
Di fronte al preoccupante aumento di contagi nella Repubblica Ceca, il primo ministro Andrej Babiš ha recitato il mea culpa. Lunedì 21 settembre ha dichiarato in un discorso televisivo che il suo governo ha commesso un grave errore allentando durante l’estate le restrizioni volte a contenere il coronavirus.
Un errore largamente condiviso a livello europeo e sfociato in migliaia di nuovi casi di infezione soprattutto in Francia e Spagna. In Gran Bretagna si rischiano 49.000 contagi entro il 10 di ottobre e 200 morti al giorno entro la metà di novembre se non si rispetteranno rigorosamente le misure igienico-sanitarie.
“Anche io mi sono lasciato trasportare dall’estate in arrivo e dall’umore generale. È stato un errore che non voglio ripetere”, ha detto il primo ministro ceco. Mentre durante il picco della pandemia in primavera il governo aveva reso obbligatorio l’uso della mascherina all’aperto, la maggior parte delle misure è stata revocata il 1° luglio, prima delle vacanze estive. E l’allentamento è stato maggiore in Repubblica Ceca rispetto ad altri Paesi europei, con l’abolizione dell’obbligo di indossare la mascherina.
In agosto è arrivata la seconda ondata di coronavirus: in sole tre settimane i casi totali sono raddoppiati. Lo scorso giovedì la Repubblica Ceca ha registrato 3.130 casi di coronavirus, un numero record che corrisponde quasi al totale dei casi dell’intero mese di marzo. (Va comunque osservato che all’epoca veniva effettuata una quantita di test minore). Lunedì, sono stati superati i 50.000 casi totali, rispetto ai 24.618 della fine di agosto. Inoltre, il numero “R” di riproduzione, che misura quante persone potrebbero essere infettate da una persona portatrice del virus, ha raggiunto 1,62. Si tratta di un livello preoccupante perché superiore alla soglia di attenzione fissata ad 1.
Ora il Paese si trova al secondo posto nell’UE dopo la Spagna in termini di crescita giornaliera dei casi ogni 100.000 abitanti, ha dichiarato il ministro dell’Interno Jan Hamáček. “La situazione è grave. Gli esperti dicono che se superiamo le 120.000 nuove infezioni al mese, inizieremo a rimanere a corto di letti ospedalieri. Faremo del nostro meglio per impedirlo”, ha aggiunto.
Di fronte alle crescenti critiche, lunedì il ministro della Sanità, l’avvocato Adam Vojtěch, ha annunciato le proprie dimissioni. Secondo alcuni politici dell’opposizione, tuttavia, Vojtěch sarebbe soltanto il capro espiatorio di un governo che si è dimostrato incoerente nella gestione della crisi epidemiologica.

Al posto del ministro dimissionario Babiš ha assunto immediatamente l’epidemiologo Roman Prymula (nella foto sopra), che ha collaborato al coordinamento delle misure del governo per contenere la trasmissione del virus e ora avrà il compito di gestire la crisi pandemica.
Il nuovo ministro della Salute ha dichiarato che sono all’esame nuove misure restrittive, come la soppressione di eventi di massa, la chiusura di pub e bar alle 22:00 e l’introduzione dell’istruzione a distanza nelle scuole primarie delle aree più colpite dall’infezione.
L’aumento dei contagi preoccupa non solo a livello sanitario con oltre 500 morti, ricoveri ospedalieri quasi triplicati e rischio di non disporre di sufficienti posti letto e personale ospedaliero in caso di una diffusione incontrollata del virus. A questo proposito, Prymula ha avvertito che i casi giornalieri potrebbero triplicarsi fino a ad arrivare a 6.000-8.000.
Entrano in gioco anche fattori politici ed economici. Tra poco i cechi saranno chiamati alle urne per le elezioni regionali. Lunedì la corona ceca ha toccato il suo minimo negli ultimi quattro mesi rispetto all’euro (27.225), con un calo di oltre l’1%. Mercati in fibrillazione anche per le possibili ripercussioni di nuove misure più rigorose su un’economia che ha già subito una contrazione record dell’11% su base annua nel secondo trimestre di quest’anno.
Proprio per evitare il blocco di aziende e attività commerciali, Babiš ha ribadito nel suo discorso televisivo che il governo punta soprattutto sul senso di responsabilità dei cittadini, invitati caldamente ad attenersi alle misure anticovid e ad indossare la mascherina. “Ho sentito dire che, non indossando la mascherina, alcuni cittadini vogliono protestare contro il governo e le misure del governo. Ma vorrei dire a queste persone: non portate le mascherine per Babiš, Vojtěch, Prymula, ma per i vostri genitori e nonni, per i vostri cari, per i vostri amici e conoscenti”, ha detto il premier, sottolineando che il virus rappresenta una grave minaccia, soprattutto per alcune categorie di persone. “Sono gli anziani e i malati che dobbiamo proteggere”, ha aggiunto.
“La mascherina non minaccia la libertà e la democrazia. Ma non indossarla minaccia la vita.”
I partiti di opposizione considerano il discorso di Babiš come pura propaganda politica in vista delle prossime elezioni, dal momento che il premier non ha detto nulla di incsivo o di nuovo e non ha presentato alcun piano concreto su come intende superare la crisi pandemica. Babiš ha riconosciuto il suo errore, ma le conseguenze saranno ora affrontate da tutti i cittadini, sostengono le opposizioni.
(Paola Ferraris)
Foto: Andrej Babiš (Fb)
Czech Embassy New Delhi (Fb)

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