
È proseguito anche nel mese di giugno il calo dell’occupazione già visto nei mesi scorsi, causato dalla crisi economica provocata dalla pandemia Covid-19. Secondo i dati dell’Ufficio slovacco di Statistica sono stati i servizi di alloggio e ristorazione quelli più colpiti, settori che del resto hanno subito i maggiori contraccolpi anche negli altri paesi.
Nel mese di giugno 2010 l’occupazione è cresciuta solo nei servizi di informazione e comunicazione (+5,2% su base annua), mentre le contrazioni più significative si sono verificate nell’industria ricettiva (-18,1%) e nella ristorazione (-13,4%), seguita dall’edilizia (-7,8%), l’industria manifatturiera (-6,3%), il commercio all’ingrosso e al dettaglio (-4,6% ciascuno), la vendita e riparazione di autoveicoli (-3,9%), i servizi di mercato selezionati (-3,6%) e i servizi di trasporto e magazzinaggio (-0,9%).
Nel primo semestre 2020 il tasso medio di occupazione è aumentato nelle attività di informazione e comunicazione (+5,1% annuo) e nei trasporti (+0,1%), mentre è diminuito in tutti gli altri comparti, a partire da alberghi e alloggi (-6,6%), bar e ristoranti (-5,8%), industria (-4,8%), vendite al dettaglio (-3,8%), costruzioni (-3,6%), vendite all’ingrosso (-2,6%), vendita e riparazione di autoveicoli (-2%) e servizi di mercato selezionati (-1,3%).
Secondo le previsioni dell’OCSE, la Slovacchia avrà un calo del Prodotto interno lordo (PIL) di oltre l’11% nel 2020, la peggiore recessione mai registrata dalla Slovacchia, che provocherà un aumento della disoccupazione fino al 10% nel corso dell’anno. Al culmine di una lunga stagione di riduzione, il tasso di disoccupazione nel paese era sceso fino a sfiorare i 5 punti percentuali all’inizio di quest’anno.
(Red)
Illustr. BS/pixabay

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