Espulsi tre “diplomatici” dell’Ambasciata di Russia in Slovacchia

A oltre un mese di distanza dall’emersione del caso di San Pietroburgo, arrivano le prime conseguenze. Il governo slovacco ha espulso tre diplomatici russi che avrebbero, con le loro azioni, violato le norme della Convenzione di Vienna. Il quotidiano Denník N ha scritto ieri che il ministero degli Esteri della Slovacchia ha invitato le tre persone, i cui nomi non sono stati divulgati, a lasciare il paese entro domenica 16 agosto. Già a fine 2018 la Slovacchia aveva espulso per attività di spionaggio un addetto militare russo, presumibilmente un agente dell’intelligence militare russa GRU.

Intanto il ministero evidenzia che è stato rilevato un abuso nel rilascio del visto presso il consolato generale slovacco a San Pietroburgo, configurando un grave crimine commesso sul territorio di uno stato membro della NATO e dell’UE. Un anno fa, nel luglio 2019, il personale del consolato ha concesso un visto di un anno a un cittadino russo, consentendogli l’ingresso nel territorio dell’Unione europea. L’uomo in questione, che si spacciava per tale Roman Davydov di 39 anni, identità che sarebbe stata falsa, è sospettato di essere coinvolto nell’omicidio di un richiedente asilo ceceno, cittadino georgiano, a Berlino. Le autorità tedesche hanno accusato dell’omicidio i servizi segreti della Federazione Russa.

Il ministro degli Esteri slovacco Ivan Korčok ha ordinato una ispezione al consolato di San Pietroburgo per scoprire l’emissione del documento è stata un errore, per quanto grave, o piuttosto una complicità dei diplomatici slovacchi con le autorità russe. Korčok vuole andare a fondo nella questione, visto che «Non è in gioco solo la nostra sicurezza, ma quella di tutta l’Europa», ha detto. Pare che siano falsi tutti i dati relativi all’identità del cittadino russo forniti per il visto. Nonostante questo, l’uomo ha ottenuto un permesso della durata di un anno per ingressi multipli nell’area Schengen.

Secondo Denník N al momento 45 diplomatici lavorano ufficialmente all’ambasciata russa in Slovacchia, oltre ad altri 30 impiegati che non sono nell’elenco dei diplomatici. Un numero, scrive il giornale, superiore al personale delle sedi diplomatiche a Bratislava di Usa e Cina. Una incongruenza simile si registra anche nella vicina Repubblica Ceca e lascia immaginare che una parte di essi – almeno un terzo secondo il giornale – si occupi in realtà di attività di spionaggio. In realtà lo spionaggio russo opera in questo modo in tutta Europa.

Il ministero degli Esteri slovacco sottolinea la volontà di sviluppare relazioni bilaterali con la Russia, che siano tuttavia conformi alla Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche. Il primo ministro Matovič ha reagito scrivendo su su Facebook che anche se i russi sono «i nostri fratelli slavi» e «la Russia è un partner commerciale importante per la Slovacchia, che è però uno stato sovrano e non una repubblica delle banane». A volte, è necessario tracciare una linea di confine.

Dopo la notizia dell’espulsione dei tre diplomatici russi dalla Slovacchia, il ministero degli Esteri di Mosca ha annunciato ritorsioni.

(Red)


Foto: Min. Esteri, Bratislava (MZV)
Sotto: Ambasciata russa, Bratislava

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