Domani 15 settembre è la Festa nazionale della Vergine dei Sette Dolori

Il tradizionale pellegrinaggio nazionale per la patrona della Slovacchia – la Vergine Maria dei Sette Dolori – che si svolge a Šaštín ogni anno il 15 settembre, quest’anno a causa dell’emergenza coronavirus non potrà avere il solito carattere popolare, con migliaia e migliaia di pellegrini.

La Conferenza episcopale slovacca ha informato che per rispettare le restrizioni in vigore per gli eventi di massa sarà possibile la presenza solo dei prelati e un numero molto ristretto di persone. Il pellegrinaggio nazionale si svolge generalmente per quasi una intera settimana, con celebrazioni eucaristiche e catechesi su diversi temi dell’universo cristiano.

«Purtroppo, la situazione associata alla diffusione del virus COVID19 ha influito anche sui festeggiamenti della nostra Madonna dei Sette Dolori. In base alla decisione della Conferenza episcopale, quest’anno tutti i pellegrinaggi, e quindi anche il pellegrinaggio alla Vergine Maria dei Sette Dolori a Šaštín, saranno svolti soltanto a livello parrocchiale». Così recita un comunicato dei paolini che gestiscono la basilica di Šaštín, pubblicato anche sul sito bazilika.sk, in cui si chiede ai fedeli il rispetto delle normative anticoronavirus, ricordato anche sulla pagina in questione.

In genere, ogni anno sono più di 20.000 i fedeli che visitano Šaštín durante i giorni del pellegrinaggio nazionale, che culmina con la festa del 15 settembre. Nell’anno giubilare 2014 della Vergine dei Sette Dolori si è raggiunta la cifra di 50.000 pellegrini.

Chiusura di negozi e attività
Si ricorda che, in quanto festa nazionale religiosa e civile, domani oltre a uffici e aziende, anche la gran parte dei negozi saranno chiusi.


La storia del pellegrinaggio e della basilica di Šaštín

Il pellegrinaggio viene organizzato ufficialmente dal 1732, cioè da quando la statua della vergine fu dichiarata misericordiosa. Ma l’origine della devozione mariana a Šaštín risale al XVI secolo, quando una statua della Madonna dei Sette Dolori fu collocata in una cappella a un crocicchio nel 1564. Secondo la vulgata, fu Angelika Bakičová, moglie del conte Imrich Czobor, signore del territorio di Šaštín, fece fare una statua della Mater Dolorosa per chiedere l’intercessione della Madonna nel far sì che il conte, uomo soggetto a scatti d’ira, diventasse un marito migliore.

La statua è un’opera tardogotica in legno di pero, proveniente dall’area danubiana, di autore sconosciuto. È una pietà alta 42 centimetri che rappresenta la Madonna sofferente che tiene il corpo martirizzato di Gesù sulle ginocchia. A causa del pericolo di costanti invasioni turche, la statua fu portata in un vicino castello nel 1654, prima di essere riportata nella cappella nel 1710. Nel 1694 il palatino ungherese Pavol Esterházy fece decorare la statua con una corona d’oro.

A seguito di numerose presunte guarigioni miracolose, la statua fu esaminata nel 1710 prima di essere riconosciuta come miracolosa nel 1732 dall’arcivescovo di Strigonio Imre Esterházy, che decretò come fondati 726 casi miracolosi.

Nel 1736 si iniziò la costruzione della chiesa secondo un progetto di Matej Vépy. Completata nel 1748, e tre anni dopo anche l’annesso convento dei paolini, fu decorata dal pittore Jean Joseph Chamant nel 1757. Franz Anton Hillebrandt diresse negli anni successivi ulteriori lavori di decorazione interna della chiesa, costruì l’altare maggiore tardobarocco in marmo rosso e fece l’intera facciata. La costruzione fu finanziata con collette della popolazione e con il contributo di Maria Teresa.

Il 12 agosto 1762 l’arcivescovo di Strigonio Ferenc Barkóczy consacrò la chiesa alla presenza di Maria Teresa e del marito, l’imperatore Francesco I di Lorena, oltre a numerosi rappresentanti del clero e migliaia di fedeli. Il 15 agosto la statua della Madonna fu solennemente collocata sull’altar maggiore. Nel 1765 furono benedette le campane e nel 1771 la chiesa fu dotata di un grande organo e furono costruiti gli altari laterali, tutti di marmo tranne uno, con pale di Ján Lukáš Kracker.

Nel 1786 il nuovo Giuseppe II d’Asburgo-Lorena, nell’ambito della sua politica giuseppinista, soppresse l’Ordine di San Paolo primo eremita, fondato all’inizio del secolo XIII in Ungheria. I religiosi partirono per la Polonia, mentre la chiesa passò all’amministrazione della locale parrocchia, che decise allora di chiudere l’antica chiesa parrocchiale di Šaštín.

Nel 1864 in occasione del terzo centenario della venerazione della statua furono eretti i due campanili. Il 26 giugno il cardinale Ján Krstiteľ Scitovský, arcivescovo di Strigonio, incoronò solennemente la statua della Madonna, con una corona d’oro che era stata benedetta da papa Pio IX, di fronte a trecento sacerdoti e a 120.000 fedeli.

Nel 1914, durante la Prima guerra mondiale, le campane furono requisite e fuse. Saranno ricollocate solo nel 1926. Nel frattempo, nel 1924, per decisione dell’amministratore apostolico di Trnava Pavol Jantausch, la chiesa fu affidata ai salesiani, che riaprirono anche la vecchia chiesa parrocchiale.

Il 22 aprile 1927 con il decreto Celebre apud Slovachiae gentem papa Pio XI dichiarò la Beata Vergine Maria dei Sette Dolori patrona principale della Slovacchia. Il 22 maggio fu dato il solenne annuncio nella basilica, alla presenza di tre vescovi e 40.000 fedeli. Negli anni successivi furono decine le chiese in Slovacchia che vennero intitolate alla patrona. L’anno successivo fu benedetta la grande campana nazionale, del peso di 4.745 kg.

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Bazilika_%C5%A0a%C5%A1t%C3%ADn-Str%C3%A1%C5%BEe_17_Slovakia38.jpg
Foto Jozef Kotulič cc by sa

Dal 1941 al 1943 l’edificio fu oggetto di un restauro e l’organo fu ingrandito. Il 14 aprile 1950 i salesiani furono estromessi dalla chiesa con la violenza dal regime comunista e subentrarono loro i preti diocesani. I salesiani torneranno a partire dal 1968.

La chiesa fu dichiarata basilica minore il 23 novembre 1964, nel quattrocentesimo anniversario della statua, con il breve Quam pulchra di papa Paolo VI.

Nel 1987 la basilica e l’intero complesso furono sottoposti a un completo restauro, che si protrarrà fino al 2005. Nel 1995 ricevette la visita di papa Giovanni Paolo II, durante il suo secondo viaggio in Slovacchia nel 1995.

La basilica è stata dichiarata anche meta di pellegrinaggio dell’eparchia di Bratislava della Chiesa greco-cattolica slovacca, che dal 2009 compie un pellegrinaggio annuale nel giorno della festa della Compassione della Madre di Dio, l’ultima festa mobile dopo la Pasqua.

Nel 2017, dopo 231 anni, la basilica è tornata all’Ordine di San Paolo primo eremita. La festa del 15 settembre è celebrata dai cattolici slovacchi a partire dal 1966. È Festa nazionale dal 1994.

(La Redazione, Wikipedia)

Foto Ľuboš Repta  uno  e due cc by sa
Peter Derer cc by, BronislavaD cc by sa
FB/BazilikaSedembolestnej
Jozef Kotulič cc by sa

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.