
Giovedì il primo ministro Matovič è risultato positivo al coronavirus. Lo ha comunicato lui stesso sul suo profilo Facebook con un lungo post, e pubblicando l’immagine dell’SMS dall’Ufficio di sanità pubblica che gli conferma il risultato ordinandogli di rimanere in quarantena per 10 giorni.
Il premier si è rivolto alla gente dicendo che «oggi sono uno di voi» e di avere atteso e temuto ogni mattina con apprensione quel messaggio sul cellulare. Matovič nel suo post racconta di come per nove mesi (da quando guida il governo) ha cercato di «proteggere la salute e la vita dei più vulnerabili tra noi» e di avere «combattuto costantemente con chi misurava la pandemia solo con le chiusure dei bar e intanto sobillavano la gente contro le misure del governo». Si è scusato con i cittadini perché ha commesso degli errori («sono come un elefante in un negozio di porcellane») ma ha sempre operato con l’obiettivo di salvare la salute delle persone.
Si sono quindi messi in isolamento alcuni alti funzionari e ministri del governo: il capo del Parlamento Boris Kollár (Sme Rodina), il ministro degli Investimenti Veronika Remišová (Za ludi), i ministri dell’Istruzione Branislav Gröhling (SaS), degli Interni Roman Mikulec (OĽaNO), della Salute Marek Krajčí (OĽaNO) e delle Finanze Eduard Heger (OĽaNO).
Nei giorni scorsi è risultato positivo anche il ministro dell’Agricoltura Ján Mičovský (OĽaNO). E sabato è stata la volta di diversi membri del governo che hanno fatto il tampone dopo la positività del primo ministro: la vice premier e ministra degli Investimenti Veronika Remišová (Za ľudí), il ministro della Difesa Jaroslav Naď (OĽaNO), il vicepremier per la legislazione Stefan Holy (Sme Rodina).
Nel frattempo altri ministri che si sono sottoposti al test PCR sono risultati negativi, tra cui Krajčí e la ministra della Cultura Milanová (OĽaNO).
E la presidente Zuzana Čaputová si è autoisolata preventivamente dopo aver incontrato giovedì 17 dicembre il ministro Jaroslav Naď. In vista dell’imminente Natale il capo dello Stato si era collegata lo stesso giorno in teleconferenza con i comandanti delle operazioni militari slovacche all’estero, per esprimere la propria vicinanza alle centinaia di soldati che non trascorreranno il Natale con le proprie famiglie, ma in missione in Afghanistan, Lettonia, Cipro e Bosnia ed Erzegovina.
Il governo in pessime acque
Intanto il governo se la passa abbastanza male, e ha toccato negli ultimi giorni il punto più basso dall’inizio del mandato. Dopo mesi di mal sopportazione tra i due “galli nel pollaio”, Matovič ha invitato ieri l’alleato Richard Sulík, leader dei liberali (SaS) a dimettersi da ministro dell’Economia entro Natale. Lo ha fatto in diretta al programma radiofonico di Braňo Závodský su Radio Expres, dicendo tra le altre cose «Mi dispiace che abbiamo un ministro dell’Economia idiota». Nello stesso programma alcuni giorni fa la presidente Čaputová aveva inusitatamente invitato Matovič a lasciare ad altri la gestione della pandemia. La ragione sarebbe ancora l’incapacità di Sulík di acquistare i test antigenici in tempo per gli screening di massa che il primo ministro voleva eseguire a tutti i costi in dicembre.
Sulík aveva spiegato a suo tempo che non sarebbe stato possibile acquistare i tamponi rapidi in tempi così veloci, in quanto si sarebbe violata la legge che regola gli appalti pubblici. Mercoledì Matovič ha invitato il ministro a preparare un emendamento alla legge sugli appalti pubblici per acquistare finalmente i test. Dal canto suo, il leader liberale non vuole prendere sul serio le affermazioni di ieri del capo del governo, e su Facebook ha risposto di capire «la situazione estremamente difficile e la responsabilità che deve affrontare» Matovič.
(Red)
Foto Vlada SR

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