
Tunisia
Il 9 marzo almeno 39 migranti, tra cui quattro bambini, sono morti nel naufragio di due imbarcazioni al largo delle isole Kerkenna. Altre 160 persone sono state soccorse. I migranti, che volevano raggiungere l’Europa, erano partiti poche ore prima da Sfax, nonostante il maltempo. Almeno 252 migranti sono morti dall’inizio dell’anno mentre cercavano di attraversare il Mediterraneo.
Costa d’Avorio
Il 9 marzo la commissione elettorale ha annunciato che il partito al potere Rhdp, del presidente Alassane Ouattara, ha vinto le elezioni legislative del 6 marzo ottenendo la maggioranza assoluta dei seggi (137 su 254). Il voto ha segnato il ritorno in parlamento del Fronte popolare ivoriano (Fpi) dell’ex presidente Laurent Gbagbo, che da circa dieci anni boicottava le elezioni.
Grecia
Tre poliziotti sono rimasti feriti la sera del 9 marzo durante una manifestazione alla periferia di Atene contro la brutalità della polizia, a cui hanno partecipato circa cinquemila persone. La protesta è stata indetta dopo la pubblicazione di un video che mostra un poliziotto mentre colpisce un uomo con un manganello durante un pattugliamento per verificare il rispetto delle misure di contenimento del covid-19.
Russia
Il 10 marzo l’autorità russa responsabile di internet e dei mezzi d’informazione, il Roskomnadzor, ha rallentato il funzionamento di Twitter nel paese accusando l’azienda statunitense di non aver rimosso contenuti illegali “sull’uso di droghe, sul suicidio minorile e sulla pedopornografia”. Il rallentamento riguarda il 100 per cento dei dispositivi mobili e il 50 per cento di quelli fissi.
Stati Uniti
Il 9 marzo il quotidiano Times Union ha rivelato che una sesta donna è uscita allo scoperto accusando di molestie il governatore dello stato di New York Andrew Cuomo. La donna sostiene di essere stata “toccata in modo inappropriato” nella residenza ufficiale del governatore ad Albany. Cuomo ha escluso la possibilità di dimettersi a inchiesta in corso.
Canada
Cinque ex atlete della squadra nazionale di nuoto sincronizzato – Chloé Isaac, Gabrielle Boisvert, Erin Willson, Sion Ormond e Gabriella Brisson – hanno presentato il 9 marzo una denuncia collettiva contro la loro federazione per “abusi psicologici e negligenza”. Le cinque atlete sostengono che la loro allenatrice Julie Sauvé, morta nel 2020, fosse ossessionata dal loro aspetto e le costringesse a perdere una quantità eccessiva di peso.
Brasile
L’8 marzo un giudice del tribunale supremo federale, Edson Fachin, ha annullato la condanna per corruzione dell’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva, sostenendo che il tribunale di Curitiba non era competente a giudicarlo. Lula dovrà affrontare un nuovo processo davanti a un tribunale federale a Brasília, ma nel frattempo recupera i suoi diritti politici e potrà candidarsi alle elezioni presidenziali del 2022.
Messico
L’8 marzo, in occasione della giornata internazionale dei diritti della donna, migliaia di donne hanno partecipato a una manifestazione a Città del Messico per chiedere al governo misure più severe contro i femminicidi. La polizia ha usato i gas lacrimogeni per respingere alcune manifestanti che cercavano di oltrepassare le barriere. Secondo i dati ufficiali, nel 2020 le vittime di femminicidio nel paese sono state 967.
Stati Uniti
Un tribunale di Minneapolis ha rinviato l’8 marzo l’inizio del processo contro Derek Chauvin, il poliziotto accusato di aver causato la morte per soffocamento, nel maggio del 2020, dell’afroamericano George Floyd, una vicenda che aveva causato mesi di proteste in tutto il paese. Il rinvio è stato motivato con la necessità di chiarire alcuni dubbi sui capi d’accusa nei confronti di Chauvin, che al momento è accusato di omicidio di secondo grado e omicidio colposo.
Unione europea-Spagna
Il 9 marzo il parlamento europeo ha revocato l’immunità a tre eurodeputati indipendentisti catalani, tra cui l’ex presidente della Catalogna Carles Puigdemont, con 400 voti a favore e 248 contrari. Puigdemont, Antoni Comín e Clara Ponsati sono perseguiti in Spagna per il tentativo di secessione della Catalogna nel 2017.
Guinea Equatoriale
Il bilancio delle quattro esplosioni avvenute il 7 marzo in un deposito di armi di una base militare nella città costiera di Bata è salito a 98 morti e 615 feriti. Le esplosioni hanno raso al suolo la base e distrutto decine di edifici nei quartieri adiacenti. Il presidente Teodoro Obiang Nguema ha attribuito la strage a un incendio appiccato da alcuni contadini, che sarebbe sfuggito al loro controllo, e alla negligenza dei militari incaricati di sorvegliare il deposito di armi.
Senegal
L’8 marzo un giudice ha rilasciato su cauzione l’oppositore Ousmane Sonko dopo averlo incriminato per stupro. Poco dopo, nel corso di una conferenza stampa, Sonko ha denunciato un complotto per impedirgli di partecipare alle elezioni presidenziali del 2024 e ha invitato i suoi sostenitori a manifestare contro il presidente Macky Sall. Almeno otto persone sono morte negli ultimi giorni nelle violenze scoppiate in varie città del paese dopo l’arresto di Sonko.
(Fonte Internazionale cc by nc sa)
Illustraz. B.S.

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