OĽaNO propone di commemorare le vittime del comunismo il 24 giugno

Un gruppo di deputati del movimento OĽaNO stanno elaborando una proposta di legge per fare del 24 giugno la Giornata commemorativa delle vittime del regime comunista. Una data simbolica che vuole ricordare il 24 giugno 1954, quando il dissidente cattolico Silvester Krčméry, condannato dal tribunale militare di Trenčín a 14 anni di prigione per tradimento, disse ai giudici comunisti: «Voi avete il potere, ma noi abbiamo la verità!». Al contrario di altri, che sotto le percosse o la privazione del sonno avevano ceduto e ammesso di avere commesso quel che veniva loro addebitato, Krčméry rimase lucido e non ha mai confessato. Aveva 29 anni, e al suo processo fece un intervento che è rimasto nella storia del paese, esprimendo da un lato la sua impotenza di fronte a un tribunale ingiusto, e dall’altro la sua determinazione a non arrendersi.

Quando il regime comunista cecoslovacco dette il via alla repressione religiosa, Krčméry, che era stato partigiano nell’Insurrezione nazionale slovacca (SNP), è stato imprigionato nel 1951 e per tre anni ha vissuto in un regime di carcere duro e torture fino al processo. Ha scontato dieci anni in diverse prigioni e campi di lavoro. Dopo il ritorno dalla prigione, ha lavorato come medico a Podunajské Biskupice. Nel 1974 ha fondato, insieme ad altri, la Comunità Secolare di Fatima, che ha pubblicato letteratura samizdat, ha partecipato all’organizzazione di circoli ecclesiastici segreti e al contrabbando di letteratura religiosa in Slovacchia e nell’URSS. È stato tra gli organizzatori della nota Manifestazione delle candele del 1988, prima grande protesta popolare in Cecoslovacchia contro il regime comunista e grande episodio del dissenso cristiano, prodromo della caduta del regime l’anno successivo. František Mikloško, un altro dissidente cattolico e poi politico per due decenni, ha definito Krčméry un “pilastro della chiesa segreta” e una “leggenda vivente”. La polizia politica slovacca ŠtB (Štátna bezpečnosť / Sicurezza dello Stato) era convinta che fosse un sacerdote, o addirittura un vescovo della Chiesa clandestina. All’insistenza dei poliziotti durante un interrogatorio rispose: «Forse sono anche un papa segreto!». Il segretario personale di Giovanni Paolo II, il cardinale Stanislaw Dziwisz, disse una volta che «degli slovacchi che ricordo in particolare e al quale il Santo Padre era molto affezionato c’era Silvo, Silvo Krčméry». Silvester, Silvo, è morto a Bratislava nel 2013.

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Negli anni 1948-89 più di 70.000 persone innocenti furono condannate e imprigionate in Slovacchia. Molte di esse non furono mai rilasciate e morirono in prigione. Il regime ha eseguito condanne a morte ingiuste in almeno 50 casi, e più di 13.000 persone sono state costrette ai lavori forzati. Il regime comunista ha internato quasi 5.000 religiosi e religiose.

Il disegno di legge è stato presentato ieri da un gruppo di deputati di orientamento cristiano del movimento OĽaNO e membri dell’associazione civica Memoria storica, tra cui František Mikloško, Vladimir Palko, Ján Čarnogurský. Secondo Anna Záborská (Unione cristiana / OĽaNO), è arrivato il momento di riconoscere l’eroismo delle vittime del comunismo con una legislazione speciale e una propria giornata commemorativa.

(Red)

Nelle foto: registri della polizia segreta
ŠtB degli anni ’50 – upn.sk

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