Regione dell’Alto Nitra, arrivano i primi progetti di investimento

Nuove tecnologie andranno a sostituire nei prossimi anni le attività di estrazione del carbone nella regione dell’Alto Nitra. Un piano di trasformazione dell’economia della regione, che per decenni è stata basata principalmente sull’industria estrattiva, e che ancora fino al 2023 riceverà sussidi dal governo, prevede una importante riconversione verso industrie e professioni più pulite. Il governo ha approvato lo scorso anno un piano d’azione per convertire il tessuto economico locale e garantito miliardi di euro di investimenti, oltre alla riqualificazione di migliaia di lavoratori oggi impiegati nella filiera dell’industria carbonifera.

Diversi investitori sarebbero pronti a creare nuove imprese per decine di milioni di euro. Tra i progetti in via di definizione ci sono fabbriche di carri ferroviari e di riciclaggio di pneumatici, o perforazioni geologiche. Sette progetti hanno passato la prima fase di esame, tre dei quali sono stati presentati dalla compagnia mineraria Hornonitrianske Bane Prievidza (HBP), che è il maggiore datore di lavoro dell’area. Il più grande piano di investimenti, che potrebbe valere 100 milioni di euro, riguarda una produzione innovativa di telai per vagorni ferroviari, da realizzarsi in collaborazione con il produttore di vagoni merci Tatravagonka. Segue un secondo progetto per la riparazione di carri merci e un investimento di 7 milioni per la produzione di elettricità e calore usando il metano come fonte energetica.

In giugno la Commissione europea ha approvato un sussidio di 9,6 milioni di euro del governo slovacco, cofinanziato dai Fondi strutturali dell’UE, per la chiusura della sedi di Handlova e Novaky della società Hornonitrianske Bane Prievidza entro il 2023. In base alle norme dell’UE sugli aiuti di Stato, Bruxelles ha approvato l’aiuto che ha lo scopo di facilitare il processo di disattivazione e sostenere i dipendenti che perdono il lavoro. I fondi copriranno in particolare la spesa corrispondente al salario medio di questi dipendenti, che per sei mesi potranno partecipare al programma di riqualificazione che consentirà loro di trovare un nuovo lavoro. Si tratta di almeno 1.700 minatori.

I quattro pilastri della transizione dall’industria del carbone in Horná Nitra a una economia più pulita dovranno fare affidamento su buone connessioni di trasporto, sostegno alle innovazioni nel settore industriale e turistico, su una economia a basse emissioni di Co2, e sulla mitigazione degli impatti sulla vita dei lavoratori del settore estrattivo del carbone. La trasformazione della regione conterà in modo particolare sullo sviluppo dell’industria dell’energia, della chimica, della gomma e degli armamenti, nonché su agricoltura e turismo, dice il documento governativo. Nell’ambito energetico, si specifica che il produttore di energia elettrica Slovenské elektrárne (SE) dovrebbe terminare la combustione di lignite nella centrale elettrica di Nováky (ENO) nel 2023, passando al trattamento di rifiuti secondari, una soluzione che dovrebbe essere valutata da uno studio indipendente. Nel Piano d’azione passato lo scorso anno sono stati inclusi oltre 200 progetti per un valore indicativo di investimento di oltre 3,1 miliardi di euro (somma in cui si ricomprende la costruzione di strade a quattro corsie ad alto scorrimento di traffico). Si stima che questi investimenti creeranno 10.000 posti di lavoro.

Per favorire la riconversione della regione, come già successo negli anni scorsi per altri paesi, tra cui Germania e Polonia, la Slovacchia dovrebbe ricevere circa 160 milioni di euro tramite il cosiddetto Just Transition Fund (JTF) per progetti in direzione del passaggio a un’economia verde a basse emissioni.

(Red)

Foto interpolsk CC0

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