Oggi è la “Giornata delle rose bianche” per le vittime degli incidenti minerari

Oggi in Slovacchia è la “Giornata delle rose bianche” o Giornata delle vittime dei disastri minerari, una ricorrenza decisa dal Parlamento nazionale slovacco nel 2010. In questo giorno si commemorano oltre 470 vittime di incidenti minerari avvenuti nelle miniere nella regione dell’Alto Nitra, nella parte centro-occidentale del paese. Nella storia della Slovacchia si ricordano più di 300 tragedie minerarie che hanno avuto luogo qui.

Per tutta la giornata sulla strada principale della città di Handlová (regione di Trenčín) le persone possono ricordare le vittime posando una rosa bianca al locale monumento ai minatori.

Oggi la Slovacchia ricorda l’undicesimo anniversario di un’esplosione nella locale miniera di carbone che il 10 agosto 2009 causò la morte di 20 minatori e soccorritori nell’incendio e nella successiva grande esplosione che ne seguì in uno dei pozzi della miniera. Il fatto avvenne alle 8:30 nello stesso braccio dove un simile incidente era occorso nemmeno due mesi prima. Un fatto che toccò profondamente l’intera cittadinanza di Handlová (18.000 abitanti), dove quasi tutti conoscevano qualcuno che lavorava nella miniera.

Inizialmente una squadra di undici minatori del servizio di soccorso minerario venne inviata per estinguere l’incendio. Il loro compito era quello di ridurre la temperatura nella miniera e la concentrazione di ossigeno che aiutava la combustione aumentando il pericolo generale, raffreddando tutto con l’azoto. Insieme a loro, in una sezione a 330 metri di profondità e a circa 500 metri dal pozzo di risalita, c’erano altri nove minatori d’appoggio e altri nove sono nel corridoio fuori dal luogo dell’incendio.

Verso le 9:30 si registrò l’ultimo collegamento telefonico con i minatori nel pozzo, e poco dopo i gas infiammabili che si erano accumulati secondariamente a causa dell’incendio si attivarono. L’esplosione che ne derivò distrusse la miniera e uccise all’istante o entro pochi minuti la prima squadra e quella nella stessa sezione, risparmiando solo i 9 minatori d’appoggio che rimasero feriti e poterono essere estratti vivi. L’esplosione fu talmente forte che raggiunse i pozzi d’aria situati a diverse centinaia di metri di distanza, facendo crollare gran parte della rete di tunnel che componevano la miniera.

Le operazioni di soccorso, partite all’istante, recuperarono sei corpi a circa 65 metri dal presunto epicentro dell’esplosione. Anche 14 ore dopo l’esplosione le condizioni nella zona erano incompatibili con la vita, con livelli di biossido di carbonio così alti da non poter essere misurati. Durante le successive 24 ore vennero recuperati altri tre corpi. Entro il 12 agosto i soccorritori recuperano i corpi di 16 dei 20 deceduti. Il giorno i soccorritori tirarono fuori gli ultimi quattro cadaveri, sfidano temperature di 50 gradi e lavorando a visibilità prossima allo zero.

La relazione redatta dall’Ufficio distrettuale minerario di Prievidza stabilisce che il disastro minerario non è dovuto a fattori umani, né a carenze nell’organizzazione. Esso sarebbe invece stato causato da fattori imprevedibili che fanno parte del rischio inerente all’attività mineraria.

Quella di Handlová, come tutte le altre miniere di lignite della regione, è destinata a chiudere entro il 2024, quando il governo smetterò di sovvenzionare l’uso del carbone per la produzione elettrica. L’intera area e l’industria locale subiranno una profonda trasformazione verso una transizione verde, favorita da un piano di investimenti e fondi europei per la riconversione verso una industria pulita e sostenibile.

(Red, fonte portaledisastri.it)

Foto FB/Silvia Grúberová
KamilkMT cc by sa

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.