Per la Slovacchia la peggiore recessione economica dal 1996

Dopo dieci anni di crescita continua dell’economia slovacca, i dati pubblicati dall’Istituto di Statistica confermano il forte calo del prodotto interno lordo, con una diminuzione del 12,1% su base annua.
Al netto degli effetti stagionali, il PIL è sceso dell’8,3% in termini reali rispetto al primo trimestre del 2020.

Si tratta di una flessione più marcata rispetto a quella osservata durante la recessione economica mondiale: nel 2009, infatti, il PIL era calato del 6%. Per trovare una situazione simile a quella attuale occorre risalire fino al 1996.
L’impatto della pandemia di coronavirus sull’economia slovacca si è fatto sentire nel secondo trimestre di quest’anno in quasi tutti i settori economici, ma in alcuni di essi ha comportato perdite di oltre il 20%. In particolare, il comparto industriale ha registrato un calo del 25,4%, e il crollo del 50% del settore automobilistico, pilastro dell’economia del Paese, ha avuto ripercussioni anche sul PIL nazionale.
Anche le attività collegate con l’intrattenimento e il tempo libero hanno subito una riduzione, fino al 22%. Dati negativi a due cifre anche nel settore delle costruzioni (-18,4%), del commercio, trasporti e stoccaggio, delle attività alberghiere e dei servizi di ristorazione (- 15,7%) e della informazione e comunicazione (- 14,8%).
Una tendenza opposta si osserva invece nelle attività finanziarie e assicurative, cresciute del 20,5%, e nelle attività immobiliari, che hanno registrato un incremento del 4,7%.

Con la contrazione delle attività economiche, anche la riscossione delle imposte sui prodotti ha subito una marcata flessione, che ha raggiunto il 12%. l’Ufficio di Statistica osserva come la flessione dell’economia sia il risultato di un indebolimento sia della domanda esterna che della domanda interna. La spesa per i consumi è diminuita del 5,7%: i consumi delle famiglie sono scesi del 4,2%, mentre quelli della pubblica amministrazione hanno registrato un calo di oltre il 10%. Solo nel settore dei servizi alle famiglie si osserva un aumento dell’8,4%.

(Paola Ferraris)

Foto: geralt CC0

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