
A vent’anni dalla sua realizzazione rimane ancora un “must” dello shopping nella capitale slovacca. Una costruzione ancora appetibile anche in tempo di pandemia, che sta per diventare una delle più importanti acquisizioni immobiliari di sempre.
Il centro commerciale Aupark, costruito su due piani dallo sviluppatore immobiliare HB Reavis vicino alla sponda meridionale del Danubio (nel quartiere Petržalka) e inaugurato a fine 2001, fu allora una delle prime grandi strutture per il commercio al dettaglio e l’intrattenimeno in Slovacchia. Con una superficie commerciale di 43mila metri quadrati, nel 2005 aprì sul tetto un grande parco acquatico, successivamente chiuso. Nel 2006 iniziò una seconda fase di costruzione, che ne ampliò la superficie a 58mila metri quadrati con 12 sale cinematografiche. Fu anche aggiunta una torre per uffici e servizi nell’area più occidentale del sito, vicino alla strada che porta al Ponte SNP, dove hanno sede, tra l’altro, la società informatica Eset, la compagnia telefonica O2, Procter & Gamble e AT&T. L’edificio è stato in seguito venduto da HB a Heitman European Property Partners per 85 milioni nel 2012.
La società immobiliare Unibail-Rodamco-Westfield, con sede a Parigi, acquistò da HB Reavis la metà della proprietà di Aupark Bratislava nel 2006 per 75 milioni di euro. L’altra metà, e un terreno vicino, fu acquisita nel 2011 per 151 milioni. Altri 40 milioni furono investiti negli anni successivi (2013-15) per ammodernare il centro.
Oggi è il terzo centro commerciale del suo genere in Slovacchia, dopo Avion Shopping Park e Eurovea, entrambi nella capitale, e la proprietà sarebbe in trattative per la cessione della struttura, secondo informazioni di stampa. Si ritiene che questa transazione potrebbe superare il valore dell’attuale record di una compravendita sul mercato immobiliare slovacco: quella del centro commerciale Eurovea, acquistato da Peter Korbačka nel 2014 per oltre 360 milioni di euro.
(Red)
Foto Wizzard CC0

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