
Mercoledì 14 ottobre la presidente Zuzana Čaputová ha firmato l’emendamento alla legge sulla protezione, il sostegno e lo sviluppo della sanità pubblica, approvato dal Parlamento con una procedura legislativa abbreviata dopo un intenso dibattito sulla sua costituzionalità.
A questo proposito, la presidente ha deciso di chiedere alla Corte Costituzionale di riesaminare la conformità della disposizione con la Costituzione slovacca, senza tuttavia sospendere l’efficacia della legge nel suo complesso.
La presidente ritiene infatti che l’emendamento violi l’articolo 46 della Costituzione che garantisce a tutti i cittadini il diritto al risarcimento per i danni causati da decisione illecita o da procedure errate delle autorità statali.
Čaputová ha precisato che «è possibile modificare i limiti dell’esercizio di questo diritto per legge, ma nessun diritto costituzionale può essere revocato o escluso dalla legge». Infatti, questo significherebbe la mancata assunzione di responsabilità da parte dello Stato per i danni causati dalla possibile applicazione illegale di questo emendamento.
La presidente ha deciso di firmare l’emendamento dopo un attento esame e tenendo conto dell’attuale situazione epidemiologica del Paese, per consentire la rapida adozione delle misure anticovid. Il suo veto, infatti, avrebbe comportato la ripetuta convocazione del Consiglio Nazionale e il prolungarsi della discussione sul voto avrebbe ritardato gli sforzi per combattere la diffusione dell’epidemia.
L’obiettivo della legge è chiarire la posizione dei regolamenti della ÚVZ e delle autorità sanitarie pubbliche regionali (RÚVZ), nonché le condizioni per la loro entrata in vigore e l’introduzione di nuovi strumenti giuridici per combattere la pandemia.
Le misure finora emanate dalle autorità sanitarie pubbliche rimarranno in vigore ed avranno effetto per altri 15 giorni dalla data di promulgazione dell’emendamento, a meno che non vengano revocate prima dalla autorità che le hanno emesse.
La normativa stabilisce inoltre che «è escluso il diritto al risarcimento del danno e del mancato guadagno dovuto all’applicazione delle misure previste dalla legge, che riguardano un numero indefinito di persone».
Le autorità sanitarie pubbliche potranno consentire l’accesso alle strutture dopo la registrazione dei dati personali delle persone, allo scopo di rendere tracciabili i contatti. Potranno inoltre subordinare l’ingresso delle persone in Slovacchia alla loro registrazione e alla compilazione del modulo elettronico disponibile sul sito web del Ministero degli investimenti, dello sviluppo regionale e dell’informatizzazione. Il provvedimento ha lo scopo di monitorare il rispetto degli obblighi di quarantena.
La legge prevede inoltre che, in caso di minaccia per la salute pubblica, le autorità sanitarie pubbliche possono imporre l’uso di dispositivi di prevenzione e la quarantena delle persone che entrano in Slovacchia, nonche ordinare la disinfezione dei locali e l’adozione di misure igieniche da parte dei datori di lavoro.
La legge stabilisce anche che l’indagine epidemiologica può essere eseguita da ÚVZ, RÚVZ e altre autorità sanitarie pubbliche per localizzare il focolaio di infezione e individuare le cause di diffusione allo scopo di adottare le necessarie misure epidemiologiche.
Il Centro nazionale per l’informazione sanitaria (NCZI) acquisirà competenze nella diffusione di informazioni alla popolazione e della cooperazione con gli organi dell’amministrazione statale nel settore della salute pubblica. Inoltre consentirà loro di utilizzare le proprie tecnologie di informazione, comunicazione e rete per svolgere i propri compiti.
(Paola Ferraris)
Foto: prezident.sk

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