Coronavirus, la Repubblica Ceca dichiarata paese “a rischio”

La Repubblica Ceca sarà inserita nella lista dei paesi “a rischio” per quanto riguarda gli ingressi in Slovacchia, a ragione del grande aumento giornaliero di persone infette degli ultimi giorni. L’annuncio del ministero della Salute viene dopo la riunione di lunedì del comitato di crisi centrale, e la novità entrerà in vigore a partire da venerdì 18 settembre: da quella data coloro che viaggiano in Slovacchia proveniendo dalla Repubblica Ceca dovranno presentare un risultato negativo per il test Covid-19 non più vecchio di 72 ore, oppure entrare in quarantena domiciliare per essere testati non prima del 5° giorno dopo l’arrivo.

Sono esentati da queste norme solo coloro che vivono in un’area di 30 km dal confine ceco-slovacco e si spostano regolarmente per lavoro o studio, nonché chi è in transito e lascia il paese entro 24 ore e chi ha uno status speciale, come il personale diplomatico, militare e medico, le badanti, i conducenti e il personale di bordo dei mezzi pubblici come treni, aerei e autobus, e degli automezzi per il trasporto merci.

L’opzione di presentare un risultato negativo del tampone sarà una alternativa alla quarantena disponibile anche per i viaggiatori di tutti gli stati membri dell’UE che sono nell’elenco della Slovacchia dei paesi “a rischio”, vale a dire Romania, Francia, Paesi Bassi, Malta, Belgio, Spagna, Croazia, Lussemburgo, Portogallo. Tuttavia, Belgio, Paesi Bassi e Portogallo sono in lista d’attesa per essere promossi nell’elenco a minor rischio.

Al contrario, Svezia, Bulgaria e Canada verranno inseriti nell’elenco dei paesi “sicuri”. Austria e Ungheria per il momento rimangono nella categoria “verde”, ma saranno attentamente valutati a breve viste le previsioni non favorevoli, mentre nei prossimi giorni si deciderà cosa fare con il confine con l’Ucraina, che è attualmente chiuso. Da quel paese nelle scorse settimane sono arrivate numerosi lavoratori che si sono rivelati positivi al virus.

I viaggiatori in Slovacchia devono rispettare una serie di regole a seconda dei paesi che hanno visitato nelle due settimane prevedenti al loro arrivo in Slovacchia. Le multe per gli inadempienti arrivano fino a 5.000 euro.

Il comitato di crisi ha anche deciso di confermare a 500 persone il limite massimo di pubblico agli eventi culturali e sportivi al coperto, e di 1.000 persone per gli eventi all’aperto. Questi valori massimi includono il solo pubblico, ne sono esclusi artisti, giocatori o personale addetto. Vigono tuttavia norme differenziate per distretti considerati “rossi”, dove gli spettatori dovranno sedere ogni quarta fila, mentre nei distretti verdi siederanno in ogni seconda fila. Rimangono vietati dagli eventi suddetti i rinfreschi e servizi di catering.

(Red)

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