Slovacco morto in Belgio nel 2018, solo ora emerge la brutalità della polizia

Un cittadino slovacco di 39 anni, Jozef Chovanec, è morto il 27 febbraio 2018 in Belgio in seguito a una colluttazione con la polizia all’aeroporto di Charleroi – Bruxelles Sud. Il 23 febbraio l’uomo aveva attraversato una barriera ed era salito su un aereo senza autorizzazione. Il passeggero aveva mostrato un comportamento aggressivo nei confronti dell’assistente di volo. I poliziotti sono intervenuti e lo hanno portato fuori dall’aereo e detenuto in una cella. Secondo il rapporto di polizia del tempo, l’uomo si era violentemente ferito, battendo ripetutamente la testa contro la porta della cella, e la polizia era intervenuta per placarlo. In seguito, Chovanec ebbe un infarto e fu trasportato in ospedale dove è caduto in coma, uno stato dal quale non si è più ripreso.

Questa la storia conosciuta finora. Ma una registrazione video ricavata dalla telecamera situata nella cella, pubblicata solo nei giorni scorsi dai media belgi, indica che prima dell’attacco di cuore erano accaduti fatti diversi da quelli dichiarati originariamente. Nel video si vedono cinque agenti di polizia seduti e inginocchiati sul petto dell’uomo, mentre una donna bionda in divisa fa il saluto nazista e i colleghi le rispondono ridendo. Un poliziotto è rimasto inginocchiato sulla schiena dello slovacco, che era stato avvolto in una coperta, per ben 16 minuti. Nel video integrale si vede che a un certo punto gli agenti lasciano l’uomo esanime, steso sul letto, con la maglietta sporca del sangue proveniente dalle ferite alla testa. I paramedici controllano il battito artetioso e gli fanno un massaggio cardiaco. Alla fine portano il corpo fuori dalla cella. Una visione per stomaci forti, che vi risparmiamo. Qui sotto mettiamo invece il servizio andato in onda su RTVS il 31 agosto, che riporta solo alcune delle scene dalla cella.

Belgický exminister vypovedal v prípade smrti Jozefa Chovanca

Belgický exminister vypovedal v prípade smrti Jozefa ChovancaBývalý belgický minister vnútra Jan Jambon niekoľko hodín vypovedal v belgickom parlamente. Ide o prípad smrti Slováka Jozefa Chovanca z februára 2018. Súčasný flámsky premiér vinu odmieta. Zodpovednosť za smrť Slováka v policajnej cele vylučuje aj vtedajšie vedenie polície.Martin Hílek

Uverejnil používateľ Správy RTVS Utorok 1. septembra 2020

La versione ufficiale del rapporto dice che il detenuto è stato rianimato e portato in ospedale, dove è caduto in coma ed è morto il 27 febbraio 2018. Ma secondo il quotidiano De Morgen, il medico legale sostiene che lo slovacco era morto per soffocamento la notte stessa, alle 5 e 3 minuti del 24 febbraio. Sul quotidiano Pravda si trova una storia dettagliata di come sarebbero andate le cose. Sembra chiaro che l’intervento brutale degli agenti di polizia belgi, e lo scarso interesse dei sanitari a salvare la vita dell’uomo (un’infermiera avrebbe detto che non sarebbe stata una grande perdita se fosse morto), abbiano avuto un ruolo decisivo nel decesso di Chovanec, sul quale pendono accuse di insabbiamento da parte delle autorità del Belgio, tra cui un rapporto di polizia falsificato e parziale, o il fatto che un procuratore avesse visionato il filmato ma non abbia fatto nulla, cose che hanno permesso di tenere nascosto il caso per ben due anni e mezzo.

La questione ha sollevato in Slovacchia un vespaio di polemiche e richieste di giustizia. Il parlamento slovacco ha approvato mercoledì una risoluzione con la quale esprime rammarico e preoccupazione per la morte dello slovacco e ha condannato l’azione inappropriata delle autorità belghe. Nel documento, i deputati danno mandato al governo slovacco di pretendere dalle autorità belghe, usando tutti i mezzi diplomatici e legali, un’indagine adeguata sull’incidente e l’attribuzione delle responsabilità penali e disciplinari degli agenti di polizia belgi. La risoluzione è stata presentata in aula dal presidente del Parlamento Boris Kollár (Sme Rodina) e, in un raro atto bipartisan, dai suoi quattro vice Gábor Grendel (OĽaNO), Juraj Šeliga (Za ľudí), Milan Laurenčík (Libertà e Solidarietà / SaS) e Peter Pellegrini (Indipendente). Nella risoluzione il Parlamento ha protestato contro il ritardo ingiustificato delle indagini e l’occultamento delle prove.

Il 2 settembre anche nove eurodeputati slovacchi hanno firmato un appello, indirizzato al commissario generale della polizia federale belga Marc De Mesmaeker, con cui si chiede che la polizia belga spieghi le circostanze della morte del cittadino slovacco Jozef Chovanec. Dalle prove trapelate al pubblico negli ultimi giorni, ha detto all’agenzia Tasr il deputato europeo Ivan Stefanec (KDH), promotore della lettera, «mostrano chiaramente che la polizia belga ha oltrepassato i propri poteri quando ha arrestato Jozef Chovanec. I loro agenti hanno maltrattato il cittadino slovacco e hanno contribuito alla sua morte».

Il ministro degli Affari esteri ed europei Ivan Korčok ha convocato al ministero l’ambasciatore del Belgio Ghislain D’Hoop, cui ha trasmesso il contenuto della risoluzione del Parlamento slovacco, e in particolare la richiesta di una una pronta indagine sul caso nonché la massima cooperazione da parte delle autorità belghe nelle sue comunicazioni con le autorità slovacche. Gli sono anche state comunicate le istanze avanzate dalla presidente Zuzana Čaputová e dal governo slovacco nell’esigere indagini complete il prima possibile oltre alla certezza che i responsabili siano assicurati alla giustizia. Secondo il ministro, l’ambasciatore belga ha accolto pienamente e con rispetto le richieste della Slovacchia, ribadendo le scuse ufficiali del suo governo.

Mercoledì Korčok aveva detto inoltre di accogliere con favore la pressione esercitata dalla società e dai politici belgi in relazione alla morte dello slovacco, e che sui fatti sono state ordinate due relazioni di esperti indipendenti. Ovviamente noi non possiamo prendere parte alle indagini, ha dichiarato il ministro, ma «abbiamo inviato una richiesta di comunicazione di partenariato in modo da conoscere ogni passo delle indagini in corso».

(Red)

Foto FB/Jozef Chovanec
Altre foto: frame da video Pravda

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