Austria, Repubblica Ceca e Slovacchia non chiuderanno i propri confini

La chiusura delle frontiere tra Austria, Repubblica Ceca e Slovacchia non sarebbe auspicabile, hanno concordato i tre capi dei parlamenti dei rispettivi paesi. Il presidente del Parlamento slovacco Boris Kollár, il ceco Radek Vondráček e l’austriaco Wolfgang Sobotka si sono incontrati domenica nel formato Austerlitz (o Slavkov) al castello di Grafenegg in Bassa Austria.

Kollár ha osservato che i tre paesi avevano introdotto misure simili per contenere la diffusione del COVID-19, e che a suo avviso la soluzione sta nel rispetto meticoloso delle misure igieniche e non nel soffocare l’economia. I tre paesi aspirano a mantenere le loro economie attive, e anche se si prevede che la seconda ondata dell’epidemia sarà più forte, non c’è motivo di preoccuparsi, ha detto Kollar, sottolineando che la Slovacchia è pronta a combattere il coronavirus anche per una eventuale seconda ondata. L’importante è non soccombere alla paura. «La priorità dovrebbe essere la prudenza e la responsabilità, così come la salute dei cittadini», e «chiudere le frontiere dovrebbe essere l’ultima cosa da fare», ha dichiarato Kollár, ricordando poi che «La cooperazione trilaterale tra Austria, Repubblica Ceca e Slovacchia è molto importante per noi, e ha un grande potenziale di ulteriore sviluppo. La cooperazione con i vicini della regione è la chiave per una politica estera di successo».

Uverejnil používateľ Boris Kollar Nedeľa 30. augusta 2020

Il capo del parlamento austriaco, Wolfgang Sobotka, ritiene che tutti i paesi europei debbano marciare di pari passo e coordinare da vicino le loro risposte nella lotta contro l’epidemia. «Non vediamo la chiusura delle frontiere come una buona idea. Siamo contenti di avere Schengen e le frontiere al suo interno dovrebbero rimanere aperte. Dovremmo chiuderle solo in caso di minaccia e pericolo estremamente gravi e non è così al momento», ha detto.

Da parte sua Vondráček, presidente del parlamento ceco, ha elogiato Bratislava per i migliori dati epidemiologici in Europa nel corso dell’epidemia, e ha detto che ormai la Repubblica ceca ha familiarità ed esperienza con il virus e «Il nostro sistema sanitario è preparato. Ciò che ci interessa di più ora è quello che accadrà quando i bambini torneranno a scuola». A meno che non accada qualcosa di straordinario, la Repubblica Ceca non chiuderà i suoi confini, ha sottolineato.

Al contrario di questi tre paesi, l’Ungheria da domani 1 settembre chiuderà i propri valichi di frontiera per un mese.

(La Redazione)

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