Detti e proverbi – Vonku je kosa

Gentili lettori di BuongiornoSlovacchia,
Torniamo da voi con la nostra regolarmente irregolare rubrica „Detti e proverbi slovacchi“.

La primavera astronomica è arrivata, ma la regina dell’inverno, Zima, non sta cedendo volentieri il suo regno alla dolce Jar. Oggi vorrei intrattenervi con un recente messaggio pubblicitario folcloristico e invernale che presenta due modi di dire curiosi.

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No čo kukáš?

Il verbo kukať descrive prima di tutto il verso che fa il cuculo. Mentre il cuculo italiano fa cu-cù!, cu-cù!, il suo cugino che ha frequentato le scuole slovacche fa un ku-kuk! ku-kuk! un po’ più aggressivo, con la kappa finale ben pronunciata.

Il cuculo era anche l’uccellino che i maestri orologiai in tempi non molto remoti collocavano all’interno degli orologi a cucù. A ogni battere d’ora la porticina in legno si apriva e un uccellino minuscolo appariva come per miracolo, per fare tanti cu-cù quante ore erano. Era un momento che attendevano impazienti tutti i bambini piccoli, e anche i gatti. Quest’ultimi pronti a buttarsi sull’invasore e mangiarlo vivo!

Non mi risulta che il “gioco del cucù”, detto anche “bubu-settete”, abbia un nome specifico in slovacco. Ma nel momento in cui la persona oppure l’oggetto nascosto riappare, laddove un italiano pronuncia la parola “cucù!”, lo slovacco dice kuk!. Questo crea l’impressione che entrambi imitino il verso del cuculo nella propria lingua. Ma non è detto che sia proprio così. Quel che è certo è che il verbo kukať (sa) è anche un sinonimo di pozerať, hľadieť, “guardare” in tutte le sfumature possibili. Forse il cuculo slovacco, mentre fa il suo verso, lancia delle occhiate intorno?

Vediamo insieme alcuni modi di dire che utilizzano questo verbo curioso.

Z očí mu nič dobré nekuká

oppure Z očí mu nič dobré nehľadí. I suoi occhi non esprimono niente di buono, è una persona che non ispira fiducia, ha uno sguardo cattivo.

Z toho nekuká nič dobré

La questione si sta mettendo male, promette male, andrà ad avere una brutta fine.

Kuknúť na niekoho po očku

Sbirciare qualcuno, guardarlo di nascosto, velocemente.

Čo kukáš? No čo kukáš?

Ma che guardi? … con il significato di „perché non vai a fare qualcosa, ma da un’altra parte? Che hai da guardare? Perchè non ti fai gli affari tuoi?“.

Attenzione, in un dialogo formale è preferibile usare i verbi pozerať, hľadieť piuttosto che kukať.

E abbiamo anche un detto, stavolta con il senso primario del verbo kukať.

Ak v marci kukučka kuká a bocian klepoce, dočkáme sa teplého leta

“Se a marzo il cuculo fa il suo verso (fa cucù) e la cicogna il suo (batte il becco), avremo un’estate calda”, dice il detto. È un detto contadino e non certo moderno. Chissà se il riscaldamento globale non abbia confuso i cucù e le cicogne, se si ricordano ancora che devono lavorare in gruppo (teamwork per le cicogne che arrivano dai paesi con lingua ufficiale inglese) per coordinare i propri versi, quando vogliono trasmettere ai cittadini le previsioni di un’altra estate calda, torrida, umida. Un’estate con l’aria condizionata che va a pieno, quando rimpiangeremo pure questo marzo matto, tra le bufere di neve e le mimose, tra il gelo e le giornate di sole che spacca le pietre.

La nostra pubblicità folcloristica riporta anche un altro modo di dire molto particolare. Indovinate che cosa significa?

To je ale kosa! Vonku je kosa!

Letteralmente „Che falce! Fuori c’è la falce!“. Ma che c’entra la falce? Quale falce, poi?

La parola kosa, falce, in questo modo di dire informale e molto utilizzato indica semplicemente un freddo intenso. Perché questo abbinamento particolare? Possiamo solo immaginarlo. Forse perché un freddo polare miete le vite come se fosse una falce? Oppure perchè uscire da una casa riscaldata e trovarsi all’improvviso nel mezzo di un’aria gelida ci fa sentire come se qualcuno ci avesse feriti con uno strumento tagliente come una falce? In effetti, si dice „freddo tagliente“, in italiano. Ma alcuni dicono pure „un freddo che ti sega le gambe“. E gli slovacchi hanno la loro kosa! Ma hanno anche zima ako na Sibíri, ako v psinci oppure ako v ruskom filme. Ognuno si senta libero di scegliere il modo che preferisce per dire che ha freddo. Io dico soltanto: Bŕŕŕŕŕ!

(Michaela Šebőková Vannini – vedi il suo blog)


Foto vinsky2002, FotoRieth,

Alexas_Fotos, makamuki0, StockSnap CC0

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