In Europa è ancora troppa la Co2 emessa per produrre energia

La produzione di energia è l’attività umana che più va a impattare sull’ambiente a causa delle emissioni di CO2 (in paesi come la Polonia contano per il 50% del totale). Sebbene nell’Ue stiano calando, le emissioni sono ancora il più grande ostacolo per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica. Intanto nei Balcani si progettano nuove centrali a carbone.

Per combattere il cambiamento climatico in corso e cercare di limitarne l’impatto, negli ultimi anni l’Unione europea ha intrapreso una serie di iniziative per ridurre le emissioni di CO2 provocate dalle attività umane, introducendo requisiti ambientali più stringenti e stanziando ingenti risorse per favorire questa transizione. L’Ue nel 2018 ha dichiarato l’intenzione di voler arrivare progressivamente alla climate neutrality  , ovvero di azzerare le emissioni nette di CO2.

Le emissioni di CO2 in Europa

Alcune attività umane hanno un impatto ambientale ben superiore ad altre. Secondo i dati dell’Agenzia europea dell’ambiente, è la produzione di energia a provocare la maggioranza relativa delle emissioni di CO2 nei paesi membri dell’Unione europea. Dal 1990 al 2018 il settore della produzione energetica si è reso responsabile in media di un quarto delle emissioni complessive, seguito subito dopo da quello dell’industria, che solo negli ultimi anni è stato superato dal settore dei trasporti.

Non tutti i paesi membri hanno però lo stesso tipo di profilo per quanto riguarda l’andamento delle emissioni di CO2 e la loro composizione. Disaggregando i dati per i singoli stati, distribuiti sempre dall’Agenzia europea dell’ambiente  , possiamo notare che le situazioni sono molto diverse.

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La quota di emissioni prodotte dal settore energetico si avvicinano alla metà del totale in Bulgaria (48%), Polonia (47%) e Cechia (45%). In Germania, il paese con la maggiore emissione di CO2 in termini assoluti in Europa, il settore energetico causa quasi il 40% del totale delle emissioni. In alcuni paesi, come la Francia, sono invece altri i settori maggiormente responsabili delle emissioni, e il settore energetico conta per poco più del 10%.

Negli ultimi trent’anni la maggior parte dei paesi europei ha visto calare le proprie emissioni – alcune volte anche in maniera drastica, come nelle repubbliche baltiche o in Romania. Altri paesi invece, come l’Irlanda e la Spagna, sono rimasti a livelli di emissioni paragonabili a quelli degli anni Novanta. È importante notare che un calo delle emissioni in termini assoluti non è necessariamente una buona notizia di per sé, dato che può essere il segnale di un’economia stagnante o in crisi.

Il peso dei combustibili fossili

Molte differenze nel peso relativo del settore energetico nella composizione delle emissioni di CO2 dei diversi paesi europei possono essere imputate alle fonti con cui viene prodotta l’energia. Grazie ai dati di ENTSO-E Transparency  possiamo verificare nel dettaglio, per ogni paese europeo, i tipi di fonti utilizzate per produrre energia.

[…continua]

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