Matovič: possibile una nuova dichiarazione di stato di emergenza

È probabile che la Slovacchia dichiari nuovamente lo stato di emergenza per l’epidemia di COVID-19, ha annunciato lunedì il primo ministro Igor Matovič.

La lunga riunione di ieri del consiglio centrale di crisi ha portato ad alcune decisioni di nuove limitazioni per fermare la crescita dei contagi delle ultime settimane. La cosa più rilevante tra le questioni affrontate è stata la raccomandazione al governo di dichiarare nuovamente lo stato di emergenza. Una proposta con questo obiettivo sarà discussa al consiglio dei ministri di domani 30 settembre, ed ha buone probabilità di venire approvata. Lo ha annunciato ieri il primo ministro Igor Matovič, che ha avvertito che si tratterà di uno stato di emergenza «generale, e non solo per il settore sanitario», come avvenuto durante la prima ondata dell’epidemia. Fu dichiarato dal governo di Peter Pellegrini il 16 marzo ed è durato fino al 14 giugno, quando fu revocato dal nuovo esecutivo di Matovič. Non è invece mai stata revocata la dichiarazione della situazione di emergenza dichiarata l’11 marzo.

Secondo il premier, lo stato di emergenza è necessario perché «nessuno può prevedere come si svilupperà la situazione relativa al coronavirus». Egli si è detto particolarmente preoccupato per la situazione negli ospedali e nelle case di riposo.

Secondo la Costituzione, è possibile dichiarare lo stato di emergenza per un massimo di 90 giorni, e il governo può farlo solo se sono in pericolo la vita e la salute delle persone. In questo periodo possono essere limitati nella misura necessaria e per il periodo necessario i diritti civili e le libertà fondamentali dei cittadini.

Il direttore sanitario della Slovacchia Ján Mikas pensa che «la pandemia in Slovacchia sta tornando a crescere», e se è comprensibile che gran parte delle persone siano già stanche di quanto vissuto in questi mesi e avverse ad accettare nuove misure, «il nostro obiettivo è proteggere la salute delle persone, per avere il minor numero possibile di ricoverati e malati e, soprattutto, scongiurare i decessi. Facciamo tutto con questo obiettivo e cerchiamo di regolare ragionevolmente le attività rischiose». Le cure per ora sono limitate e non è ancora disponibile un vaccino, quindi rispettare le misure e indossare la mascherina sono al momento «il cardine della protezione della nostra salute».

A parere della vicepremier e ministro per gli investimenti Veronika Remisova, leader del quarto partito della coalizione Za ludi, ci sono tutti i requisiti legali per dichiarare lo stato di emergenza. Un passo di questo genere del resto faciliterebbe la distribuzione delle attrezzature mediche, oltre a permettere una migliore gestione della crisi del sistema sanitario e sociale, ha detto.

Contrario invece Richard Sulík, leader dei liberali (SaS), vicepremier e ministro dell’Economia, che vorrebbe limitare l’emergenza al solo settore sanitario. Vedremo gli argomenti e «prenderemo una decisione responsabile di conseguenza». Intervenendo ieri a un programma radiofonico, Sulík ha detto che ormai c’è una certa esperienza dopo la prima ondata di infezioni, e si dovrebbe evitare in ogni modo un nuovo lockdown e la chiusura delle aziende. «Quando abbiamo chiuso tutto e lasciati aperti solo i negozi di alimentari, la gente si è riversata a comprare cibo e tuttavia commesse e cassiere non si sono infettate», ha sottolineato, cercando di spiegare che non è chiudendo le attività economiche che si può limitare il contagio.

Ieri sera, con un discorso sull’emittente televisiva statale RTVS, la presidente Zuzana Čaputová ha chiesto ai cittadini di indossare la mascherina laddove necessario, di mantenere le distanze e di utilizzare i disinfettanti. Čaputová ha invitato tutti alla solidarietà, alla responsabilità e a non sottovalutare la situazione. E ha rivolto al governo l’invito ad agire in modo che la popolazione sia convinta che lo Stato stia facendo tutto il necessario per combattere la pandemia.

(La Redazione)

Foto Minv.sk

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