Green economy, digitalizzazione e ferrovie tra le priorità del Recovery plan slovacco

Il pacchetto di 6 miliardi fornito dalla UE nell’ambito del piano di ripresa dell’UE (il Next Generation EU) dalla crisi provocata dalla pandemia di Covid-19 dovrebbe essere utilizzato dalla Slovacchia per sostenere l’economia verde, la digitalizzazione, i progetti ecologici e lo sviluppo di infrastrutture come ferrovie o tangenziali attorno alle città più piccole. È di questa opinione  un gruppo di quattro politici in rappresentanza dei quattro partiti al governo che hanno partecipato alla quattordicesima Conferenza dell’Europa centrale sull’energia (PECO) che si è svolta a Bratislava lunedì: la vicepremier Veronika Remišová (Za ludi), il ministro dell’Ambiente Ján Budaj (OLaNO), il ministro dei Trasporti Andrej Doležal (Sme Rodina) e il vice ministro dell’Economia Karol Galek (SaS).

Le priorità della Slovacchia negli investimenti da fare subito con il fondo di ripartenza dovrebbero focalizzarsi, hanno affermato i quattro in conferenza stampa, soprattutto sulla protezione dell’aria e dell’acqua, sulla riforma della gestione dei rifiuti, sui progetti legati al clima e l’efficientamento energetico degli edifici. Inoltre, ci sono i temi dei progetti verdi e della digitalizzazione, che sono cari alla Commissione europea che sollecita l’indirizzo.

Secondo il ministro dei Trasporti, una parte sostanziale dei soldi potrebbe finire nel rinnovo degli edifici o del trasporto ferroviario. Ma anche verso i piccoli produttori di elettricità, per i quali si può aumentare l’accesso alla rete elettrica: la Slovacchia deve soddisfare entro il 203o l’obiettivo di arrivare a una quota del 19,2% di energia da fonti rinnovabili.

La condizione della Commissione europea per erogare i fondi è che i paesi assorbano almeno il 70% del denaro entro il 2023. Questo potrebbe essere un problema per la Slovacchia in quanto sarà difficile finanziare progetti infrastrutturali di ampio respiro e si dovranno combinare anche erogazioni dai fondi strutturali e dal bilancio statale. Se l’UE non dovesse concedere deroghe, il denaro del piano di ripresa verrebbe utilizzato per investimenti a più breve termine, ha detto Doležal.

(Red)

Foto pixabay CC0

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