Anche in Slovacchia la variante ‘british’ del coronavirus. Negli ospedali oltre 3mila pazienti Covid

Campioni del virus Sars-Cov-2 estratti nei giorni scorsi nei distretti di Michalovce e Nitra hanno dimostrato che la variante britannica del COVID-19 è anche in Slovacchia, e sabato il ministro della Salute Marek Krajčí (OLaNO) ne ha confermato la presenza anche nella capitale Bratislava. La mutazione del virus dall’aggressiva contagiosità scoperta per la prima volta nel Regno Unito sta facendo aumentare a dismisura il numero di infezioni in tutte le aree dell’isola britannica, soprattutto il sud-est e la regione di Londra. Il ministro Krajčí ha detto che si può presumere che sia ormai presente in tutto il paese, e a suo parere è del tutto inutile un eventuale tentativo di isolare le singole regioni per bloccarne la diffusione.

Krajčí prevede che gli ospedali slovacchi dovranno affrontare momenti difficili nelle prossime settimane, e crede che lo strumento principale per limitare i danni a disposizione del governo sia il freno alla mobilità interregionale, in modo da guadagnare un po’ di tempo ed evitare che il ceppo inglese si diffonda più rapidamente dalle regioni più colpite a quelle meno critiche. Nell’ultimo bollettino Covid risulta superata la quota di 3mila pazienti con diagnosi confermata della malattia ricoverati negli ospedali della Slovacchia.

Secondo il ministro è quindi una via obbligata proseguire con restrizioni rigorose nel più lungo termine per impedire la socializzazione delle persone. Da acompagnarsi, dice, con frequenti test sulla popolazione. La questione sarà oggi uno dei temi principali del consiglio dei ministri straordinario convocato online per oggi, che dovrà decidere le prossime azioni rispetto alla diffusione di COVID-19.

Negli ultimi giorni il primo ministro Matovič ha detto di voler evitare di chiudere le fabbriche e che sarebbe invece preferibile eseguire test di massa sulla popolazione con maggiore frequenza. E si è detto sorpreso che diversi giorni di blocco (il coprifuoco rigido in vigore dall’1 gennaio) non abbiano portato alcun miglioramento tangibile nella situazione epidemiologica, che rimane ad altissima criticità. Il premier confida comunque nel fatto che nel paese ci sono sufficienti letti negli ospedali che possono essere riprofilati ed utilizzati per malati COVID-19. Ma il problema è soprattutto del personale medico, che è carente.

Il primo ministro ha di nuovo accusato il ministro dell’Economia Richard Sulík (SaS) di incompetenza e di voler sabotare i test di massa, che lui considera l’unico strumento in grado di valutare la reale situazione nel paese. Matovič pensa che si dovrebbe privare il ministro Sulík del potere di procurarsi i kit di test dell’antigene, e affidare il compito a un altro ministro. Non intende tuttavia estromettere il ministro dal governo, ma «se avesse un briciolo di decenza avrebbe già fatto le valigie», ha detto. In ogni caso, il fallimento del governo nell’emergenza della seconda ondata è tutta da addebitarsi a Sulík, ha detto, che fin dall’inizio ha sabotato con il suo partito (SaS) le misure restrittive per tentare di fermare la diffusione del virus.

Durante una visita allo stabilimento automobilistico Jaguar Land Rover di Nitra, Matovič ha spinto per i test effettuati direttamente nelle fabbriche, un modo molto pratico ed efficace per evitare che il numero degli infetti nelle strutture produttive (e dei loro contatti diretti in isolamento obbligatorio) cresca incontrollato e finisca per indebolire, se non fermare, la produzione industriale. La fabbrica JLR ha eseguito test prima del fine settimana a circa 5mila dipendenti, nell’ambito del monitoraggio di massa della popolazione del distretto di Nitra che si è svolto nel fine settimana.

(La Redazione)

Foto NIAID cc by

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