
La seconda fase della campagna nazionale di test antigenici “Responsabilità condivisa”, la situazione nella rete ospedaliera del Paese e la fornitura delle prime dosi del vaccino anticovid sono stati i temi discussi ieri durante la riunione tra la presidente Zuzana Čaputová e il primo ministro Igor Matovič (OĽANO).
Čaputová concorda con alcune delle misure adottate recentemente dal governo, come il rafforzamento dei controlli alle frontiere – dove sono previsti test antigenici per consentire l’accesso al Paese -, i test mirati negli ospedali, nei centri che forniscono assistenza sociale, nelle grandi aziende e nelle infrastrutture strategiche.
La sua preoccupazione è rivolta agli anziani e alle categorie più deboli, “perché queste sono le persone che dobbiamo proteggere maggiormente ora”, ha detto.
La presidente si è dichiarata favorevole anche allo svolgimento della seconda fase dei test di massa solo nei distretti più colpiti dall’infezione. Ha inoltre richiamato l’attenzione sulla situazione precaria dell’assistenza ospedaliera, messa sotto pressione dall’aumento considerevole di casi di contagio da coronavirus. Il personale medico svolge un ruolo fondamentale in questo momento: “i medici e tutto il personale infermieristico sono quelli che combattono il virus in prima linea e dobbiamo aiutarli il più possibile”, ha detto. Per questo, è opportuno svolgere test antigenici regolari all’interno degli ospedali.
Quanto ai test di massa, la presidente ritiene che essi vadano associati alle misure restrittive consigliate dagli esperti, ma soprattutto ad un comportamento responsabile da parte di tutti i cittadini, che devono usare particolare cautela nei propri contatti sociali.
Per parte sua, il premier, che nei giorni scorsi aveva avuto un vivace scambio di opinioni con la presidente sulla reale efficiacia dei test di massa e sul loro carattere “volontario”, ha espresso il desiderio di discutere più spesso con il capo dello Stato i temi relativi alla lotta anticovid.
Matovič ha inoltre dichiarato che la Slovacchia riceverà le prime dosi di vaccino contro il coronavirus presumibilmente nel gennaio del 2021, secondo le assicurazioni della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
Tuttavia, la lotta contro il virus sarà ancora molto lunga, anche perché le dosi di vaccino arriveranno in quantità limitate.
(P.F.)
Foto: prezident.sk

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