Coronavirus, i sei mesi che hanno cambiato il mondo

Sono passati quasi sei mesi da quando, l’11 marzo scorso, l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato l’epidemia di Covid-19 una pandemia globale. Da quando abbiamo cominciato a contarli, i casi di coronavirus nel mondo hanno superato quota 25 milioni (di cui quasi 18 milioni di guariti e oltre sei milioni di attualmente positivi) e causato oltre 855mila morti. Nonostante i dati allarmanti in alcuni paesi anche dell’Unione europea, secondo l’Oms però la pandemia di coronavirus starebbe finalmente cominciando a dare segni di rallentamento, in particolare nel continente americano.

Nelle ultime tre settimane si sarebbero infatti registrati meno contagi in tutto il mondo, tranne che nel Sudest asiatico e nel Mediterraneo orientale. Soprattutto, secondo l’Oms, stanno significativamente calando i casi confermati negli Stati Uniti, al primo posto nel mondo per numero di contagi (quasi sei milioni) dall’inizio dell’epidemia. Stesso discorso per l’Africa, che ha avuto un calo dell’8,4% di casi e per l’Europa, con un calo minimo dello 0,9%. Ma mentre i paesi che hanno progressivamente allentato le misure restrittive si interrogano su come riprendere una ‘nuova normalità’ in attesa del vaccino (la riapertura delle scuole è al momento uno dei temi più dibattuti, e non solo in Italia), il timore di una recrudescenza dell’epidemia è un pensiero costante, che frena la ripresa economica e accresce gli interrogativi per il domani.

(ispionline.it)

Economia: danno collaterale?

L’effetto più immediato della pandemia, oltre a quello sul sistema sanitario, si è avuto sull’economia mondiale: bisogna tornare alla Grande depressione o gli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale per trovare un crollo paragonabile. Se gli Stati Uniti hanno registrato la peggiore contrazione economica di sempre, e sono ufficialmente entrati in recessione nel secondo semestre, anche Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Spagna hanno fatto registrare un crollo del Pil. E nell’Eurozona secondo le stime della Commissione europea per fine anno, la media è pari al -8,3% su base annua. Dati positivi arrivano invece dalla Cina: nel secondo trimestre, l’economia di Pechino è cresciuta del 3,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A causa del Covid, però, il Pil cinese aveva registrato una decrescita del 6,8% nel primo trimestre: un crollo dal quale il gigante asiatico sta provando a riprendersi.

Poveri e indifesi?

Con oltre 78mila contagiati è ancora l’India il paese che nelle ultime 24 ore ha fatto registrare il maggior incremento giornaliero di contagi. Seguono Usa e Brasile mentre in Sudamerica aumentano i contagi anche in Perù, Colombia e Argentina. In Europa, il primo paese è sempre la Francia. Ma se si analizzano i dati in proporzione alla popolazione, il quadro cambia: con oltre 800 contagi per milione di abitanti, sono Perù e Belgio a guidare la classifica, seguiti a distanza da Spagna (622), Regno Unito (611) e Cile (590). L’Italia è sesta in questa top 10, prima di Stati Uniti, Brasile e Messico.

[…continua]

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Foto CDC/Rawpixel CC0

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