In carcere in Italia bosniaco complice negli omicidi di Žilinka, Lipšic e Šufliarský

Un cittadino bosniaco che all’inizio di marzo era stato incriminato per compicità nella preparazione nel 2017 degli omicidi dell’attuale Procuratore generale Maroš Žilinka (al tempo semplice pubblico ministero), dell’avvocato (oggi Procuratore speciale) Daniel Lipšic e dell’allora sostituto Procuratore generale Peter Šufliarský, si trova in custodia in Italia dopo essere stato arrestato dalla polizia italiana per droga.

La notizia è stata confermata dalla Corte penale specializzata. Sulla testa dell’uomo, tale Darko Dragic, un giudice aveva emesso la scorsa settimana un mandato di cattura europeo. I crimini relativi all’accusa potrebbero costargli una condanna da 25 anni di carcere fino all’ergastolo.

Per gli omicidi, che alla fine non sono stati portati a compimento, nel 2019 erano già stati accusate quattro persone, che sono coinvolte anche nell’omicidio del giornalista investigativo Ján Kuciak e della fidanzata Martina: Alena Zsuszová, attualmente in custodia cautelare andata assolta al primo grado del processo Kuciak, e poi Tomáš Szabó, condannato a 25 anni, il killer Miroslav Marček, reo confesso che ha ricevuto 25 anni, e il mediatore Zoltán Andruskó che con il patteggiamento deve scontare 15 anni di galera.

Secondo il sito Aktuality è stato il fratello del boss di una gang di Sered (regione di Trnava) attivo nel settore della droga a parlare alle autorità slovacche del bosniaco.

Secondo Lipšic non ci sono dubbi che gli omicidi siano stati ordinati dall’uomo d’affari Marián Kočner, in carcere per frode e in attesa della senteza di appello per l’accusa di essere il mandante della morte di Kuciak.

(Red)

Foto Pxfuel CC0

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