Il procuratore speciale Dušan Kováčik si è dimesso

Dušan Kováčik, attualmente in custodia cautelare con pesanti accuse di corruzione, abuso di potere continuato, ostruzione della giustizia in un caso riguardante la preparazione dell’omicidio di un investigatore della NAKA, nonché sostegno a un gruppo criminale, si è dimesso dalla carica di Procuratore speciale. Una notizia che arriva a tre settimane dal suo arresto e che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a molti per i rilievi istituzionali della questione. Tra le altre cose, fino a che è rimasto in carica Kováčik aveva intatti i suoi nullaosta di sicurezza, con i quali se liberato avrebbe potuto mettere le mani nei dossier più riservate del paese.

Il magistrato ha preso la decisione, come ha dichiarato nella lettera di dimissioni del 10 novembre, dopo che la Corte penale specializzata ha disposto il 25 ottobre che l’imputato dovrà attendere il processo in custodia, un verdetto confermato tre giorni fa dalla Corte suprema cui Kováčik si era rivolto in appello. La lettera è stata consegnata al Parlamento slovacco giovedì ed è stata diffusa dal vicepresidente parlamentare Gábor Grendel (OĽaNO) durante un briefing con la stampa. Grendel ha detto che ora il Parlamento dovrà avviare un processo di selezione per la nomina di un nuovo Procuratore speciale. In ogni caso, c’è tempo fino a fine gennaio, quando scadrà effettivamente il suo mandato.

In ballo in queste settimana c’è anche la nomina del nuovo Procuratore generale, le cui audizioni sono previste la prossima settimana, ma Grendel ha detto che il voto sui candidati del nuovo Procuratore speciale non dovrebbe accavallarsi.

Oltre a diverse figure politiche e istituzionali, a invitare Kováčik a fare questo passo erano stati gli stessi procuratori della Procura speciale: venti di loro (su ventinove) avevano calorosamente pregato il loro capo a farsi da parte e dimettersi quanto prima, anche per salvare la dignità dell’istituzione ora fortemente colpita da un ulteriore calo di credibilità. Tra i firmatari dell’appello nomi molto noti, come i procuratori Ján Šanta, Vasil Špirko o Maroš Žilinka. Lo stesso aveva fatto la Commissione etica della procura, affermando la sua permanenza in carica sarebbe contraria alle regole dell’etica del pubblico ministero e ai valori fondamentali dello Stato di diritto. Kováčik nel frattempo era stato sospeso dalla sua funzione, e al suo posto a dirigere la procura era il sostituto Alexander Biró.

L’arresto di Kováčik è collegato alle trame del gruppo guidato da Norbert Bödör nel controllare i tribunali e sistemare le cause giudiziarie secondo convenienza. Come lo sono gli arresti eccellenti dell’operazione Purgatorio della scorsa settimana. Kováčik era pagato per fare la sua parte. Secondo la polizia avrebbe anche partecipato a riunioni segrete al sesto piano dell’edificio Transpetrol a Bratislava, dove riferiva a Bödör di casi criminali direttamente controllati dal suo ufficio.

Kováčik era noto da anni in certi ambienti come il “pulitore speciale”, scrive Aktuality, e per avere interrotto quasi tutte le azioni penali intentate dal suo ufficio. Secondo il vice presidente del Parlamento Juraj Šeliga (Za ľudí) , «Quest’uomo ha nascosto 63 casi sotto il tappeto», e ha intentato una sola causa durante tutto il suo mandato. Tra le questioni insabbiate un caso concernente lo scandalo come Gorilla, in cui avrebbe distrutto un documento chiave, le intercettazioni originali che dimostravano un ampio spettro di corruzione tra politica e finanza, e il finanziamento del partito Smer-SD. Avrebbe anche frenato o fermato procedimenti che riguardavano Marián Kočner e Ladislav Bašternák.

Il suo arresto è avvenuto in relazione all’azione della NAKA “Boží mlyny” (Mulini di dio), in cui testimoniano l’ex capo dell’anticrimine dell’Amministrazione fiscale Ľudovít Makó e l’ex membro del SIS František Böhm. Kováčik avrebbe fatto pressione per il rilascio su cauzione di Ľubomír Kudlička, il boss del gruppo criminale Takáčovci che proprio in questi giorni è stato condannato a 25 anni.

Quanto è stato arrestato, il 22 ottobre, gli sono stati trovati in tasca 10mila euro in contanti. Alla polizia ha detto che con quei soldi intendeva acquistare un terreno.

(La Redazione)

Foto: frame da youtube

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