Il governo approva la scelta tra buoni pasto o compenso in denaro per i dipendenti

Il governo ha approvato un emendamento al codice del lavoro che prevede la possibilità per i dipendenti di scegliere se ricevere dal datore di lavoro un buono pasto, cartaceo o elettronico, o un compenso in denaro. La modifica rientra nella dichiarazione del programma di governo presentata dalla coalizione e se avrà luce verde anche dal Parlamento, potrà entrare in vigore nella primavera del 2021.

Il provvedimento non si applica a coloro che usufruiscono del servizio della mensa aziendale o di una mensa convenzionata. I dipendenti potranno scegliere di anno in anno quale opzione adottare.

Attualmente il Ministero del Lavoro non è ancora in grado di stimare il numero di dipendenti che sceglieranno la retribuzione in denaro, anche perché alcuni datori di lavoro potrebbero optare per l’apertura di un servizio di mensa aziendale.

La misura non è stata accolta da tutti con favore. Mentre infatti il Ministero del Lavoro ritiene che la scelta del contributo in denaro comporti per i datori di lavoro un risparmio sui costi di gestione dei buoni pasto, le società che emettono i voucher hanno espresso la propria contrarietà.
Anche le associazioni che rappresentano i datori di lavoro nutrono perplessità per il rischio che alcuni dipendenti scelgano i buoni pasto e altri il contributo in denaro, cosa che comporterebbe un aumento considerevole degli oneri amministrativi per le aziende.

Asociácia moderných benefitov (AMOBE), che riunisce Edenred Slovakia, UP Slovakia e Doxx-Meal Voucher, ovvero le aziende che emettono buoni pasto, ha criticato il provvedimento per “l’impatto economico negativo” e il rischio di “peggiorare anche la situazione finanziaria di migliaia di slovacchi”. Il contributo in denaro potrebbe infatti essere utilizzato non per i pasti, ma per saldare i debiti.

Alcuni esperti osservano che l’abolizione dei buoni pasto potrebbe avere un impatto negativo sugli esercizi di ristorazione, i cui clienti all’ora di pranzo sono soprattutto i lavoratori che usufruiscono dei voucher. Non ultimo, il rischio di un deterioramento delle abitudini alimentari dei lavoratori, i quali, optando per il contributo economico, sarebbero indotti a consumare i pasti in modo meno regolare.

(Paola Ferraris)

Foto StockSnap CC0

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