
L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo in Europa (OCSE) prevede uno scenario particolarmente nero nel 2020, e avverte che la pandemia COVID-19 causerà la peggiore recessione economica dalla seconda guerra mondiale. In questa prospettiva, il PIL slovacco dovrebbe crollare di oltre l’11% quest’anno, se nel paese dovesse registrarsi una seconda ondata di contagi. Un impatto simile a quello sofferto dall’intera area dell’Euro, mentre i paesi più colpiti in Europa saranno probabilmente: Francia, Italia e Regno Unito, con un calo del 14%.
Se invece la Slovacchia riesce ad evitare una seconda ondata, il PIL nazionale diminuirà “solo” del 9,3%. L’emergenza coronavirus lascerà in ogni caso un segno a lungo termine sulla domanda interna ed estera, e porterà a cambiamenti economici strutturali, secondo l’OCSE. La Slovacchia soffrirà in particolare della riduzione delle esportazioni, dovuta alla crisi dei rispettivi mercati in cui in particolar modo è fiorente l’industria automobilistica.

Il reddito reale pro capite, secondo le stime degli esperti dell’OCSE, potrebbe ridursi al livello del 2015, azzerando la crescita che il paese aveva registrato negli ultimi cinque anni. Nel frattempo il tasso di disoccupazione in Slovacchia aumenterà fino al 10%, e fino a 100.000 persone potrebbero perdere il lavoro, in particolare le classi più vulnerabili e ad alto rischio, come i lavoratori atipici stagionali, i commercianti, i lavoratori di comunità rom emarginate e i giovani. Categorie, avvisa l’OCSE, che necessiteranno di un’attenzione speciale da parte del governo e dell’introduzione di una rete di sicurezza sociale.
(La Redazione)
Foto Mediamodifier CC0

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