dovuti alle reazioni chimiche di ferro e manganese.

Da non perdere neanche La grotta delle aragoniti di Ochtiná/ “Ochtinská aragonitová jaskyňa” (foto qui sopra) che è l’unica del suo genere in Europa.
Scoperta per caso nel 1954 dai minatori, è anche la più antica (da 400 a 460 milioni di anni) delle altre grotte slovacche (circa 190 milioni di anni).

Il posto nel libro dei Guinness se l’è guadagnato indubbiamente La concrezione degli speleologi di Rožňava/ “Kvapeľ rožňavských jaskyniarov” alta circa 33 metri e dal diametro di 12 metri.
Si trova nella Grotta di Krásna Hôrka/ “Krásnohorská jaskyňa” scoperta nel 1964 dopo l’abbassamento del livello di risorgiva Buzg, è lunga circa 1556 metri di cui 450 visitabili.

Ammirarla in tutta la sua bellezza naturale non sarà propriamente una passeggiata.
Dovrete munirvi di un vero equipaggiamento da speleologi.
Ma non disperate, con l’aiuto di una guida esperta ce la fanno anche i bambini dai sei anni in su.

 


5. La più antica maratona d’Europa

Se volete emulare il grandissimo Eliud Kipchoge, il maratoneta keniota e detentore del record mondiale, per provare a  raggiungere la gloria vi basterà percorrere i 42 chilometri della Maratona internazionale della pace/ “Medzinárodný maratón mieru” (MMM).
È la più antica maratona in Europa e la seconda più antica al mondo, dopo quella di Boston. È stata fondata da Vojtech Braun Bukovský, un atleta e arbitro sportivo slovacco che si ispirò ai giochi olimpici di Parigi.
Dal 1924 (ad eccezione del 1938, l’anno del primo arbitrato di Vienna) si svolge regolarmente ogni anno a Košice nella prima domenica di ottobre.
Per molto tempo le donne sono state escluse dalla competizione. Tutto è cambiato nel 1980 e fino a oggi l’atleta femminile con maggior successo è stata Christa Vahlensieck, la pioniera della maratona femminile nata nell’ex Germania dell’Ovest che ha collezionato ben cinque vittorie.

Tra gli uomini spiccano gli ungheresi (14 vittorie) seguiti da atleti kenioti (13) e poi cecoslovacchi (sempre 13). Gli atleti slovacchi per il momento hanno vinto due volte.

Chi non se la sente di percorrere esattamente i 42,195 chilometri può osare una mini maratona di 4,2 chilometri così come una mezza maratona.

La partenza è fissata alle ore 9:00 da Hlavná ulica davanti all’albergo Doubletree by Hilton.

Nel frattempo vi potete allenare, preparare un buon paio di scarpe da corsa e incrociare le dita sperando in tempi migliori.

 

(Miriam Fraňová Guarino)


Foto keaganbadenhorst, Damien cc by sa, Gerda Arendt cc by sa, Agilard cc by sa, Juloml cc by sa, Jojo cc by sa, FB/kosicemarathon

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