Ministro: il lupo sarà specie protetta. Insorgono gli allevatori

Mercoledì scorso il ministro dell’Ambiente Ján Budaj (OĽaNO) ha dichiarato di avere presentato al governo un disegno di legge per inserire il lupo (canis lupus) nell’elenco delle specie protette, e che dunque renderà l’uccisione del lupo un reato perseguibile. L’annuncio arriva dopo che il ministero dell’Agricoltura ha approvato la quota di lupi che i cacciatori slovacchi possono abbattere: 50 lupi, nel periodo che va dal 1° novembre al 15 gennaio, sempre che il limite non venga raggiunto prima. Dietro a questa delibera ci sarebbe una crescita della popolazione di lupi in Slovacchia, che rappresenta un pericolo per gli allevatori di animali.

Il decreto del ministero dell’Ambiente garantirebbe al lupo il massimo livello di protezione, il che significa che solo il ministero stesso sarebbe autorizzato a concedere eccezioni per uccidere lupi. L’inosservanza del divieto, che del resto rientra nell’ambito della legislazione europea sulla protezione della specie, costerà 3.000 euro: questo il livello della multa cui pensa Budaj per i bracconieri.

Secondo il ministro, il lupo è un utile predatore naturale della popolazione di cinghiali, che da mesi è minacciata dall’epidemia di peste suina africana nel sud e nell’est del paese. Pertanto, «è auspicabile che i cinghiali abbiano un predatore naturale per ridurne l’enorme quantità, in crescita esponenziale. I cacciatori hanno fallito in questo compito, e se chiedono ancora di dare la caccia ai lupi significa che non hanno capito la situazione», ha affermato Budaj, aggiungendo che l’incapacità dei cacciatori di fermare la crescita dei cinghiali sta costringendo il ministero dell’Agricoltura a pensare di affidare il compito ai militari.

Budaj ha anche annunciato la semplificazione della procedura di risarcimento dei danni causati dai lupi. Infatti, allevatori e agricoltori sono compatti nel lamentare i danni al proprio bestiame provocata dagli attacchi di branchi di lupi. Un’argomentazione che secondo Budaj non regge: gli animali selvatici hanno causato danni agli operatori agricoli per 17 milioni di euro, mentre il lupo, cacciando animali del bosco o bestiame, provoca danni per circa 30-40mila euro all’anno, «550 volte di meno».

Ma gli allevatori di pecore e capre, il bestiame più a rischio di attacchi, non si arrendono e dicono che è inaccettabile «mettere le vite di 50 lupi al di sopra delle vite di migliaia di altri animali». Oggi il risarcimento da parte dello Stato per gli animali persi avviene solo se l’allevatore ha attuato le necessarie misure di prevenzione, e solo per gli animali morti le cui carcasse possono essere effettivamente ritrovate.

(La Redazione)

Foto colfelly/CC0
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