
Secondo quanto esposto nel rapporto delle attività del Servizio di intelligence slovacco (SIS) per il 2019, agenti segreti russi hanno cercato di infiltrarsi nelle autorità dell’amministrazione centrale dello Stato e nelle forze di sicurezza.
I russi
Si trattava principalmente di personale dell’Ambasciata della Federazione Russa operante in Slovacchia sotto copertura diplomatica, che ha partecipato con regolarità a eventi specialistici su temi specifici quali energia e difesa. In queste occasioni, tali agenti hanno tentato di contattare funzionari slovacchi con accesso a dati riservati sensibili dell’UE e della NATO, e membri degli staff dei più alti rappresentanti dello Stato.
I cinesi
Le attività del SIS hanno inoltre mostrato come i servizi di intelligence cinesi hanno cercato di ottenere informazioni sulle tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni in uso nel paese. Nel rapporto si legge che l’azione degli agenti cinesi era «collegata in particolar modo ai rappresentanti di una delle principali società di telecomunicazioni cinesi», con il coinvolgimento, nel periodo in esame, di «dipendenti di alcuni ministeri».
Gli altri
Più in generale, l’anno scorso membri dei servizi di intelligence stranieri si sono interessari alla sicurezza informatica, al controllo degli armamenti, alle visite di alti rappresentanti slovacchi in Ucraina e nei Balcani, ma anche all’elezione del presidente della Repubblica Slovacca, alle elezioni europee e agli eventi legati alla presidenza slovacca dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), in particolare quelli relativi alle aree politico-militare e di sicurezza.
«L’intensa cooperazione tra il SIS e i servizi di intellingence partner, che ha coperto un’ampia gamma di attività dallo scambio di informazioni all’attuazione di progetti comuni, ha svolto un ruolo chiave nel garantire la protezione contro le attività dei servizi di intelligence stranieri nella Repubblica slovacca», si legge nel documento. «Nell’ambito delle misure preventive di protezione contro il controspionaggio, il servizio di intelligence ha continuato a partecipare attivamente alla formazione pre-missione dei diplomatici distaccati e del personale del Ministero degli Affari esteri ed europei ai quali ha fornito formazione specializzata. Nel corso del 2019 il SIS ha inoltre intensificato la cooperazione in questo ambito con la direzione delle forze di Polizia, dove ha svolto attività di formazione pre-missione in controspionaggio per il personale distaccato del corpo di polizia inviato all’estero».
Minacce ibride e disinformazione
Per quanto riguarda le minacce ibride, il SIS ha «continuato a monitorare le minacce non militari» ovvero quelle azioni di organizzazioni statali per cercare di «indebolire o influenzare un altro Stato utilizzando una combinazione di diversi mezzi non militari (propaganda, pressione diplomatica, politica ed economica, intelligence e, in ultima analisi, attività diversive o armate)». In particolare, contro la Repubblica Slovacca, in quanto stato membro dell’UE e della NATO, sono state registrate «campagne di influenza di potenze straniere volte a indebolire la coesione politica di entrambi i gruppi di integrazione al fine di sovvertire la loro unità, capacità di azione e difesa». Il principale perimetro di azione è stato quello dell’ «influenza delle élite, della comunità professionale e della popolazione al fine di creare sfiducia in queste organizzazioni internazionali [UE e NATO, ndr] e mettere in discussione la volontà degli alleati di adempiere all’obbligo di solidarietà derivante dall’appartenenza a queste organizzazioni».
L’opera di screditamento di UE e NATO è stata svolta in modo più intenso «da fonti russe (media ufficiali, istituzioni statali, think tank, esperti)», i cui messaggi sono stati «successivamente ripresi da media e organizzazioni di orientamento simile nei paesi europei. I principali divulgatori di narrazioni filo-russe nella Repubblica Slovacca erano organizzazioni e gruppi civici filo-russi sui social network, mezzi di informazione russi, comprese le loro filiali estere, e media alternativi». Come già in passato, «la propaganda russa ha fortemente abusato dei simpatizzanti filo-russi, che hanno ripreso acriticamente e diffuso ulteriormente questi contenuti sulla base delle proprie convinzioni».
Le influenze registrate dalla Cina erano «principalmente legate alla richiesta di una stretta aderenza alla politica di una sola Cina», anche attraverso membri «della diaspora cinese e dei media locali per scopi di propaganda», attività per le quali è stata notata una stretta connessione con i servizi di intelligence cinesi» e il Partito comunista cinese, che «utilizza una vasta gamma di organizzazioni per le sue operazioni all’estero» con lo scopo di «creare un’immagine positiva della Cina e della sua classe politica, nonché di influenzare attivamente l’opinione pubblica e professionale nei paesi in cui la leadership comunista cinese ha interessi politici, economici o di sicurezza».
(La Redazione)
Illustr. BS

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