La Slovacchia chiede aiuto ai paesi dell’UE per squadre di medici e vaccini

Il governo della Slovacchia la scorsa settimana ha approvato una richiesta del ministero della Salute per attivare il meccanismo di protezione civile dell’UE allo scopo di far fronte al deterioramento della situazione pandemica nel paese. La Slovacchia ha bisogno di medici e infermieri che vadano a infoltire il personale dei dipartimenti di anestesiologia e medicina intensiva dopo che le mutazioni del coronavirus hanno aumentato nelle ultime settimane il numero di ricoveri. Le squadre mediche straniere dovrebbero rimanere per il tempo necessario a garantire un’adeguata assistenza sanitaria ed evitare un collasso del sistema. Secondo il ministero, che si occuperà di garantire i materiali di protezione, l’alloggio e assistenza, questo periodo non dovrebbe durare più di un mese.

La Polonia e l’Austria si sono impegnate ad aiutare anche la Slovacchia. Le forze armate austriache invierebbero in Slovacchia da quattro a cinque medici e tra sei e otto infermieri qualificati, mentre da Varsavia è arrivata l’offerta di ospitare pazienti slovacchi Covid nelle strutture ospedaliere polacche, in particolare nella regione di Podhale, dove l’ospedale di Nowy Targ può mettere a disposizione fino a duecento posti letto di medicina intensiva.

Ma anche la Germania e la Romania sono disponibili. Da Bucarest dovrebbe arrivare oggi in Slovacchia una squadra di cinque medici e nove infermieri specializzati in medicina intensiva, che rimarrà per tre settimane.

L’Associazione internazionale dei medici in Slovacchia (MALnS) informato ieri che anche operatori sanitari di paesi terzi sono disponibili a intervenire per aiutare il sistema sanitario slovacco nell’attuale situazione di difficoltà, ma incontrano diversi ostacoli legislativi cui bisognerebbe porre rimedio.

Sulla questione sarebbero al lavoro i ministeri della Salute e dell’Istruzione per facilitare l’accesso al sistema sanitario slovacco da parte di sanitari di paesi terzi, che devono soddisfare diverse condizioni per poter svolgere la professione medica nel paese. Si parla di problematiche relative al riconoscimento dei titoli di studio stranieri, degli esami aggiuntivi necessari da sostenere in Slovacchia, il che include anche una verifica delle competenze linguistiche necessarie per comunicare in slovacco con i pazienti e i colleghi e dell’appartenenza all’ordine nazionale di riferimento, come la Camera slovacca dei medici. Lo scorso anno era stato introdotto l’istituto del “tirocinio temporaneo” che permetteva a medici stranieri senza titolo riconosciuto in Slovacchia di lavorare in regime di tirocinio sotto la supervisione di un collega slovacco.

Nel frattempo, il ministero degli Esteri slovacco ha chiesto ieri durante una riunione online con i ministri e sottosegretari agli Esteri degli stati membri dell’UE di aiutare la Slovacchia a ottenere dosi sufficienti di vaccino per la propria popolazione. Bratislava ha ricevuto quantità molto inferiori alle aspettative in queste ultime settimane dei vaccini Pfizer, Moderna e AstraZeneca, e sebbene il problema sia comune agli altri paesi dell’UE la situazione in Slovacchia è particolarmente critica. Dunque, su richiesta della Slovacchia la Commissione europea ha lanciato un meccanismo che invita gli stati membri a prestare i vaccini alla Slovacchia per superare più facilmente il periodo critico.

(Red)

Foto FB/fnspfdr

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