Un giudice su cinque ha un famigliare impiegato in giustizia, ma il fenomeno è in calo

Una analisi realizzata dalla ong Transparency International Slovensko (TIS) mostra come il fenomeno del nepotismo nel settore giudiziario stia lentamente cominciando a perdere terreno. Un segnale positivo. Tuttavia, un giudice su cinque ha ancora dei famigliari impiegati nei tribunali o al ministero della Giustizia.

TIS, che redige questa analisi dal 2012, quando l’allora ministro della Giustizia Lucia Žitňanská introdusse l’obbligo di rivelare le relazioni famigliari nella magistratura, è partita dai dati delle ultime dichiarazioni pubblicate sulle proprietà dei giudici, e ha visto che il numero di magistrati che ha relazioni con persone impiegate nel sistema giusdiziario è diminuito da 425 nel 2017 a 417 nel 2018 e 408 nel 2019. I giudici che hanno collegamenti con famigliari dipendenti di tribunali o presso il ministero erano 121 lo scorso anno, sette in meno rispetto al record del 2017.

Nel 2012 un giudice su cinque aveva un famigliare in magistratura, una percentuale aumentata negli anni seguenti fino al 2017, quando un terzo in più di giudici avevano congiunti o parenti nella magistratura in Slovacchia rispetto a cinque anni prima. Secondo Transparency International, il calo è in parte dovuto al pensionamento di alcuni giudici, e in parte alla riforma dei concorsi avvenuta nel 2017, che prevede una procedura di selezione a livello regionale, e non più per ogni singolo tribunale. Tra i 116 vincitori dei concorsi di giudice tra il 2017 e il 2019 solo venti (ovvero un sesto) avevano un parente in tribunale. TIS si aspetta che anche quest’anno il livello di legami familiari in magistratura continuerà a diminuire.

(Red)

Foto BrigitteBerninger CC0 (dett.)

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