Progetto per salvare la più grande riserva di acqua potabile sotterranea della Slovacchia

Un progetto importante per il futuro dell’ambiente e della salute dei cittadini potrebbe essere realizzato anche grazie a fondi dell’UE. È quello per la salvaguardia di Žitný ostrov, l’isola fluviale più grande d’Europa.

A sostenerlo è Anna Zemanová deputata di SaS e membro del Comitato per l’agricoltura e l’ambiente, che da anni si batte per la tutela della più grande riserva di acqua potabile sotterranea della Slovacchia e dell’Europa centrale, minacciata dalla contaminazione. “In un’epoca di cambiamenti climatici e lunghi periodi di siccità, queste riserve sono la ricchezza strategica del Paese che dobbiamo preservare”, si legge nella pagina web dedicata all’iniziativa.

Nell’ambito del progetto, lanciato nel mese di giugno, sono state presentate 30 proposte per evitare l’inquinamento delle acque sotterranee di Žitný ostrov. Le idee sono arrivate non solo da esperti in materia, ma anche dai sindaci dei comuni direttamente colpiti dalla contaminazione dell’acqua potabile e dai cittadini.

Il nemico da combattere è l’atrazina, un erbicida caratterizzato da un alto grado di persistenza ambientale. La sua combinazione con i colloidi del terreno, specialmente quelli organici, provoca un rilascio continuato di principio attivo che dal terreno filtra nelle acque. Un nemico subdolo, che non altera l’aspetto e l’odore dell’acqua che beviamo ogni giorno, ma può causare gravi danni alla salute.

Zemanová ha sottolineato che la gravità del problema risulta amplificata anche dal fatto che non si conosce con esattezza la provenienza della sostanza tossica (peraltro proibita nellUE dal 2008), forse da una discarica illegale o da un pozzo in cui sarebbe stata versata.

Žitný ostrov si estende su una superficie di di 1.886 km² lungo la riva sinistra del Danubio, tra Bratislava e Komárno. Costituita da ricchi sedimenti alluvionali depositati dal fiume, è conosciuta come “isola della segale”, per la presenza di coltivazioni di grano e segale appunto. Prima del 1918 faceva parte del Regno d’Ungheria ed era chiamata Čalokez, adattamento dell’ungherese Csallóköz.

(Paola Ferraris)

Foto: Plepo CC0
Anna Zemanová (Fb)

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