Oggi in Italia è la prima Giornata nazionale per le vittime del Covid

Oggi, in occasione della Giornata nazionale in ricordo delle vittime del Covid che è stata istituita solo ieri dal Senato, tutte le sedi istituzionali in Italia – stato, enti locali, altre istituzioni – avranno le bandiere a mezz’asta per rinnovare la memoria di tutte le persone che sono decedute a causa dell’epidemia di COVID-19 e per onorare il sacrificio e l’impegno degli operatori sanitari che in tutta Italia si sono impegnati con grande professionalità e dedizione per salvare vite umane.

Questa mattina sarà inaugurato a Bergamo, la città che ha pagato il prezzo più pesante nella prima fase della pandemia, nella primavera 2020, un Bosco dellla memoria in onore delle vittime, progetto pensato dall’Associazione Comuni Virtuosi e adottato dall’amministrazione comunale di Bergamo, che vedrà la luce il prossimo autunno presso il Parco Martin Lutero alla Trucca. Con il presidente del consiglio dei ministri Mario Draghi e le autorità cittadine sarà celebrata la messa a dimora dei primi 100 alberi.

L’idea di fondo è creare un luogo vivo, altamente simbolico, capace di accogliere la memoria e al contempo costruire uno spazio di comunità, dove realizzare iniziative culturali, didattiche e ricreative pensate per il mondo della scuola, ma anche per tutti i cittadini che vorranno far crescere il bosco.

Alle 11:00 il presidente del consiglio dei ministri Mario Draghi e il sindaco Giorgio Gori deporranno corone di fiori al Cimitero monumentale della città. Nello stesso momento gli altri sindaci d’Italia saranno davanti ai loro municipi e osserveranno un minuto di silenzio al cospetto della bandiera italiana esposta a mezz’asta.

Alle ore 11:15, al Parco Martin Lutero alla Trucca di Bergamo, si svolgerà l’inaugurazione del Bosco della Memoria.

Le immagini della commemorazione saranno trasmesse in diretta da RAI1 e sui canali ufficiali della Presidenza del Consiglio.

Bergamo ha registrato circa 670 morti nel comune, e 6mila in tutta la provincia, cifre sicuramente arrontondate per difetto, viste le migliaia di persone morte a casa o nelle strutture per anziani con i sintomi del Covid ma senza una diagnosi. Non sono solo numeri, come ricorda il sindaco Gori nel discorso che pronuncerà oggi, ma «ognuno di loro è una storia spezzata, affetti spazzati via, lo strazio di chi ha voluto loro bene. Non c’è bergamasco che non abbia dovuto dire addio a qualcuno cui voleva bene». Il Bosco della memoria, alla fine, arriverà a 850 piante e arbusti, un luogo dove svolgere «incontri dedicati ai bambini e alle famiglie, laboratori, lezioni di educazione ambientale per le scuole».

Il Bosco, sottolinea Gori, «nasce a pochi passi dall’Ospedale Papa Giovanni, il principale presidio sanitario di questa provincia, trasformato dalla scorsa primavera in una trincea della lotta contro il virus, dove ancora oggi decine di persone contagiate sono ricoverate in gravi condizioni, dove tanti hanno purtroppo perso la loro battaglia ma molti di più sono stati tratti in salvo grazie alle capacità e alla straordinaria abnegazione di medici, infermieri e personale sanitario. È impossibile onorare chi non c’è più senza dire “grazie” a chi ha consentito che tanti avessero salva la vita».

«Bergamo si è trovata suo malgrado ad essere l’epicentro della prima ondata della pandemia in Europa, tanto da diventare la città simbolo della tragedia che ha segnato la primavera del 2020. Il 18 marzo è il giorno dei camion di Bergamo, di quello straziante corteo di mezzi militari che trasportavano in altre città le salme dei nostri concittadini, troppe perché fossimo in grado di accompagnarle tutte  alla cremazione».

«Ma Bergamo vuole essere anche la città simbolo della rinascita. Il Bosco che oggi inauguriamo è un messaggio di positività e di speranza che da Bergamo rivolgiamo a tutto il nostro Paese, ancora impegnato nella lotta contro il Covid e alle prese con le vaccinazioni cui affidiamo l’aspettativa di di veder finalmente conclusa questa terribile prova».

«“Bergamo mola mìa”, Bergamo non arrenderti, è stato lo slogan che ci ha accompagnato nei momenti più duri. Bergamo non ha mai mollato, siamo qui a testimoniarlo. Ma questo è anche l’invito che rivolgiamo a tutti gli italiani, nel ricordo commosso dei nostri amici che non ci sono più: “Mola mìa”, teniamo duro, e lavoriamo insieme per costruire un futuro migliore».

(La Redazione)

Foto Fb

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