Ministero degli Interni: in via di elaborazione emendamento per la doppia cittadinanza

Il Ministero degli Interni ha inviato oggi alla procedura di revisione interministeriale un progetto di emendamento alla legge sulla cittadinanza dello Stato, che intende principalmente limitare al minimo le condizioni per la perdita della cittadinanza da parte di cittadini slovacchi. Verrà quindi dato un via libera di massima alla doppia cittadinanza, emendando gli spigoli della legge del 2010 sulla cittadinanza, modificata in risposta a una aggressiva legislazione della Repubblica d’Ungheria dell’anno precedente che offriva la cittadinanza a tutti i cittadini di etnia magiara all’estero. Un atto che provocò forti tensioni tra i due paesi che arrivarono anche a sgarbi diplomatici. Negli ultimi dieci anni diversi governo hanno messo mano a questa legge per attutirne gli effetti, ma non sono mai riusciti a farla approvare in Parlamento.

Verranno poi semplificate le condizioni per l’acquisizione della cittadinanza per gli slovacchi che hanno presentato un certificato valido attestante lo status di slovacco residente all’estero, annullando il test di padronanza della lingua slovacca. Questo vale anche per i cittadini della Repubblica Ceca.

Le persone di origine slovacca saranno in grado poi di ottenere più facilmente la cittadinanza se uno dei genitori, nonni o bisnonni è stato cittadino cecoslovacco nato in Slovacchia. Non sarà più richiesta la residenza permanente in Slovacchia per almeno otto anni al momento della presentazione della domanda.

La modifica, che vuole agire su un tema molto dibattuto negli oltre dieci anni di applicazione della controversa normativa, prevede diverse eccezioni alla perdita del passaporto. Tra queste rientrano l’acquisizione della cittadinanza straniera del coniuge nel corso di un matrimonio valido, ma anche in caso di nascita, adozione o per un figlio minore adottato. Sarà consentito ai cittadini slovacchi di acquisire la cittadinanza straniera senza perdere la propria anche se hanno residenza o altro titolo di domicilio nel territorio dello Stato di cui acquisiscono la cittadinanza da almeno tre anni al momento dell’acquisizione della cittadinanza straniera.

Coloro che hanno perso la cittadinanza della Repubblica Slovacca in base alla legge attuale potranno chiederne la restituzione, non più come eccezione da parte del ministro degli Interni – una possibilità in vigore dal 2015 – ma con procedura semplificata.

Fino alla fine di luglio 2020, in dieci anni esatti, un totale di 3.384 persone hanno perso la cittadinanza slovacca dopo l’ottenimento della cittadinanza di un altro Stato. Il numero maggiore di queste persone hanno preso la cittadinanza della Repubblica Ceca (786), della Germania (784), dell’Austria (516) e del Regno Unito (378). Sono 34 gli individui, per lo più donne, che hanno perso il passaporto slovacco per avere ottenuto la cittadinanza dell’Italia. Malgrado la legge sia stata modificata proprio per contrastare una operazione populista di Viktor Orbán, solo 130 sono le persone che in questi anni hanno preso la cittadinanza ungherese rinunciando a quella slovacca.

Mentre a ottenere la restituzione della cittadinanza slovacca, in base a un numero limitato di eccezioni a partire dal febbraio 2015, sono state complessivamente 982 persone. Dieci di loro hanno anche la cittadinanza italiana.

Se la modifica della legge arriva in Parlamento e viene approvata, dovrebbe entrare in vigore il 1° febbraio 2021.

 

(Red)

Foto Julianaldn1 cc by sa/BS

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